LIBRI DI DONNE. DONNE E LIBRI…E il nuovo romanzo di Beatrice Masini

pubblicato da: Mirna - 18 maggio, 2016 @ 6:58 am

con Paola AzzoliniCome scrive Maria Teresa il nostro incontro con Paola Azzolini e Maria Cannata, le amiche scrittrici di Verona, è stato51WOPKjELgL._SX331_BO1,204,203,200_[1] all’insegna della spontaneità e dello stare insieme con simpatia e piacere. Abbiamo ascoltato con interesse la spiegazione del lavoro compiuto da Paola  tra una biblioteca e un archivio per regalarci un epistolario interessante. Tutti Paola e Maria al Galileo 005siamo “entrati” in quegli anni del nostro Risorgimento, i fatidici 1848- 1849 e allo stesso tempo ci siamo avvicinati a questa giovane donna, Ottavia Arici, moderna, appassionata, viva.  E perchè non ricordare il poeta Aleardo Aleardi che qualcuno di noi ha anche incontrato su qualche lontana antologia scolastica?

Insomma mi ritrovo, come spesso mi accade, a leggere libri di donne che parlano di donne. Letture sempre per me avvincenti e naturalmente confacenti alle mie aspettative.

Ieri ho visto in libreria  una nuova biografia di Lyndall Gordon che insegna letteratura  inglese a Oxford “Charlotte Bronte” Una vita 9788876259944_0_170_0_75[1]appassionata”.

Potevo non appropriarmene?  Quando giovanissima  mi ero identificata ( e non solo io)  con la sua eroina Jane Eyre ?  Già dalle prime pagine so che è un altro mio libro, perchè anche nella vittoriana Charlotte c’era il desiderio di “crescere”. E il desiderio di dar voce alle sue esperienze interiori. Grazie alla scrittura Charlotte riesce a dare un’immagine completa di sè, anzi quasi ribaltata: non era  l’insipida ragazza vittoriana , ruolo al quale doveva attenersi, ma una donna ,  oggi diremmo proto- femminista, intelligentissima, focosa e lucida.

La scrittura dunque, le parole scritte per ampliare e svelare le nostre vite. Quanta importanza  dobbiamo dare a lettere, diari, racconti per capire la vita particolare e generale.

Anche Beatrice Masini, l’autrice di ” Tentativi di botanica degli affetti”sa che ogni parola pesa.

Nel suo ultimo romanzo ” I nomi che diamo alle cose” propone personaggi I-nomi-che-diamo-alle-cose-214x300[1]che scrivono e che desiderano tornare alla parole semplici, elementari, vere. Ci vuole  coraggio per dire le cose come stanno.Per ritrovarsi in una storia basta un pensiero condiviso come quello del Tempo da dilatare, assaporare;  festeggiare anche i giorni comuni, lasciare libero il Tempo. Dunque anche questo è un libro mio

Ma non solo perchè in queste pagine, mentre si racconta la storia di tante donne, c’è il rapporto con la Natura, una natura che, come dice la Masini, è lo specchio dell’uomo, il suo riverbero, bensì anche perchè c’è il desiderio di conoscersi e capire fino in fondo gli accadimenti.

Che piacere lasciare la città caotica e ritrovarsi in una casa cantoniera accanto al lago.  Questo succede ad Anna, scrittrice, che riceve in eredità questa piccola casa dalla famosa scrittrice per l’infanzia Iride Baldini. Lei la accetta, l’ha conosciuta appena, ha scritto su di lei, ma ha proprio bisogno di un angolo lontano da tutto, da un amore tormentato, dalla perdita di un figlio. Rinascere nel silenzio, nel verde, nel luccicchio dell’acqua.

Ricominciare in una dimensione a sè più congeniale. Ma nuovi legami si impongono: i vicini, il figlio della Baldini che ha accettato con disinteresse il fatto che la madre abbia lasciato in eredità ad Anna la casa del custode. Perchè lui ha soltanto del rancore verso la madre, una madre anafettiva, sempre lontana.

Così Anna nel risolvere i nodi della sua vita riesce a districare quella degli altri in un dare e ricevere che nasce con più facilità in un luogo che permette di fermarsi e riflettere seguendo un ritmo naturale.

Dunque “Un romanzo che parla della cura degli altri e delle cose, di madri buone e figli cattivi o viceversa, di vino, cani e fantasmi. del peso da dare a ciò che si fa e alle parole che si scelgono per definirlo.”

 

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