BRIGHT STAR. LA VITA AUTENTICA DI JOHN KEATS

pubblicato da: admin - 31 marzo, 2010 @ 6:55 pm

200px-John_Keats_by_William_Hilton[1]copt13[1]Ancora poesia. Ma sono contenta di scriverne perchè so che molti la amano, fra questi anche Maurizio Costanzo che mi intervisterà telefonicamente venerdì 2 aprile durante la sua trasmissione  su Radio 1,  l’Uomo della notte.  Da mezzanotte alla una. So già che mi chiederà del blog. Ne sono lusingata perche il  parlare di libri accende consonanze e legami fra molte persone. Ricevo anche telefonate di apprezzamento da parte di chi, non potendo scrivere un commento, legge comunque assiduamente i miei posts.

 Questa biografia è scritta dallo stesso editore del libro, Elido Fazi, che ama moltissimo Keats,  e che ha tradotto e pubblicato il suo poema “La caduta di Iperione”. Sulla copertina c’è un bellissimo ritratto non di Keats, ma dello stesso Elido Fazi che si sente vicinissimo al grande poeta inglese, in una sorta di identificazione in cui ritrova  stati d’animo e situazioni che sembrano esistere ancora nel mondo intellettuale contemporaneo. E’ insomma un omaggio pieno d’amore per il poeta inglese, neo-romantico, nato nel 1795 e morto giovanissimo di tisi nel 1821 a Roma.

E’ un resoconto esistenziale di un’anima sensibile che trova il suo ideale nel culto della bellezza e dell’arte.

Beauty is truth, truth beauty, that is all ye know on earth, and all ye need to know”. La bellezza è quindi Verità, la Verità Bellzza. E dalla natura e dalla sua  fulgida immaginazione egli  trae materia ; dal mondo greco ecco i poemi “Endimione”, “Iperione”  e “Lamia” e dalla natura soggetti romantici che trovano il culmine lirico nelle famosi Odi : a  un usignolo , all’autunno  -magistrale raffigurazione di una stagione e un corrispettivo stato d’animo  – e su un’urna greca. Con lui si raggiunge il massimo della poesia descrittiva inglese, grazie al linguaggio sontuoso  e all’esuberanza delle immagini. La sua maturazione artistica va in fretta, quasi sentisse la sua morte imminente.

Il libro di Fazi racconta gli  ultimi  due anni di vita di Keats  pieni di preoccupazioni finanziarie, di dolore per la morte del fratello Tom, di delusioni per le critiche negative di alcuni editorialisti, ma anche dell’amore per Fanny Brawne la sua “Bright Star” “Fulgida stella, ferma vorrei esser come te, ma non in solitario splendore…e in eterno sentire il suo respiro tenue…

L’amore di Keats e Fanny viene raccontato esaurientemente nel film di Jane Campion  “Bright Star” (che io non ho ancora visto, purtroppo); nel nostro libro è inserita parte della corrispondenza fra i due.

Mi piace pensare alla passione per poeti, scrittori e artisti  in modo così forte come Elido Fazi ci fa percepire. E’ il mondo della nostra memoria , del nostro cammino umano che fortunatamente non va perso. Mi piace conoscere la vita e i pensieri di Shelley, Byron, Coleridge che si ritrovano in questo libro e soprattutto conoscere più a fondo questo giovane che è cresciuto in fretta per poter comunicare al mondo la sua esperienza vitale ed artistica.

Non sono certo di nulla tranne che nella santità degli affetti del cuore, e della verità dell’immaginazione.”

Nato per la poesia, poesia egli stesso nel suo sentire, nel suo palpitare, John Keats  ci lascia scritto:

SE LA POESIA NON NASCE CON LA STESSA NATURALEZZA DELLE FOGLIE SUGLI ALBERI, E’ MEGLIO CHE NON NASCA NEPPURE”

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6 commenti
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  1. Keats mi ha sempre affascinato per la sua misura, la sua armonia. Le immagini che sceglie, da quelle classiche a quelle naturali parlano di un poeta dai ricchissimi attimi contemplativi. Mi ricordo in particolare il riferimento (tipicamente inglese) al saggio tordo, un cameo visivo che diventa evocazione, simbolo, come nella migliore poesia. Dopo aver letto questo post, capisco meglio la tendenza di Keats alla Bellezza ed alla sua coincidenza con la Verita’; capisco meglio anche il film di Jane Campion che ho visto e che mi ha lasciato sentimenti contrastanti: da un lato la forza della passione fra il poeta e Fanny e dall’altro l’immobilita’ della maggior parte delle scene – quasi dipinti – gelate nella loro perfezione estetica. E’ un tratto questo distintivo della Campion e mi rendo conto ora che si allinea propriamente con l’estetica di Keats. Consiglio il film, bellissimo infatti l’uso delle parole del poeta (finalmente un film su artisti in cui si parla d’arte!!!!) e la scena fuori, in campagna, in primavera. Grazie a mamma per il rimando al grande Keats.

  2. Leggendo questo post, pur non conoscendo questo grande poeta, mi viene in mente l’aforisma di Dostoevskij “La bellezza salverà il mondo”. Forse non c’entra nulla con Keats, ma mi sembra che ricercare la bellezza in quanto verità e bontà, anche se lo trovo purtroppo utopico, possa un po’ alla volta migliorare le condizioni dell’intera umanità.

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