IL SOGNO RAPITO di Edith Bruck, ed. Garzanti

pubblicato da: Mirna - 1 Dicembre, 2014 @ 2:55 pm

sono%20rapito[1]Sara nel dormiveglia di un mattino sente il marito sussurrare “Diventerò padre”. La sua è una coppia che , deciso dal marito, doveva bastare a se stessa e soprattutto compiacere con amore e disponibilità l’egocentrismo di lui.

Non hanno avuto figli ed ora a cinquant’anni Sara si sente persa. Tradita e umiliata. La sua cronica sensazione di perseguitata riaffora. Dentro di sè la grande memoria della madre scampata ai campi di concentramento, una massa oscura che la rende da sempre fragile, mite e malinconica.

Lavora con lo zio in una galleria d’arte, visita quotidianamente la madre alla quale è legata da un sentimento forte di complicità e desiderio di metacognizione della storia. E’ infatti la madre che le insegna, nonostante tutto, l’amore e la solidarietà .  “E’ con lei che ho imparato il meglio dal peggio”.

Perchè ora ne ha veramente necessità. Sara scopre che la giovane amante del marito è palestinese. E’ forse una beffa del destino questa rivalità mentre ancora ebrei e palestinesi si contendono i territori in Israele? Non sente più la rivale in amore, ma la nemica sionista. Essere la doppia nemica della giovane Layla rende più forte la sua identità, costringendola al ruolo di rappresentante del suo popolo.

Sara vuole conoscerla e ci riuscirà. E nel suo intimo la volontà di riappacificare  questo conflitto individuale  diventa quasi un simbolo augurale  per una pace fra i due popoli.

Un altro piccolo gioiello di questa scrittrice.

Edith Bruck, di origine ungherese, è nata in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944, poco più che bambina, il suo primo viaggio la porta nel ghetto del capoluogo e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen… Sopravvissuta alla deportazione, dopo anni di pellegrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua.
Nel 1959 esce il suo primo libro Chi ti ama così, un’autobiografia che ha per tappe l’infanzia in riva al Tibisco e la Germania dei Lager. Nel 1962 pubblica il volume di racconti Andremo in città, da cui il marito Nelo Risi trae l’omonimo film.
È autrice di poesia e di romanzi come Le sacre nozze (1969), Nuda proprietà (1993), Lettera da Francoforte (2004) e ancora Privato (2010), La donna dal cappotto verde (2012) e Il sogno rapito (2014). Nelle sue opere il più delle volte ha reso testimonianza dell’evento nero del XX secolo. Nella lunga carriera ha ricevuto diversi premi letterari ed è stata tradotta in più lingue. Tra gli altri, è traduttrice di Attila József e Miklós Radnóti.
Share

2 commenti
Lascia un commento »

  1. Ciao a tutti,di Edith Bruck ho letto Quanta stella c’è nel cielo, stupendo e scoperto grazie ai consigli del gruppo del Controvento nella primavera scorsa. Ora sto leggendo ( soprattutto la sera tardi, la scuola e Saraswathi mi lasciano ahimè pochissimo tempo libero) un romanzo splendido Di Barnes, Il pappagallo di Flaubert. Lo sto centellinando perchè mi dispiace arrivare alla fine.. Un abbraccio a tutto il gruppo e specialmente a te Mirna, mi manchi!

  2. A presto Raffaella! E grazie a tutte dei consigli.