L’ACCHIAPPASOGNI di M.A.Salinger

pubblicato da: admin - 29 gennaio, 2010 @ 8:38 pm

Tutto il mondo parla della morte recentissima  di Jerome David Salinger, l’autore del famosissimo romanzo”Il giovane Holden“, un libro cult, pubblicato nel 1951, letto da milioni di giovani che nell’antieroe dissacratore della società borghese, si identificava e riconosceva. Si  continua a parlare e a disquisire sulla sua rinuncia a pubblicare altri scritti, tranne qualche raccolta di racconti, dopo quel suo primo immediato successo.

Stamattina su Radio Tre  si parlava ovviamente di Salinger, e a proposito del suo precoce ritiro dalla scena della letteratura, qualcuno diceva che forse l’autore, spaventato da una così grande popolarità, non si sentisse più all’altezza di  scrivere ancora; altri che probabilmente non aveva nient’altro da dire, cioè che tutto il suo pensiero, la sua Weltanschauung fosse compendiata nel suo romanzo d’esordio. Ma Salinger scriveva per sè, ogni mattina, e in una rarissima intervista spiegò:

Non pubblicare mi dà una meravigliosa tranquillità…Mi piace scrivere. Amo scrivere. Ma scrivo solo per me stesso e per mio piacere”

Certamente il personaggio è fuori dall’ordinario. Sappiamo che è nato a New York nel 1911, da padre ebreo e da madre che si converte all’Ebraismo. Contento di sottrarsi alla madre iperprotettiva, si iscrive all’Accademia Militare di Wayne in Pennsylvania, poi alla New York University che però abbandona presto per lavorare su una nave da crociera. Nel 1939 segue un corso serale di scrittura della Columbia University e scrive racconti che colpiscono favorevolmente il suo insegnante. Nel 1942 viene arruolato e partecipa alle più dure battaglie della guerra, come lo sbarco in Normandia  e la battaglia delle Ardenne.  Sua figlia Margaret, autrice del libro di cui parlo oggi, racconta che suo padre fu sempre orgoglioso del suo curriculum militare, tanto che aveva mantenuto per anni il taglio di capelli della leva e conservato la divisa.

Viene assegnato al servizio di controspionaggio, grazie alla conoscenza delle lingue ed è uno dei primi ad entrare in un campo di concentramento liberato dagli alleati. Questa è un’esperienza terrificante che lo segna duramente sotto il profilo emotivo; dopo la sconfitta della Germania viene ricoverato in ospedale per curare una sindrome da reazione allo stress da combattimento. A Margaret confiderà poi: ” E’ impossibile non sentire più l’odore dei corpi bruciati, non importa quanto a lungo tu viva”.

Per conoscere Salinger bisogna leggere “Il giovane Holden” perchè tra le sue righe si possono cogliere tanti riferimenti autobiografici. Innanzitutto il titolo originale ci darebbe un indizio:

The catcher in the rye”, parole tratte (anche se un po’ distorte)  da una poesia di R.Burns, catcher , significa “acchiappatore”, ed è anche il ruolo di un giocatore di baseball,  rye è la segale che cresce nei campi accanto ai precipizi. L’immagine dunque che ci viene suggerita è quella di un bambino  che gioca  in un campo vicino al baratro dove però  sono rari gli “acchiappatori” che possono  salvarlo da una pericolosa caduta.

Non è un caso che sua figlia Margaret abbia intitolato il libro in cui parla di suo padre “Dream catcher“, L’acchiappasogni.

