LA GUARDAROBIERA di Patrick McGrath, ed. La nave di Teseo

pubblicato da: Mirna - 14 dicembre, 2018 @ 8:53 am

IMG_20181105_150610Chi conosce questo autore famoso soprattutto  per uno dei più grandi successi letterari degli ultimi anni , “Follia”, non si lasci sfuggire il suo ultimo lavoro “La guardarobiera” ( The wardrobe mistress ).

Un romanzo dai lati oscuri del dolore che si snoda in un crescendo di tensione degno del maestro del thriller psicologico.

1947: Londra del dopoguerra in un rigidissimo inverno ancora in pieno razionamento.

Siamo in ambiente teatrale e come in un teatro ci sentiamo dentro  la storia come spettatori ai quali viene spiegato da un coro di impersonali voci femminili ogni accadimento e ogni  pensiero dei protagonisti.

Joan, la guardarobiera del teatro, è appena rimasta vedova dell’amato marito, il celebre attore Charlie Grice.

E’ ancora bella e seducente e un giovane attore, Frank Stone,  che ha sostituito immediatamente Charlie Grice  nella pièce teatrale in cartellone , si sente attratto da lei e comincia a frequentarla.

Joan gli regala alcuni vestiti del marito e lentamente le pare che insieme ad essi sia entrato in lui parte dell’amato marito.

Intanto Vera Grice, la loro figlia, anch’essa attrice di talento deve iniziare una nuova tragedia “La Duchessa di Amalfi”. Reciterà insieme a lei anche Frank Stone e qui le cose si complicano.

Ma la follia che è in ognuno di noi –  ci suggerisce l’autore –  sta svelandosi in Joan quando aprirà sempre più spesso il guardaroba del defunto marito. In quel luogo oscuro , profondo lei sente la sua presenza. E quando scoprirà un terribile segreto nascosto in una valigetta marrone  l’amore inconsolabile che provava per lui si trasformerà in odio feroce.

La maestria di Patrick McGrath sta prevalentemente nell'”impastare” la narrazione tra descrizioni distaccate ed altre in cui tutti noi ci sentiamo presenti grazie alle voci del coro che ci illustrano i presentimenti del finale.

Ed intorno non solo il freddo che non finisce mai, ma ancora i gruppi di fascisti che non vogliono cedere il sogno megalomane e sadico  di una pulizia etnica e – sebbene proibito ormai dalla legge- si raccolgono in incontri segreti, indossano divise naziste, cercano di vivere attraverso l’odio.

E Joan questa eroina sottile, dalla pelle candida,  perlopiù vestita di nero, si trova in un vortice personale e storico dove sembra che la guerra non finisca mai.

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