LEGGERE KENT HARUF

pubblicato da: Mirna - 8 luglio, 2017 @ 5:52 pm

 

Libri e fine giugno 17 012LA TRILOGIA DELLA PIANURA di Kent Haruf

La scoperta di questo scrittore statunitense scomparso nel 2014 è per me fonte di interesse e di gioia.

Qualcuno dice che i suoi  romanzi sono  “per chi ama spostarsi soltanto con il pensiero, meglio se in poltrona…”

Grazia mi porta uno per uno i libri della Trilogia, così inizio  da Benedizione che leggo in un fiato.

Siamo nella sconfinata provincia americana, in Colorado, in una immaginaria cittadina fulcro di vite piccole che sembrano insignificanti, ma  come per ogni vita hanno ragione d’esistere  per tessere quell’arazzo corale che è il respiro dell’umanità.

Holt, piccola città, dove si conoscono tutti ma dove ognuno è abituato a fare i conti da solo  con i propri fantasmi.

Dad Lewis onesto e stimato piccolo commerciante sta morendo; la moglie e la figlia lo assisteranno con a more e dolcezza e noi seguiamo con partecipazione e empatia le tristi giornate dell’addio alla vita. All’appello manca però il figlio minore Frank.

Già comincio a notare in questo tipo di narrazione minimalista la caratteristica della descrizione visiva degli avvenimenti dove la commozione e la passione viene lasciata al lettore. Che può gestire come vuole.

Interessante.

Pagine belle, ricordo la scena delle tre donne di diverse età (compresa una bambina) che  nude fanno il  bagno nella cisterna-abbeveratoio delle mucche.

Kent Haruf ci racconta con voce quieta la vita dei personaggi di Holt dove ci sembra di aver vissuto anche noi, tanto le storie dei personaggi possono essere le nostre.

Nel secondo libro Canto della pianura (Plainsong) conosciamo Tom Guthrie: anzi Libri e fine giugno 17 002lo vediamo immediatamente mentre in piedi davanti alla finestra della cucina fuma una sigaretta. Non sappiamo che cosa pensa o che cosa prova. Lo capiremo presto quando farà la colazione ai suoi figlioletti e quando cercherà di salutare la moglie rinchiusa al  buio nella camera degli ospiti.

Persino dei suoi bravi e coraggiosi figli Bobby e Ike sappiamo poco dei loro sentimenti , non ci vengono descritti, ma le loro azioni, i loro dialoghi ci fanno capire quanto sentano la mancanza della madre e quanta fatica occorra per crescere.

A Holt vive anche l’adolescente Victoria che  viene cacciata dalla madre perché aspetta un bambino. Ma inaspettatamente sarà accolta dai vecchi fratelli McPheron , allevatori, che diventeranno presto il perno su cui gireranno altre storie del terzo libro “Crepuscolo”.

Conosceremo DJ un sensibile ragazzino che vive con il nonno, l’assistente sociale Rose Tyler che si prende cura di famiglie disagiate, rivedremo Victoria e la sua figlioletta.

Molte vite di solitudine si intrecciano in questo canzone malinconica della pianura.   Dolcezze e brutalità come esistono  nella realtà  vengono raccontate  con una scrittura densa e nello stesso tempo fluida, tanto che non ci si accorge neppure della mancanza di virgolette nei discorsi diretti.

Una luce sempre obliqua alla Dickinson avvolge spesso l’atmosfera di questa pianura americana dove gli inverni sono gelidi, le estati torride, ma le notti di primavera sono un sogno.

E’ ciò che una sera  vorrebbe dire Raymond  McPheron quando finalmente si sente nuovamente vivo .

Amava ciò che stava vedendo: il cielo terso e le stelle limpide e luminose come se fossero alla stessa distanza del palo della recinzione, ma la sua sensazione era semplicemente quella che tutto aveva l’aspetto che doveva avere.

Da leggere.

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