“LA FINE DEI VANDALISMI” E ” VERA”, da leggere

pubblicato da: Mirna - 24 Agosto, 2018 @ 3:34 pm

 

CONSIGLI DI LETTURA,

LA FINE DEI VANDALISMI di Tom Drury NNE 2017

VERA di Elizabeth von Arnim ed. Tea 2010

Un autore e un’autrice entrambi dell’area anglosassone

TOM DRURY è uno scrittore americano molto noto e premiato negli Usa. Ma credo che anche nel resto del mondo sarà apprezzato. Il IMG_20180808_171924suo modo di narrare piano e chiaro ci fa entrare in un mondo della provincia americana che può assomigliare a tantissime altri insediamenti dove la vita quotidiana è osservata e accettata come qualcosa di ingovernabile.

Piccoli e grandi accadimenti leggeri, malinconici, allegri, tristi come è la vita piccola di quasi tutti noi.. Ci troviamo in un immaginario Midwest, a Grouse County e seguiamo la vita del tranquillo sceriffo Dan che si innamnora di Louise che ha appena divorziato da Tiny, un personaggio piuttosto trasgressivo quasi l’alter ego di Dan.

Se leggere narrativa è vivere di più, anche in questa lettura noi viviamo le esperienze di Dan che appena sposato a Luoise, pur amandola, non riesce più a dormire. Qalcuno dovrà dunque dormire nella roulotte fuori dalla casetta.

E Tiny metterà la testa a posto o rimpiangerà sempre la sua ex-moglie?

Gli inverni sono freddi in Minnesota tanto che ci sembra persino di sentire il gelo penetrarci nelle ossa…beh, con questo caldo aiuta.

Descrizioni lunghe, accurate per un lettore che non ha fretta ma che vuole veramente immergersi in una vita altra.

IMG_20180808_171943VERA

Assai diverso questo romanzo della von Arnim che lei stessa giudicava il suo migliore.

Una storia che ti fa scalpitare perchè vorresti entrare nel contesto e dare suggerimenti.

E’ la storia di un matrimonio, ma soprattutto della violenza psicologica , in questo caso come in tanti altri, perpetrata dal marito nei confronti della moglie succube.

Lucy ha appena ventidue anni ed ha perso da poco il padre quando incontra Everard un bell’uomo maturo e sicuro di sé che la conforta e la coccola. Ma guarda caso anch’egli è in lutto per la morte di sua moglie Vera precipitata da una finestra della loro villa di campagna. Qualcuno sospetta sia stato un suicidio.

Lucy si innamora profondamente di quest’uomo che sembra padre e madre e a niente servono le perplessità della gentile zia zitella che cerca di frenare il suo entusiasmo.

Siamo nel 1920 ma quante donne abdicano pur di sentirsi amate, protette e guidate in tutto e per tutto.

Ma nella casa di campagna dove andranno a vivere e dove è morta Vera tutto apparirà come è veramente.

Ewerard è un despota, anzi peggio… La dolce e saggia zia cerca di intervenire e corre al capezzale di Lucy che ha un grande raffreddore. Cerca di capire, forse di aprirle gli occhi.

Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

E’ una situazione datata? Ne siamo certi?

Quante donne pur di non rimanere sole accettano condizionamenti pesanti da un uomo!

Sono dell’opinione che per essere liberi occorra essere dotati di coraggio e ottimismo perchè …meglio soli che male accompagnati.

Elizabeth von Arnim non delude mai.

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2 commenti
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  1. Da LAURA BONFANTI:
    Ben ritrovata Mirna! Sempre un piacere leggerti.
    Una segnalazione per gli amanti dell’arte. Ho ritrovato un vecchio libro scritto da Vittorio Sgarbi (ma un libro puo’ invecchiare?) Intitolato “Davanti all’immagine” edito nel 1989.
    Non amo il personaggio televisivo ma nel momento in cui scrive degli artisti e dei quadri che ama, riesce a coinvolgermi e ad appassionarmi.

    Un capitolo mi ha incuriosita quello in cui affronta l’argomento dei gatti nell’arte; piacevole anche per me che non amo particolarmente i gatti. Una frase su tutte :….il modello dell’uomo-cane e’l’amicizia, quello dell’uomo-gatto e’ l’amore”.

  2. DA MARIA GRAZIA: Carissima Mirna, ti invio qualche riga relativa alle mie recenti letture…
    Nel mare dei racconti estivi che resistendo al fluire incessante del tempo emergono come isole intorno a cui l’immaginazione potrebbe continuare a girare ed alimentarsi vorrei segnalare ” Arcipelago'” di G.Ierano’ e ” Quando guidavan le stelle” di A. Vanoli. Entrambi mi han offerto attraverso una penna immaginifica un viaggio appassionato nel Mediterraneo ed un intreccio continuo tra storia e leggenda, tra mito e realta’ in epoche passate diverse a conferma che la vera natura dell’uomo e’quella di eterno viaggiatore.
    Sempre in tema di viaggio ma in senso traslato ho riconosciuto in “La compagnia dei teatranti” di S. Lenz un piacevole divertissement letterario dal timbro ironico e quasi surreale: il viaggio di un gruppo di detenuti che evade dal carcere ed approda in veste di teatranti in uno sperduto paesino assume il valore di un riscatto morale alla ricerca della liberta’ anche perche’ ogni guizzo di fantasia non puo’rimanere imprigionata in una cella.
    Anche ‘La danzatrice di Izu’ di K. Yasunari mi e’sembrato un racconto piacevole di un viaggio compiuto da uno studente verso la penisola di Izu. Qui il viaggio assume la valenza di un percorso poietico incontro alla Bellezza che lo avvicinera’ all’artista Kaoru il cui corpo viene paragonato ad un giovane albero di paulonia.

    Fel