TRE PUNTI DI ROSSO di Luisa Gretter Adamoli, curcu & genovese

pubblicato da: Mirna - 23 marzo, 2014 @ 10:48 am

Alfonsina Gonzaga Madruzzo.  Donna interessante, bella, intelligente. Non sarebbe straordinario conoscere la sua vita?  Possiamo farlo leggendo il libro di Luisa Gretter Adamoli che, intrigata da un dipinto riscoperto nella Chiesa dell’Inviolata di Riva del Garda, ha iniziato a fare ricerche.

Tre anni di lavoro.

Grazie anche al marito architetto incaricato del restauro. Un lavoro paziente iniziato dapprima a due mani e poi fiorito nella mente curiosa della letterata Luisa. Da un dipinto in cui Alfonsina prega rivolta a San Carlo Borromeo …mille interrogativi. Chi era veramente quella signora dai capelli rossi?

Alfonsina nasce alla fine del XVI secolo a Novellara e appena ventenne andrà sposa a Gianangelo Gaudenzio Madruzzo. Si trasferirà dunque a Riva del Garda. E’ una sposa devota e attenta.

Rimasta vedova precocemente riuscirà con abilità a preservare il suo potere. La sua esistenza di agi e affetti è anche segnata da lutti e impegni gravosi.

La vediamo nel dipinto  di Martino Teofilo Polacco con quella civettuola ciocca rossa che esce dalla cuffietta.  Uno dei Tre punti di rosso. Gli altri due, ci spiega Luisa, sono il colore della  tenda da cui una servetta curiosa ammira la padrona orante  e un altro è la  vistosa chioma rossa di una Maddalena dipinta  forse da un allievo di Guido Reni.

La biografia è romanzata per circa il 20- 30% ci spiega Luisa. Tutto il resto è storia supportata da documenti , lettere, annotazioni, conti della spesa.

Lavoro appassionante le riconosciamo noi del gruppo lettura.

Godibilissimo leggere del lungo viaggio verso Praga che la madre di Alfonsina fa per chiedere aiuto all’imperatore, ( 28 giorni di carrozza)  e deliziose le lettere che Alfonsina scrive alla madre , alle sorelle o i suoi conti di casa dove annota scrupolosamente ogni spesa come i soldi (i ragnesi, ci spiega il marito di Luisa) spesi dal marito Gianangelo per il gioco.

La storia dei Madruzzo si intreccia alla storia europea: dalla guerra dei Trent’anni, alla presa di Mantova da parte dei  Lanzichenecchi, alla peste.

Soprattutto la vita di una donna forte e moderna che possiamo conoscere attraverso le sue parole scritte.

E osare qualche supposizione? Come mai il pittore Polacco dopo averla ritratta con amorevole attenzione sembra sparito?

Luisa Gretter Adamoli ha ricercato pazientemente nell’Archivio Gonzaga tracce di questa donna, unica donna “committente” mai ritratta da un pittore ( Martino Teofilo Polacco) in una chiesa, che dopo la morte del marito, l’aveva vista partecipe della sua costruzione. “Tutto ciò in un territorio, quello del principato vescovile di Trento, governato dagli ultimi eredi di una dinastia legata a doppio filo sia all’impero sia al papato della Controriforma, in uno scenario di vaste dimensioni come quello del Sacro Romano Impero”

Da leggere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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