L’AMORE AL TEMPO DELLA GUERRA, a cura di Paola Azzolini, ed.Il Poligrafo

pubblicato da: Mirna - 8 maggio, 2016 @ 7:39 am

51WOPKjELgL._SX331_BO1,204,203,200_[1]Sono onorata e felice che Paola Azzolini sia ospite  del  nostro gruppo di lettura “Il LibrIncontri del Caffè Galileo” e de Il thCAQ5EUKNGiardino delle Arti per presentare  questo suo bellissimo ed impegnativo  lavoro.

La scrittrice da molto tempo si interessa dei grandi  della letteratura del Novecento sia in ambito veronese che nazionale. Ha pubblicato una serie di studi su Manzoni, Alfieri, Capuana e tra i  tanti argomenti affrontati  ha scritto Di silenzio e d’Ombra. Scrittura e identità femminile del Novecento italiano .

Cura antologie, scrive saggi, insomma è una persona curiosa, amante della letteratura e della “scrittura” in generale.

E’ amica di Maria Cannata, l’autrice de” La luna e la figlia cambiata” già presentato in questa sede.

L’amore al tempo della guerra è un epistolario. Lettere di Ottavia Arici ad Aleardo Aleardi.

Si intuisce subito che il lavoro di Paola Azzolini è stato impegnativo, ma anche di grande soddisfazione e gioia. Riunire tutte le lettere che questa  giovane signora trentenne, abbandonata dal marito e con tre figli piccoli, scrive ad Aleardo Aleardi allora noto e amato poeta veronese, sicuramente ha contribuito a far  entrare autrice e lettori  in un mondo sia  intimo che storico.

Siamo negli anni 1848-1849 quando l’Italia vuole risorgere e liberarsi definitivamente dagli Austriaci.

Ottavia vive a Padova dove affitta camere per aumentare il suo reddito. Una sera d’inverno del 1846 si presenta Aleardi che ha lasciato la sua natia Verona.  E’ biondo alto e bello… (è un tombeur de femmes!).  E’ un poeta romantico, amico di Giovanni Prati insieme al quale lavorò per riviste letterarie venete. Nei suoi canti egli narra vicende storiche remote (v.Corradino di Svevia, ecc.) , evocando nei suoi versi sentimentali i temi della patria, dell’amore e  avanzando  talvolta istanze politiche e sociali.   Declama sovente i suoi  versi patriottici  in alcuni  salotti veronesi di amiche anti-austriache .

Questo ci ricorda l’importanza  che ebbero le donne colte in questo momento storico ( come il salotto di Clara Maffei a Milano).

Come può la trentenne Ottavia non innamorarsi di Aleardo?

Per alcuni anni il suo amore è ricambiato, seppur non sempre totalmente, anche perchè lui deve fuggire in varie città.

In nostro possesso abbiamo soltanto le lettere di Ottavia; quelle di Aleardio si sono smarrite, ma ugualmente dall’intensità di questi scritti si possono evincere le risposte . Sono tantissime lettere intrise di resoconti politici, militari e…passione.

Ottavia scrive soprattutto di notte con tutta la suggestione che ciò può portare all’anelito amoroso e al desiderio di Aleardo. Spesso viene nominata “Maria” una desiderata ma inesistente loro bambina.

“Mio angiolo, mia necessità, mia creatura! scrive Ottavia. Intreccia la sua passione amorosa con la compassione patriottica. Lo ama tanto che accetta e appoggia la sua relazione con Maria Hermann.

Paola Azzolini ci racconterà anche della prima lontana edizione di questo epistolario quando non tutte le lettere furono pubblicate perchè ritenute troppe osé...a pag. 89, una bellissima lettera

“…Angiolo, è dal 19 maggio che non ci baciamo  e la mia bocca si sente umida di quell’ultimo bacio che mi desti…”

Tante lettere, mai ripetitive perchè in questi due anni cruciali  c’è un crescendo sia di un amore, sia  della cronaca risorgimentale.

Una lettura avvincente.

 

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2 commenti
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  1. Il pomeriggio con Paola Azzolini è stato particolarmente bello. Sembrava di essere vecchi amici: noi del gruppo di Trento insieme a Paola e Maria. E’ bello che ci siano questi contatti diretti tra gruppi di città diverse accomunati dalla gioia di stare insieme a parlare di letture. Per ora ho solo sfogliato il libro di Paola, ma so che sarà avvincente leggere a poco a poco quelle lettere.
    Sono contenta che abbia potuto esserci anche Nadia Ioriatti, prossima a pubblicare il suo nuovo libro “Aria che allenta i nodi”, e che sia stato presente anche un giovane nuovo amico, che mi è parso molto motivato e che quindi spero voglia tornare presto tra noi.
    Evviva questo salotto, così amabilmente condotto da Mirna!

  2. Da MARIA GRAZIA IANESELLI:
    Ecco un mio breve commento sul libro curato da Paola Azzolini, alla cui presentazione avevo assistito.
    Il testo è costituito da molte lettere inviate da Ottavia Arici,una signora della borghesia padovana,separata con figli, al poeta Aleardo Aleardi. Purtroppo mancano le risposte di Aleardi,di cui ci sono alcune lettere mandate ad altre persone.La curatrice interviene con note esplicative di tipo storico e biografico.
    Ho acquistato il testo perchè mi interessava conoscere un punto di vista femminile sulle guerre di indipendenza italiana. Devo dire che non mi aspettavo
    che alcune donne,specialmente quelle dell’alta borghesia, partecipassero con tanto ardore alle vicende belliche.
    Nel libro appare l’amore assoluto di questa donna che idealizza l’innamorato
    attribuendogli qualità eccezionali,pronta ad affrontare prove anche difficili pur
    di avere qualche contatto con lui,a cui non chiede nulla per sè, già paga che lui esista e si ricordi di lei.
    Il linguaggio è quello del tempo ed è usato in modo sciolto,indice di una certa levatura intellettuale (la Arici era figlia di un letterato).
    Il testo è utile anche perchè ci permette di fare un confronto tra il tipo di amore delle donne di oggi (che vogliono un rapporto paritario) e quello romantico delle donne dell’800.
    Cari saluti Maria Grazia Ianeselli