MACBETH, e la sete del potere

pubblicato da: admin - 8 maggio, 2010 @ 8:36 pm

scansione0005Perchè un post su Shakespeare? Per l’Occasione. Il gruppo dell’Accademia oggi era in “trasferta” al Mart di Rovereto per la bellissima mostra “Dalla scena al dipinto”. “La magia del teatro nella pittura dell’Ottocento.” Sono  felicissima di essere riuscita ad andarci perchè  stamattina, dopo una notte seminsonne causa il  mal di gola e un raffreddore incipiente,ero preda di un dubbio amletico (…è il caso di dirlo, rimanendo in tema shakesperiano) ” Sto a letto o vado“?  Ma Riccardo, Maria Teresa e Cristina mi sono venuti a prendere e al museo abbiamo incontrato gli altri. Umberto ci ha illustrato le parti più importanti della mostra che è veramente godibilissima: quadri tratti da opere teatrali come melodrammi, tragedie, commedie, ritratti di attori , tutti opere di grandi artisti come Delacroix, Fuessli, Degas. David, Sargent…C’è anche un bellissimo ritratto di un attore dipinto da Klimt. Ma per la maggior parte sono le opere di Shakespeare che hanno ispirato  i pittori. Uno stupendo e drammatico “King Lear che scaccia Cordelia” di  Heinrich  Fuessli, “La prima follia di Ofelia” di D.G. Rossetti, una sognante Titiana nel bosco con Bottom, Puck… e  questa bellissima attrice, Ellen Terry, che rappresenta  Lady Macbeth nel momento esaltante della conquista del potere. L’ha dipinta J.S. Sargent.

Macbeth è una delle “grandi” tragedie di William Shakespeare in cui è tangibile il senso dell’orrore per gli assassinii, i rimorsi e il terrore del protagonista. Sembra che un bonario  Macbeth regnò effettivamente in Scozia, ma il Macbeth di Shakespeare riassume una storia di degradazione di un animo dapprima chiamato alla virtù, poi ottenebrato dall’ambizione e dalla brama di potere. Egli non è il solo a  macchiarsi di orrendi delitti: la sua donna, Lady Macbeth ne divide la sorte, serbando per sè la parte più ingrata. Lei è ossessionata dal desiderio di grandezza e questo dipinto di Sargent ce la raffigura nel momento quasi estatico della sua conquista. 

Shakespeare ce la descrive come una fredda calcolatrice in cui il bene apparente del rimorso ( il lavaggio notturno delle macchie di sangue sulle mani) non la redime dal male. Riserva più pietà umana per Macbeth.

Shakepeare maschilista? Lady Macbeth diabolica, Ofelia pazza, Caterina da domare, Desdemona succube, le sorelle di Cordelia cattivissime …solo le Comari di Windsor riescono a fronteggiare Falstaff?

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3 commenti
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  1. Il logo di google oggi è dedicato alla festa della mamma ! E tu Mirna, oggi mi saluti con Lady Macbeth : nulla di più lontano, si direbbe. Per la scarsa conoscenza che ho di Shakespeare non mi sembra che la maternità, come intesa nella modernità, si trovi trattata nella sua immensa produzione di drammi, commedie , tragedie. Spesso le donne shakespeariane (?)hanno caratteri e intelligenze complesse e non mancano di nessuno di quei forti sentimenti e impulsi che S. riserva ai suoi grandiosi protagonisti, di ambo i sessi. Spesso sono vittime, ignare e innocenti, come la dolce Desdemona, o alcune regine, nelle tragedie storiche. Tuttavia questa storia della festa della mamma e delle ambizioni forsennate di Lady Macbeth mi fa pensare che la moderna cultura occidentale della maternità , tutta fatta di trasferimenti di frustrazioni caricate sulla figliolanza, su manie di grandezza, su sogni di gloria per le figlie (ei figli) costi quello che costi,meriterebbe qualche riflessione . Temo che donne di questa epoca non stiano tanto meglio di quelle di tanti secoli fa’. Con una immensa differenza però : oggi qualcuna può sfuggire al suo codificato destino. Se è molto forte, molto consapevole, molto autonoma. Fino a pchi decenni or sono era quasi impossibile e comunque la pena da pagare per ogni trasgressione della regola era terribile. Ti ringrazio del tuo quotidiano e sempre originale “incipit”. Tanti auguri a te mamma Mirna.

  2. Bellissima la mostra, cara Mirna… L’ho vista anch’io quando il Mart ha aperto le sue porte gratuitamente in occasione della festa della donna… E anche a me ha colpito molto il quadro che riproduci nel post. In effetti avevo riflettuto poco sul ruolo della donne in Shakespeare.
    Grazie per questi spunto, Come osserva Camilla, tutti gli autori sono figli del proprio tempo quindi le donne “dipinte” dal grande drammaturgo non possono che rispecchiare , almeno in gran parte, la concezione della donna della sua epoca… Ed è anche vero fortunatamente che molte cose per noi donne sono cambiate; possiamo essere artefici del nostro destino ora…

  3. In questi giorni di lavoro tesistico mi sento un po’ assente dal blog ma qualche pensierino mi viene da buttarlo qui ogni tanto… Ovviamente mi ricordo di aver letto (e studiato) Macbeth prima in privato e poi all’universita’. Il Macbeth di Verdi e’ un capolavoro su un capolavoro e sottolinea anche la sensualita’ di questa coppia votata all’avidita’ (greed) e all’ambizione. Nel momento dell’ascesa e della conquista del potere Lady Macbeth e Macbeth stesso sono profondamente uniti, mentre si distaccano (quasi) con odio nel momento della riflessione e dei sensi di colpa. Ovviamente lei impazzisce ma anche lui non scherza. Ecco, mi ha sempre colpito, il potere di una persona su un’altra ed i danni che puo’ provocare. Non solo Lady Macbeth – novella Eva – impazzisce per la Sua coscienza ma e’ appesantita anche dalla responsabilita’ dell’altro. Macbeth a suo modo ha la colpa del suo atto e di essersi lasciato “provocare” dalle mire di sua moglie, vero motore della storia. Brutto affare la dipendenza…