Ricordando Paola Azzolini

pubblicato da: Mirna - 16 novembre, 2016 @ 6:21 pm

paola-e-maria-al-galileo-003La notizia della scomparsa prematura di Paola Azzolini  conosciuta soltanto due stagioni fa   ha  colpito e addolorato   noi tutti  che l’abbiamo ospitata nel nostro LibrIncontri in occasione della pubblicazione del suo ultimo libro “L’amore al tempo della guerra”, libro che come ho scritto a Maria  ho visto sul tavolo della nostra Biblioteca come proposta di lettura.

L’avevo presentata così:

“Sono onorata e felice che Paola Azzolini sia ospite  del  nostro gruppo di lettura “Il LibrIncontri del Caffè Galileo” e de Il thCAQ5EUKNGiardino delle Arti per presentare  questo suo bellissimo ed impegnativo  lavoro.

La scrittrice da molto tempo si interessa dei grandi  della letteratura del Novecento sia in ambito veronese che nazionale. Ha pubblicato una serie di studi su Manzoni, Alfieri, Capuana e tra i  tanti argomenti affrontati  ha scritto Di silenzio e d’Ombra. Scrittura e identità femminile del Novecento italiano .

Cura antologie, scrive saggi, insomma è una persona curiosa, amante della letteratura e della “scrittura” in generale.

E’ amica di Maria Cannata, l’autrice de” La luna e la figlia cambiata” già presentato in questa sede.

L’amore al tempo della guerra è un epistolario. Lettere di Ottavia Arici ad Aleardo Aleardi.

Si intuisce subito che il lavoro di Paola Azzolini è stato impegnativo, ma anche di grande soddisfazione e gioia. Riunire tutte le lettere che questa  giovane signora trentenne, abbandonata dal marito e con tre figli piccoli, scrive ad Aleardo Aleardi allora noto e amato poeta veronese, sicuramente ha contribuito a far  entrare autrice e lettori  in un mondo sia  intimo che storico.

Siamo negli anni 1848-1849 quando l’Italia vuole risorgere e liberarsi definitivamente dagli Austriaci.

Ottavia vive a Padova dove affitta camere per aumentare il suo reddito. Una sera d’inverno del 1846 si presenta Aleardi che ha lasciato la sua natia Verona.  E’ biondo alto e bello… (è un tombeur de femmes!).  E’ un poeta romantico, amico di Giovanni Prati insieme al quale lavorò per riviste letterarie venete. Nei suoi canti egli narra vicende storiche remote (v.Corradino di Svevia, ecc.) , evocando nei suoi versi sentimentali i temi della patria, dell’amore e  avanzando  talvolta istanze politiche e sociali.   Declama sovente i suoi  versi patriottici  in alcuni  salotti veronesi di amiche anti-austriache .

Questo ci ricorda l’importanza  che ebbero le donne colte in questo momento storico ( come il salotto di Clara Maffei a Milano).

Come può la trentenne Ottavia non innamorarsi di Aleardo?

Per alcuni anni il suo amore è ricambiato, seppur non sempre totalmente, anche perchè lui deve fuggire in varie città.

In nostro possesso abbiamo soltanto le lettere di Ottavia; quelle di Aleardio si sono smarrite, ma ugualmente dall’intensità di questi scritti si possono evincere le risposte . Sono tantissime lettere intrise di resoconti politici, militari e…passione.

Ottavia scrive soprattutto di notte con tutta la suggestione che ciò può portare all’anelito amoroso e al desiderio di Aleardo. Spesso viene nominata “Maria” una desiderata ma inesistente loro bambina.

“Mio angiolo, mia necessità, mia creatura! scrive Ottavia. Intreccia la sua passione amorosa con la compassione patriottica. Lo ama tanto che accetta e appoggia la sua relazione con Maria Hermann.

Paola Azzolini ci racconterà anche della prima lontana edizione di questo epistolario quando non tutte le lettere furono pubblicate perchè ritenute troppe osé...a pag. 89, una bellissima lettera

“…Angiolo, è dal 19 maggio che non ci baciamo  e la mia bocca si sente umida di quell’ultimo bacio che mi desti…”

Tante lettere, mai ripetitive perchè in questi due anni cruciali  c’è un crescendo sia di un amore, sia  della cronaca risorgimentale.

Una lettura avvincente.”

con Paola AzzoliniCome scrive Maria Teresa il nostro incontro con Paola Azzolini e Maria Cannata, le amiche scrittrici di Verona, è stato51WOPKjELgL._SX331_BO1,204,203,200_[1] all’insegna della spontaneità e dello stare insieme con simpatia e piacere. Abbiamo ascoltato con interesse la spiegazione del lavoro compiuto da Paola  tra una biblioteca e un archivio per regalarci un epistolario interessante. Tutti Paola e Maria al Galileo 005siamo “entrati” in quegli anni del nostro Risorgimento, i fatidici 1848- 1849 e allo stesso tempo ci siamo avvicinati a questa giovane donna, Ottavia Arici, moderna, appassionata, viva.  E perchè non ricordare il poeta Aleardo Aleardi che qualcuno di noi ha anche incontrato su qualche lontana antologia scolastica?”

Così ci spiegava con entusiasmo la bella scrittrice  veronese, e ci eravamo riproposte di risentirci e rivederci. A Verona, al Circolo della Rosa.

Purtroppo non sarà così. Ci rimangono i suoi libri, una parte importante di sè.

E la ricorderemo.

 

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