UN GIORNO DA CANI, di Melania G. Mazzucco

pubblicato da: admin - 12 Giugno, 2010 @ 5:49 pm

scansione0010Grazie degli intrecci di consonanze che leggo nei commenti.

Libri “galeotti” anche per noi amiche in carne e ossa (molta  carne per quanto mi riguarda), e amiche , per ora, virtuali. Attraverso le nostre scelte e  i nostri gusti ci conosciamo meglio perciò credo che la lettura, questo atto molto intimo nell’approccio, possa diventare condivisione. Grazie Raffa che hai aggiunto quella bellisssima frase al post di Marques. Il mio entusiasmo, ancora un po’ infantile a questo riguardo, ne è accresciuto!

Mi fa piacere che Camilla abbia vinto un libro grazie a Fahrenheit, bellissima trasmissione che un tempo, a.Blog, seguivo anch’io. Il libro di Vargas Lllosa è veramente stupendo. Prendo sempre appunti quando leggo qualche titolo nuovo. Cercherò in bliblioteca “Resta con me” di Elizabeth Strout.

Ah, la Biblioteca di via Roma! Come farei senza di essa? Quasi tutti i giorni ritaglio momenti di puro piacere e vado a curiosare nei libri appoggiati sul bancone o sul tavolo dell’ingresso. Ieri ne ho presi tre…così le  “ letture in corso” sono aumentate. Ma  Ema, l’altra sera mentre bevevamo un aperitivo nella ventilata Piazza Duomo, mi ha  parlato di un piccolo libro di Melania G.Mazzucco, bello e terrible. Preso in prestito proprio dalla Biblioteca. Ieri mattina mi ha mandato un sms dicendo che lo aveva appena riportato. Che fare?

“ E’ come invitare un tedesco a bere la birra” diceva mia mamma quando le si proponeva una cosa che le piaceva molto. Dopo il solito coffee del mattino con una cara amica sono entrata nel  mio “santuario” preferito …e  vi trovo sia il libretto in questione che altri tre…

Ieri sdraiata sul divano ho letto  in un’oretta”Un giorno da cani“. Scritto benissimo, ma la fine mi ha sconvolto perchè si parla di un cagnolino maltrattato (Cinzia non leggerlo!)…quasi quasi non avrei voluto scriverne per non pensarci. Ma giustamente Ema aveva sottolineato  le importanti  tematiche esistenziali e sociali su cui riflettere.

C’è Ljudmila Redka, un ingegnere meccanico dell’est, venuta in Italia a fare la badante e poi la colf presso una ricca famiglia dell’Olgiata,  per aiutare soprattutto i figli rimasti in patria, figli che ormai non le scrivono neppure. E’ in Italia da quasi vent’anni. Ha cinquatacinque anni “ era  robusta, coi capelli chiari sfibrati e due occhi azzurri pallidi spersi in un viso piatto, che sembrava essere stato schiacciato dalle avversità. A vent’anni era stata graziosa, ma ormai era passato troppo tempo, e non giudicava nè verosimile, nè auspicabile essere ancora seguita, desiderata e corteggiata da un uomo.”

Invece un insistente seppur rispettoso ammiratore ce l’ha: è  Khaled un quarantacinquenne dall’aria di dittatore mediorientale che vorrebbe sposarla. Quando stanca dei suoi appostamenti al mercato,  Ljudmila lo affronta di fronte a una piramide di cozze morte “Ma che cosa vuole?” Khaked seriamente risponde : “Onorarla, amarla, renderla felice, bella signora”.

Speravo in un happy end, in una sorta di compensazione per i più sfortunati, ma la realtà è più dura. Khaled vorrebbe  sposare Ljudmila  per cambiare vita, non rubare più, non  continuare a vivere in una baracca di lamiera lungo il Tevere…Il finale di questa “moderna odissea, ironica e dolorosa, di donne, uomini e cani” si conclude proprio in “un giorno da cani “tra la distratta indifferenza di chi si muove intorno ad essi.

Tutto questo in un volumetto viola,  “Corti di carta”  di  appena 92 pagine, regalato dal Corriere della sera, nel 2007.

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  1. Mi chiedo quanti giorni da cani attraversano la vita di ognuno, quando cioè l’indifferenza si occupa troppo di noi.
    “Vita da cani”, si sa, è un modo di dire, perché noto, soprattutto negli ultimi tempi, come i cani siano spesso trattati meglio appunto degli esseri umani. E’ vero anche che un animale ti ama incondizionatamente, come non accade spesso nei nostri rapporti alla pari. Un cane senza un Uomo diventa randagio, ma un Uomo senza nessuno su cui riversare affetto lo può forse diventare? Personalmente non credo nell’amore incondizionato e non ho mai sperimentato quello di un cane; conosco però quello di Lilli, una maltese, per mia cognata. Infatti, ho spesso la sensazione che se a Lilli venisse a mancare l’attenzione della sua padrona, ne potrebbe morire di crepacuore.
    Mi è sembrato di capire che questo libricino parli del male che viene fatto ad un cane innocente, da parte di altri “cani”, altrettanto maltrattati e ciò mi fa decidere di non leggerlo, ma grazie di averne parlato, suscitandomi così delle riflessioni.

  2. Trilli si chiama una cagnetta, non tanto piccola, raccolta da mia figlia, con una storia tristissima alle spallettte gracili. Storia da cani, . Ora Trilli fa parte della sua famiglia amata e vezzeggiata come una bambina adorabile e piuttosto capricciosa. Trilli è la cagnetta più brutta che si possa immaginare: magra e secca, col pelo piuttosto fuori dal cmune, duro, marroncino, setoloso. Ha dolcissimi occhi color senape e miele che ti raccontano infinite storie. Ha quasi sempre il moccio al naso e mia figlia gira con attrzzature varie. Di tanto in tanto le dà un’occhiata al naso secco e glielo pulisce delicatamente, continuando quello che stava facendo. come le mamme con i figli mocciolosi. E’ noiosa e fifona la Trilli, combina un sacco si guai in casa. Ma …insomma le ragazze la amano follemente e si occupano di lei, esibendola con orgoglio tra gli amici. La conoscono tutti, la Trilli, mio genero sembra rinato, fa lunghe passeggiate col cane e amici possessori di cani, mia figlia , tra i suoi tanti impegni, nen lesina cure e attenzioni. Stanno tutti meglio di prima. amare fa sempre bene. Purchè sia amore. Anche per un brutto cagnetto moccioloso.