Prima di accennare al racconto della figlia, ricordiamo la storia del giovane Holden Caulfield, che cacciato dal  collegio poco prima del Natale 1949, ricerca disperatamente un aiuto  per essere salvato prima di “precipitare”. E’ un romanzo di formazione perchè si racconta una  dolorosa crescita.  Vengono descritti due giorni durante i quali Holden si pone tanti quesiti su ciò che lo circonda, sugli altri, sul passaggio dall’infanzia all’adolescenza. E’ incerto, ha paura, unico elemento di conforto il guantone da baseball di suo fratello morto, sui cui, con l’inchiostro verde, ci sono scritte poesie. Si chiede dove finiranno le anatre quando il laghetto di Manhattan sarà ghiacciato, teme che un bambino trascurato non potrà mai farcela da solo. Questo adolescente , simbolo della difficoltà di quest’età nel mondo occidentale, fa una critica feroce della società americana dei primi anni ’50, dei pregiudizi, del perbenismo, del mondo adulto in genere. Come Peter Pan lui non vorrebbe mai crescere, anche se ha già 17 anni, lui si sente ancora il bambino che sta per cadere in quel mondo che lo spaventa. Gli adulti che appaiono nel racconto sono negativi, soltanto la sorellina Phoebe, che riuscirà a contattare, di nascosto dai genitori, lo rassicura con la sua saggezza innocente. Non vorrebbe che sua sorella crescesse e iniziasse a provare quel disadattamento che lui sente: nè uomo, nè bambino. Le dirà infatti “io vorrei  salvare i bambini prima che cadano nel burrone”.

E’ chiaro che Holden è la proiezione dello stesso autore, il quale, se nel racconto mitizza l’età dell’infanzia, nella realtà non sopporta i bambini.

Sua figlia Margaret parla di lui come di una persona patologicamente concentrata su se stessa e ci racconta aspetti sconosciuti della sua vita, ma lo fa con amore e con dolore cercando di colmare quel baratro in cui lei è caduta senza essere salvata dal suo Acchiappatore di bambini, perchè suo padre acchiappatore, lo era soltanto di sogni.

L’isolamento in cui Salinger costringe la sua seconda moglie Claire e i suoi figli a vivere, a Cornish, nel New Hampsire, hanno segnato  psicologicamente sia la moglie che la figlia. Dai ricordi di Margaret apprendiamo che Salinger teneva virtualmente prigoioniera la moglie, non consentendole di avere contatti con la famiglia, nè tantomeno con gli amici. L’atmosfera in cui la figlia ha vissuto  la sua infanzia e adolescenza sono quindi contrassegnati dall’isolamento e da una grande tensione emotiva.  Ha dovuto ricorrere, per bulimia, attacchi di panico, stanchezza cronica, a cure psicoanalitiche. Ricorda che sua madre, quando lei aveva 13 mesi, voleva ucciderla e poi suicidarsi per sottrarsi a quella sorta di “incubo e sogno” in cui erano costrette a vivere.

Nel libro comunque ci sono tante fotografie che ritraggono un Salinger sorridente e amorevole con i figli, che raccontano di momenti di intimità. Margaret ammette che sentiva l’amore di suo padre, scrive infatti “Il mondo si illuminava quando papà ritornava a casa”, ma evidentemente non era quell’amore tenero e comprensivo che si aspettava.

Quando, anni dopo, rivelerà a suo padre di essere incinta lui ribatte che spera abortisca perchè non era giusto far nascere un figlio in questo mondo pidocchioso. (lousy).

Noi leggiamo che  Salinger seguiva i dettami della Chiesa scientista, che si interessava alla medicina alternativa e a tante altre teorie e convinzioni spiritual/medico/nutrizionali.

Chi era dunqe Salinger? Un Acchiappasogni? Un giovane Holden mai cresciuto?

I giovani d’oggi si riconoscono in questa difficoltà di crescere?  So per certo che “Il giovane Holden” è presente in molte biblioteche scolastiche, ma non credo che quella rabbia appassionata e disperata di cui lui è il rappresentante più famoso sia presente nell’attuale generazione di adolescenti, più portati, mi sembra, alla rinuncia e all’adattamento.

