MRS.POE di Lynn Cullen, ed.Neri Pozza

pubblicato da: Mirna - 17 novembre, 2014 @ 5:02 pm

mrs_poe_02[1]Chi ama Edgar Allan Poe,  i suoi romanzi  noir, le sue poesie deve leggere questo biografia romanzata che racconta alcuni anni della vita di Edgar, di sua moglie Virginia e della sua amante, la poetessa Frances S. Osgood.

Dal 1845 al 1847 in una New York che si sta trasformando urbanisticamente per iniziare a diventare la città che oggi conosciamo.

Siamo a Manhattan dove si lavora per creare Central Park e dove le abitazioni dei protagonisti sono situate tra Washington Square e Union Square. E dove i primi palloni aerostatici provano ad alzarsi in cielo, i dagherrotipi prendono il posto dei ritratti, Morse presenta la sua invenzione. E l’arte mesmerica intriga i salotti  di intellettuali che fanno da sfondo ai nostri personaggi.

Virginia Poe  è la giovane moglie del grande scrittore che ricordiamo è anche sua cugina, sposata quando lei aveva appena 13 anni.

Nel 1845 ne ha ventitré, ma si comporta sempre da bambina possessiva e tiranna. E’  accuduita dalla madre, zia di Edgar,  che scopriremo ha in sè una vena di follia che provocherà incidenti strani.

Ormai Edgar è famoso in città soprattutto  per la sua poesia “Il corvo” e per le sue critiche dure verso gli altri poeti, Longfellow in testa.

Poe3[1]E’ affascinante, tenebroso, con dentro di sè  ancora i segni della sua tavagliata e dolorosa infanzia e la sofferenza di un matrimonio ormai consunto. E soprattutto con il grande senso di colpa proprio  verso la giovane moglie, ammalata di tisi,  con cui  non riesce più a corrisponedere quel sentimento avventato, irrazionale, infantile dei loro primi anni d’amore.

Frances Osgood incontra Edgar Allan Poe  nell’inverno del 1845 a casa  di Anne C. Linch, animatrice del più celebre salotto letterario del tempo dove partecipano famosi artisti e scienziati da Emerson, Walter Whitman, la scrittrice L.M.Alcott e Margaret Fuller così innamorata dei pellerossa da indossare spesso ornamenti di piume, ossa, pelle scamosciata.

Frances è stata abbandonata dal marito, il pittore libertino Samuel Osgood, ed ora è ospite con le due figliolette, presso i coniugi Bartlett, librai ed editori.Frances-300x300[1]

L’incontro fra Edgar e Frances è un colpo di fulmine. Edgar è al culmine del suo successo proprio dopo la pubblicazione sul Mirror della sua poesia che tutti a New York recitano a memoria. Di lei  lo stesso Poe scriverà “¨ esile fino alla fragilità, aggraziata tanto in movimento che in quiete; l’incarnato ¨ di solito pallido; i capelli nerissimi e lucenti; occhi di un grigio limpido e luminoso, grandi e con una peculiare espressività…”

Si innamorano, un amore clandestino eppure sulla bocca di tutti. Una relazione di pochi anni, fatto di seducenti sotterfugi e incontri pieni di grazia e magia, oscure pulsioni e avvenimenti tragici.

E la giovane signora Poe? Malata, gelosa di Frances, avvinghiata psicologicamente al marito, quasi  un oscuro  alter ego di Edgar che sembra  prigioniero delle angosce di entrambi.

Scrive Lynn Cullen che ha fatto ricecerche approfondite su questo amore  a suo tempo  negato da molti biografi –  e che invece ha testimonianze in lettere, poesie e scritti – che suo malgrado questo libro diventa quasi un “racconto dell’orrore” :

avrei dovuto  immaginare che un romanzo imperniato sulla figura di Poe non poteva che rivelarsi straziante…più mi addentravo nella ricerca, più mi rendevo conto che Poe non si limitò a scrivere storie paurose: le visse in prima persona.”

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4 commenti
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  1. Cara Mirna, appena terminata la Ferrante, mi sento un pò più sola ora che Lila e Lenù erano parte di una storia su cui ero solita fantasticare e riflettere in attesa della continuazione. Bello Bello il libro ultimo della quadrilogia ” Storia della bambina perduta”, una scrittura sanguigna che m’ha avvinto.
    Ho iniziato a leggere ” Dora Bruder” di Modiano, per curiosità in merito a questo autore Nobel,poi ti dirò.

    Miki

  2. Ho la Ferrante sul tavolino! Aspetto e pregusto con ansia deliziosa la lettura dell’ ultimo romanzo della sua quadrilogia. Aspettiamo anche le tue impressioni sul Nobel Modiano. Baci, cara Miki. Mi

  3. Di Modiano ho da poco letto “Fiori di rovina”. A Parigi, nel 1933, era morta in circostanze misteriose una giovane coppia. Lo scrittore, molti anni dopo, riprende in esame la vicenda; ma soprattutto ci sono luoghi e persone a lui vicine in gioventù. “Un’atmosfera seppiata” dice un critico.
    Da leggere è ” ’14” di J.Echenoz. C’è la tragedia della prima guerra mondiale vista attraverso lo sguardo di Anthime, giovane, mite, capace di adattarsi. Di Echenoz avevo apprezzato “Ravel”, presto leggerò “Correre”, dedicato alla vicenda umana e sportiva di Emil Zatopek.
    Un saluto a Mirna e a tutti i lettori.

  4. Cara Maria Rosa, dovrò leggere assolutamente Modiano per poi parlarne insieme la prossima estate! E riferire ai nostri amiici.
    Ho pensato sempre anche a te e alla tua Zoagli durante il maltempo .
    Caramente, Mirna