LE LACRIME DI NIETZSCHE di Irvin D. Yalom, Neri Pozza

pubblicato da: Mirna - 15 marzo, 2014 @ 8:28 am

 

Che cosa può consolare da giorni e giorni di una terribile influenza? Un libro che corrisponda appieno alle proprie esigenze.  E questo lo è.

Pura gioia, nonostante le lacrime del grande filosofo. Gioia assaporata tra un colpo di tosse e l’altro con Mimilla sulla pancia.

E con un inizio strepitoso: a Venezia il geniale psichiatra viennese  Breuer aspetta Lou Salomè.

L’eccezionale giovane donna russa gli deve parlare del suo amico Nietzsche che secondo lei ha bisogno di cure, travolto com’è da una cupa disperazione dopo  la rottura dello strano ménage a trois instauratosi tra lui, Lou e l’amico Rèe.

Così tra un caffè e una veneziana il dottor Breuer, affascinato da Lou,   si sente promettere che visiterà Nietzsche.

“L’autore, Irvin Yalom, è uno psichiatra-scrittore statunitense noto per aver sviluppato un modello di psicoterapia di gruppo nell’ambito dell’analisi esistenziale, nonchè una visione originale e creativa della relazione tra psicoterapeuta e paziente.

La storia racconta del rapporto, puramente ipotetico e di fantasia, tra Joseph Breuer e Frederick Nietzsche.”

Ma molti avvenimenti, lettere, speculazioni filosofiche, casi clinici sono veri.

Che godimento rimanere attaccata alle pagine di questo libro e seguire i pensieri di un filosofo che sarà un maestro per le generazioni future e ascoltare i dialoghi di Breuer e Freud sulla scoperta dell’inconscio!

Non è facile convincere Nietzsche a curare la propria disperazione che esplode in feroci emicranie e altre somatizzazioni, tanto che Joseph Breuer  penserà a una strategia.

Gli chiede di essere curato egli stesso dalla mania ossessiva che sente per la giovane paziente Bertha, la famosa Anna O.

Una sfida avvincente fra due menti eccelse che avverrà a colpi di genio in una tranquilla clinica viennese.

Nietzsche si sente terapeuta della civiltà occidentale orfana di un dio che non esiste più, conscio che le sue riflessioni sull’eterno ritorno del Tempo gli hanno svelato che l’accettazione del proprio destino, l’Amor Fati, è un passo decisivo per “divenire ciò che si è”.

E capire chi ci fa soffrire: qualcosa di esterno come la moglie di Breuer o Bertha, o Lou Salomè o qualcosa che è dentro di noi e che dobbiamo riportare alla luce?

E Breuer che alla fine si era ritrovato anch’esso  disperato imparerà veramente dal Maestro a capire chi è e ad accettare il suo cammino. Bellissima e rivelatrice la passeggiata dei due prima nel cimitero ebraico e poi nel bosco viennese.

Breuer guarisce e Nietzsche conferma il suo pensiero: ogni decisione di come vivere il momento è potenzialmente ripetibile all’infinito.

 

 

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4 commenti
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  1. Uno psichiatra guarisce da una sua mania ossessiva nel libro presentato da Mirna, uno psicanalista fa una brutta fine in quello letto da me. Interessata da recensioni favorevoli ed attratta dalla bellissima copertina, (Adelphi ha sempre belle copertine) ho letto “Viviane Elisabeth Fauville”. E’ l’opera prima di Julia Deck, una giovane scrittrice francese; l’autrice usa spesso la seconda persona, talvolta la terza, la prima plurale o singolare. Sa far giungere al lettore il malessere della protagonista, che è una parigina poco più che quarantenne, madre di una bimba di pochi mesi; è stata lasciata dal marito, ha crisi di panico, è in cura da uno psicanalista che muore accoltellato nel proprio studio. Si muove angosciata-confusa-fragile per le vie di Parigi, portando nella borsa un set di coltelli ricevuto in regalo per il matrimonio. Ha l’impressione di aver fatto qualcosa che non avrebbe dovuto fare…
    Un romanzo che mi è piaciuto, anche Grazia lo ha apprezzato.
    Saluti a tutti.

  2. Cara Mirna … lo avrai già capito: questa volta la mia attenzione non è per il libro bensì …per il gatto! Anche il mio Dorian si accoccolava su di me, io ero il suo umano … a due anni dalla scomparsa non l’ho certo dimenticato …

  3. @mariarosa – ho appena finito VIVIANE ELISABETH FAUVILLE, di Julia Deck . un pezzo di grande talento al cardiopalma. Notevole e conturbante.

  4. @Camilla-Da un po’ mi ripromettevo di ringraziare chi, tra i frequentatori del blog, aveva segnalato “La donna di Gilles” e “Le ore del silenzio”. Lo faccio ora, e poi andrò a cominciare “L’ibisco viola”, di cui hai detto belle cose…