Ora però  aspettiamo con ansia di leggere i suoi manoscritti, accuratamente archiviati dallo stesso Salinger  che ha lasciato detto:

” Un contrassegno rosso significa, se muoio prima di averlo finito pubblicatelo così com’è, uno blu significa pubblicatelo, ma prima sottoponetelo a revisione, e così via.

 

BIBLIOGRAFIA:

“The Young folks”, racconto pubblicato nel 1949 sulla rivista Story Magazine

“For Emè with love and squalor”, racconto in prima persona di un soldato traumatizzato

“The Varioni Brothers” 1943

“Uncle Wiggly in Connecticut” da cui venne tratto un mediocre film intitolato My foolish heart

“Nove racconti” del 1953

“Franny e Zooly”, 1961

“Alzate l’architrave, carpentieri”

“Seymour. Introduzione nel 1963 (Saga della famiglia Glass)

“Hapworth 16, 1924”, breve romanzo epistolare scritto da un bambino di 7 anni.

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12 commenti
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  1. Ho letto “Il giovane Holden” diversi anni fa e l’ho trovato divertente per il linguaggio usato e le riflessioni di questo giovane che si affaccia alla vita. Anche se divertente il romanzo non nasconde il disagio del vivere e la prospettiva del futuro, in quegli anni e nell’America del ’51 appena uscita dalla Seconda guerra mondiale e la Corea con la sua guerra minacciosa e incombente.
    Penso comunque che i tempi per un giovane che si affacci alla vita non siano molto cambiati, soprattutto in questo mondo cosiddetto globalizzato e nonostante i passi da gigante che la tecnologia ha fatto. Sembra così di avere maggiori strumenti per sentirci più adeguati alla corsa della vita. Esiste però sempre il disagio del vivere, ci dimentichiamo spesso che non siamo eterni, rincorrendo profeti imposti proprio dalla modernità, ma sempre più lontani dall’essenza della vita. La letteratura potrebbe essere la salvezza e poi mi viene in mente che l’assassino di John Lennon è stato catturato mentre stava leggendo “Il giovane Holden”…

  2. Che personaggio Salinger. Mi sono incuriosita e leggerò sicuramente la sua biografia…

  3. Mi è piaciuto il taglio che ha dato a questo post; ho apprezzato le informazioni, la chiarezza, la gratuità dell’impegno.
    Complimenti.
    Un saluto,
    Francesca

  4. Grazie, gentile e luminosa Francesca, dei complimenti che mi hai rivolto.
    Ciò aumenta il mio l’entusiasmo nel parlare di libri e di ciò che essi donano.
    Caramente.

  5. Margaret A. Salinger col suo libro “Dream catcher:a memoir” parla delle sue esperienze di figlia e di donna descrivendo e analizzando la realta` in cui e` cresciuta .
    A tratti si sente il dolore,l`angoscia e quasi l`incredulita` di avere avuto un`infanzia e una giovinezza in un isolato e secluso contesto famigliare .Pero` riesce in buona parte del libro a raccontare situazioni e avvenimenti come se fosse una cronista distaccata. A volte osserva con “matura benevolenza e quasi complicita`” i vari episodi di vita eccentrici , strani , al limite del patologico di questo suo padre famoso.
    La sua vita in famiglia a Cornish si e` sempre svolta tra realta`,finzione e sogno.
    Con questo libro sul padre Margaret fa un`analisi profonda e ” viscerale” dei suoi propri problemi esistenziali , soprattutto alla luce del fatto che suo padre ha sempre avuto una visione distorta dell`immagine femminile , le sue donne erano spesso considerate delle eterne bambine innocenti .
    Comunque dubito che Margaret Salinger abbia mai pensato che il padre avesse fallito nella sua missione paterna,infatti non esprime giudizi negativi , ma e` sempre impegnata nella ricerca di capirlo e forse giustificarlo,soprattutto utilizzando l`analisi minuziosa dei personaggi dei libri paterni in particolare i protagonisti di “The catcher in the rye”

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