L’ANGOLO DEI LETTORI RIBELLI di Rebecca Makkai, Piemme

pubblicato da: Mirna - 25 marzo, 2014 @ 8:20 am

Che cos’hanno in comune una bibliotecaria ventiseienne  che si sente come un pesce trasportato dalla corrente perchè ha dimenticato di saper nuotare e un ragazzino di dieci anni che non sa di avere problemi di identità sessuale? Molte cose. Soprattutto l’amore per la lettura.

Lucy  Hull lavora per caso nella biblioteca  di Hannibal, Missouri, nella sezione ragazzi. Discende da una famiglia di rivoluzionari russi emigrati in America, ma lei non si sente ancora “centrata”. Si percepisce come un vulcano attivo ma si accorge che tutti la vedono come la classica bibliotecaria di un tempo. Forse è per questa sua sfasatura che soffre di eczema. Ha solo pochi amici, ma adora consigliare le letture ai ragazzini.

Soprattuto a Ian Drake, dieci anni, occhialini tondi, sorridente, accanito lettore. Ma il ragazzino è sorvegliato attentamente da una famiglia opprressiva, ultrareligiosa che vorrebbe filtrare ogni suo libro. Allora Lucy lo aiuta a prendere e leggere i “libri proibiti” , sicura che proprio quei libri gli salveranno la vita.

Perchè c’è un…perchè. La maestra di Ian, i suoi genitori sono convinti che il ragazzino sarà gay. Tanto che i genitori si affidano a una congregazione religiosa per far “degayzzare” il figlio, attraverso corsi, letture mirate, sport ad hoc.

Gli avvenimenti sembrano divertenti perchè la storia talvolta  è surreale, ma il problema serio è proprio quello di snaturare l’identità di un individuo.

Ian comunque percepisce un soffocamento e si rifugia in biblioteca tra i libri, specialmente tra i suoi preferiti un po’ fantasy un po’ storici. Ed è qui che un  lunedì mattina Lucy lo trova pronto a fuggire dalla sua famiglia.

E lei che sta vivendo come in un “sogno” perchè non sa più chi è, non riesce a “trovarsi”,  decide di assecondarlo, per salvarlo.

Fuggono insieme verso gli stati del Nord. Soste divertentissime con i parenti russi di Lucy, terrore della stessa  di essere scoperta dalla polizia, immagini di sè in galera. La situazione sembra irrisolvibile. Ian è avido di esperienze nuove, di libertà, la “ricatta” dicendo che se non lo fa arrivare nel Vermont la denuncerà come rapitrice.

Lucy è stravolta, ma sa che vuole “salvare” Ian e pensa ai libri che lo potrebbero aiutare: La serie del mago di Oz, Harry Potter,  l’Hobbit e piano piano fino al giovane Holden.

Sembra non avere più volontà di decidere, però si accorge che l’eczema sta diminuendo e che Ian comincia a pensare di tornare a casa.

La soluzione è facile, sembra che tutto si aggiusti.

Il titolo originale è “The borrower” coloro che prendono in prestito.  Sia libri …che vite degli altri. Credo sia veramente più adatto.

Se Ian è ancora troppo piccolo per essere definito, certamente Lucy è un’antieroina, ma è così simpatica immersa com’è  sempre in una sorta di obnubilamento a lei necessario  per la scoperta di sè!

Dopo la confusione la verità.

Mi è piaciuto molto.

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1 commento
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  1. da GRAZIA: “…a Camogli ho finito di leggere un bel libro che mi ha prestato Maria Rosa, le ho chiesto di commentarlo sul blog, autrice Julia Deck, un’esordiente, pubblicata da Adelphi, titolo “Viviane Elisabeth Fauville”, bellissima copertina, si parla di fragilità psichiche, di maternità, di tradimento, di un omicidio, nel quadro di una Parigi descritta nei dettagli delle sue strade che la protagonista percorre in lungo e in largo, ad è raccontato in prima, seconda e terza persona, ti piacerebbe, tiene avvinti fino alla fine.
    Leggermente deludente rispetto alle aspettative, e agli entusiasmi con cui ci è stato presentato, invece per me è stato “Tutto quel che è la vita”, concordo sul fatto che sia molto bello, scritto in modo distaccato, comprensivo di tanto, di molto di ciò che ci riserva la vita, ma mancante, forse, di emozioni, di intensità.
    Ora sto affrontando “Nulla, solo la notte”, l’utimo pubblicato di Williams, ne ho letto una ventina di pagine, troppo presto per darne un giudizio, ma non mi sembra neanche lontanamente paragonabile a quel “capolavoro assoluto” che è “Stoner”, ed era prevedibile che non potesse esserlo. “