LA DONNA CHE COLLEZIONAVA FARFALLE di Bernie McGill, Bollati Boringhieri

pubblicato da: Mirna - 17 marzo, 2016 @ 7:35 am

cop[1]Romanzo che prende spunto da una tristissima storia vera: nel 1892  a Cromore House, residenza della famiglia Montagu, sulla costa settentrionale dell’Irlanda una bambina di tre anni viene trovata morta nella stanza in cui era stata rinchiusa e legata per punizione. La madre della piccola testimoniò che aveva usato una calza per legare le mani della bambina a un anello infisso alla parete, poi  l’aveva rinchiusa a chiave  per tre ore.

La giuria condannò la madre a 12 mesi di reclusione.

Bernie McGill, commediografa che nel 2008 vinse un prestigioso premio, attorno a questi fatti ci dà due interessanti ritratti: quello della madre severissima, fredda, perchè lei stessa da piccola non era stata amata, e quella della servetta Maddie che sarà testimone di tutto ciò che accade nella residenza.

Che dire? Una storia che cattura come un feuilleton d’altri tempi, con sfumature gotiche e intenti psicologici.

Perchè questa giovane madre bella e altera è così severa con i propri numerosi figli? Perchè ama tanto collezionare farfalle?

Interessante il parallelismo tra le bellissime farfalle inchiodate  nello stipo e l’educazione ricevuta da Harriet da un’altra madre poco amorevole e punitiva che l’obbligava a portare il bustino anche di notte.

La narrazione è a due voci: quella di Harriet ormai in carcere a scontare la sua pena che scrive un diario per spiegare forse anche a se stessa la sua vera  natura, quella di Maddie ormai novantenne che scrive lettere  proprio a una pronipote della sua antica “padrona”.

Oltre a rabbrividire su come i bambini venivano trattati ci si può addentrare con curiosità  nella vita quotidiana  dei privilegiati e dei loro domestici e soprattutto nei meandri oscuri della psiche.

Non manca il segreto che sarà svelato verso la fine.

 

 

 

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