CONVERSAZIONE IN SICILIA, un viaggio dentro di sè

pubblicato da: admin - 29 Giugno, 2010 @ 7:17 pm

scansione0025Dei miei tanti libri molti sono un regalo e portano sulla prima pagina la dedica del donatore.  Nel 1984 Turi Arena, avvocato ligure di origine siciliana, amico d’infanzia di mio marito, mi regalò “Conversazione in Sicilia” di Elio Vittorini con la dedica “ A Mirna, questo straordinario, immaginifico libro, con tanto affetto.” Subito, come mi succede sempre con un libro nuovo,  scattò l’appropriazione fisica: il toccarlo, annusarlo, stringerlo, e come dice Emanuela, portarlo a letto. E poi l’immersione in esso. Libro prezioso,bello, lucido, liscio, sempre in vista nel mio scaffale e spesso accarezzato mentre vi passo davanti.

Immaginifico, ha ragione Turi, ed ancora  lirico e  mitologico come ci spiega  Edoardo Sanguineti nella intensa prefazione che si rifà alla psicoanalisi e ai viaggi epici. Parla di “schema epico della discesa alle madri.”

“Io ero, in quell’inverno, in preda ad astratti furori..astratti, non eroici, non vivi…la vita in me come un sordo sogno, e non speranza, quiete. Questo era il terribile: la quiete nella non speranza

Siamo nel clima della guerra di Spagna, che per tanti intellettuali fu l’esperienza critica per capire che cosa era e stava per essere il fascismo. Come scrive anche Brecht negli anni Trenta  in una poesia “Ai posteri” si “ viveva in tempi oscuri”.

Credere il genere umano perduto e non aver febbre di fare qualcosa in contrario, voglia di perdermi, ad esempio con lui.”

 Il protagonista Silvestro,  un trentenne siciliano d’origine, lavora al nord da quindici anni. Una lettera del padre che ha appena  lasciato la madre, si insinua nella sua crisi esistenziale e gli fa erompere la sopita nostalgia dell’infanzia fra i fichidindia e lo zolfo delle montagne di Sicilia.

Così una sera sale su un treno per Siracusa e inizia un viaggio che è più un movimento della memoria che uno spostamento fisico, un viaggio che diventa conversazione tra presente, passato, memoria e immaginazione.

I primi incontri sul traghetto  descrivono operai agricoli pagati in natura, poliziotti che si vergognano di esserlo…poi a terra le prime case cantoniere, ed infine al suo paese ritrova la Madre e con essa tutta la sua mitica infanzia. Le cicale delle estati, i meloni d’inverno, le poesie e le recite del padre, attore dilettante, il ritratto del nonno forte e fiero come un guerriero antico.

Accompagna la madre nel suo giro di iniezioni e Silvestro allora vede la malattia, la tisi, la miseria nella miseria.

Oh, il Sud è stanco di trascinare morti / in riva alle paludi di malaria, / è stanco di solitudine, stanco di catene, / è stanco nella sua bocca / delle bestemmie di tutte le razze / che hanno urlato morte con l’eco dei suoi pozzi, / che hanno bevuto il sangue del suo cuore./si lamentava Quasimodo in una bellissima poesia.

E l’incontro finale sembra concludere un cerchio: anche  l’arrotino Calogero, Ezechiele il sellaio e il panniere Porfirio soffrono, come Silvestro,  per il dolore del genere umano offeso.

Libro simbolo dell’opposizione al fascismo attraverso le allusioni al mondo offeso e la rappresentazione allegorica della condizione umana oppressa dai mali del mondo, “Conversazione in Sicilia” è considerato il capolavoro di Elio Vittorini.

Share

Nessun commento
Lascia un commento »

  1. You made some decent points there. I appeared on the internet for the issue and located most individuals will go together with together with your website.

  2. William Congreve~ He that first cries out stop thief is often he that has stolen the treasure.

  3. A regular flashlight with a well-focused light has been commonly used in play with cats for decades, preceding the laser pointers.