FASCHING PASSATO REMOTO

pubblicato da: Mirna - 9 febbraio, 2016 @ 5:37 pm

(Da “Vestivamo in minigonna” di M.M)

Dopo l’anno trascorso a Londra finalmente ci sentimmo legittimate a indossare la minigonna e non solo.fasching 006

fasching 003Soprattutto furono i pensieri  che ci cambiarono aspetto, i nostri  desideri  concentrici e la scoperta di mille possibilità. Più sicure di noi: avevamo superato il Lower Cambridge examination, ci eravamo imbattute nella rivoluzione studentesca parigina proprio nel maggio 1968, eravamo state invitate  per un mese ad Haro nella Rioja.

Avevamo 24 anni e un avvenire  goloso e  tutto nostro perchè ce lo stavamo scegliendo e “pagando” noi.  Ci sentivamo figlie dei fiori.

Nell’ottobre del 1968 ci riunimmo tutte tre  a casa mia a Carpi per decidere e deliberare. Qualche gita in bicicletta nella campagna soffusa di nebbia, escursioni  sulle colline per mangiare tigelle, le serate a ballare e poi decisione….che fare?

Se abbiamo imparato l’inglese perchè non tentare con il tedesco? E poi si vedrà…

Il 6  dicembre eravamo sul treno per Munchen.

Ma vi racconterò  dei nostri primi mesi…unici, deliranti, indimenticabili.

Posso soltanto anticipare che il tedesco non è stato imparato un  gran fasching 004chè…troppe distrazioni…e poi c’è stato   il periodo del FASCHING!

Una festa dietro l’altra.

Abitavamo alla Shattenmann Heim, un pensionato per studentesse e lavoratrici, nello Schwabing il quartiere più alla moda di Monaco. Dopo il lavoro frequentavamo  un delizioso Wein Stuben e altri  localini artistici dove si incontravano ragazzi di tutte le nazionalità. Il nostro gruppo sempre “in uscita” era formato da noi tre fasching 007Italienerinnen Giuliana, Guerrina ed io, più una francese che ci insegnava a far “travailler les yeux” per conquistare les garcons,   più Verlyn la californiana, Eika la cecoslovacca, Frankie l’irlandese…

Feste in maschera ovunque con le varie  “conquiste” . Con Bernhard di Hannover sorridevo soltanto, lui parlava l’hoch Deutsch e io non capivo, io gli parlavo in inglese e lui non capiva però ci siamo divertiti moltissimo a interpretare Robin Hood lui e la zingarella io . Poi una sera non so come si sono fasching 009ritrovata vestita da principessa della Czarda e con la pipa in bocca  accanto ad un Tarzan sconosciuto. Serate a tema in cui bisognava inventare, inventare chi eravamo insomma eravamo  come impazzite nel cercare per tutto il pensionato vecchie camicette e scampoli di seta per diventare altre da noi…

Una sera Verlyn, vestita da squaw, sparì innamorata persa di un non meglio identificato tedesco, Giuliana in verde diceva di sentirsi un misto tra la ripudiata Soraya e Cleopatra. Guerrina non aveva trovato di meglio che mettersi un mio vestito estivo. A me piaceva sempre fare la zingara.

fasching 005Ma se non riuscivamo più a raccattare scampoli e nastri la nostra febbre del travestimento non si esauriva: piccoli avanzi di seta diventano cuori, quadri e picche e… si iniziavano i pigiama parties. Cotonature, ciglia finte, rossetti luccicanti e

ovviamente birra e vino a volontà.

E risate. Perchè quelli erano i giorni spensierati  della vita piena e della nostra consapevolezza di viverli e gustarli. Sapevamo che sarebbero finiti ma sapevamo anche che li avremmo sempre avuti dentro di noi come un deposito bancario.

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4 commenti
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  1. Ma che meraviglia! E’ bellissimo leggere queste pagine e vorrei tanto leggere l’intero “Vestivamo in minigonna”. Trovo intensa e molto bella quella considerazione finale sulla consapevolezza di qualcosa che sarebbe finito, sì, ma sarebbe anche rimasto DENTRO. Penso che riandando col pensiero ai nostri anni passati sia proprio bellissimo capire quello che è rimasto in noi, perché è col nostro DENTRO che è bello adesso ritrovarsi.
    Queste meravigliose ventiquattrenni al Carnevale=Fasching sono un inno al godimento intelligente della spensieratezza. E tu, cara Mirna, sei sempre molto molto affascinante. Grazie di questa immersione, l’ho proprio goduta!

  2. Uao raga, che forza le nostre giovanotte! Complimenti! Tuttavia c’è un passaggio che non ho capito: “raccattare scampoli” o “rimorchiare scapoli”? Il dubbio c’è ed è grave …. Anyway, che invidia! E io che a 24 anni io iniziavo a prestare il servizio militare? Una bella rapata quasi a zero e marciare! E poi, promosso sottotenentino della Brigata Alpina Tridentina, sui monti del Sud Tirolo (Bressanone)! Tuttavia anch’io avevo la mia ragazza, Maria Teresa, oggi mia moglie, che veniva a trovarmi ed alla quale feci scalare le Odle! Ma si può?

  3. Una piccola riflessione mattiniera ai tuoi racconti che ho ascoltato affascinata molte volte… Non c’è nulla come un’esperienza conchiusa in un tempo determinato che sa di quel sapore di assoluto, di felicità perfetta, di libertà totale. Nel delimitato siamo più liberi e ci autorizziamo a essere e pensare in modo unico e speciale. E i ricordi sono dolci… Il Fasching è finito, parlo da una Stoccarda addirittura “pietista” che poco concede alle gioie terrene ma ora finalmente è spuntato un po’ di sole, ce n’era bisogno. Buongiorno a tutti!

  4. Le Italienerinnen a Munchen raggianti di allegria e giovinezza, ritornano con le parole. Sarà un’impressione, ma si sentono le risate e la musica, si balla, si accendono flirt e sogni di futuro. Non è nostalgia, ma un ricordo carico di gioia, salute e aspettative da prendere sotto braccio, ogni ragazza si appropria del regalo più vicino. Il piacere di ascoltare leggendo.
    Grazie della condivisione. Anna Maria