THE HISTORY OF LOVE, di Nicole Krauss

pubblicato da: admin - 28 agosto, 2010 @ 6:15 pm
 Ho ricevuto oggi una lunga e bellissima mail da Valentina.
Mi parla di libri, di una nuova libreria, della sua intenzione di portarvi la sua bambina che nascerà fra poco …”Ma è un post magnifico per il blog!” mi dico!
 E non solo si intreccia saldamente al consiglio di lettura della mia amica americana Linda, ma è piena di altri bellissimi spunti. Soprattutto è un pezzetto dolce, forte, colorato e luminoso della  vita di una bella mamma in attesa..
Grazie Valentina!
 
 
Ho letto che la tua amica  accenna a Nicole Krauss, “The history of love.”
Io l’ho letto in italiano. Per certi versi ricorda un po’ Jonathan Safran Foer (che poi è suo marito, se non dico bestialità) e i suoi ‘Molto forte, incredibilmente vicino’ e ‘Ogni cosa è illuminata’ (non so se li hai letti: imperdibili, togli-fiato entrambi – poi di ‘Ogni cosa è illuminata’ c’è anche il film, bellissimo), ma è comunque un libro che arricchisce. Se ti fa piacere, te lo presto molto molto volentieri.
‘La storia dell’amore’ è davvero la storia dell’amore, di tanti amori: dell’amore-amicizia, dell’amore mamma-figli, dell’amore tra bambini e tra grandi, dell’amore che sembra sparire ma sempre resta. Mi fa piacere scrivere  le frasi che mi hanno colpita di più di quel libro e che ho ricopiato, per intenderci ecco dove ho fatto l’orecchia alle pagine, o ecco dove ho sottolineato a matita, ecco insomma dove sono “inciampata nella poesia”:
 
«c’era un volta un ragazzo che amava una ragazza, e la sua risata era una domanda a cui lui avrebbe voluto rispondere per il resto della sua vita»
 
«ma lei non tornò. E nonostante tu fossi ormai grande, ti sentisti perso come un bambino. E nonostante il tuo orgoglio fosse a pezzi, ti sentisti immenso come il tuo amore per lei. Se n’era andata e tutto ciò che restava era lo spazio nel quale tu eri cresciuto attorno a lei, come la chioma di un albero che cresce intorno a un recinto»
 
«il suo bacio era una domanda a cui lui avrebbe voluto rispondere per il resto della sua vita»
 
«se talvolta, a un raduno o a una festa o quando sei tra persone che senti lontane, le mani ti restano penzoloni e sei a disagio, e non sai dove metterle mentre stai lì, sopraffatto dalla tristezza che accompagna la sensazione di estraneità al proprio corpo, questo accade perché le mani ricordano un tempo in cui la separazione fra mente e corpo, fra cervello e cuore, fra ciò che sta dentro e ciò che sta fuori era minima. non abbiamo mai del tutto dimenticato il linguaggio dei gesti. L’abitudine di gesticolare mentre parliamo viene da lì. Applaudire, indicare, alzare il pollice sono vestigia degli antichi gesti. Stringersi la mano, per esempio, è un modo di ricordare come ci si sente a stare insieme senza dirsi niente. E di notte, quando è troppo buio per vedere, diventa necessario muoversi a gesti sul corpo dell’altro per farsi capire»
 
«E tu invece? sei più felice e più triste di quanto tu sia mai stato?»
«Certo»
«Perché?»
«Perché niente mi rende più felice e niente mi rende più triste di te»
 
«…quando l’occhio vede qualcosa di bello, la mano vuole ritrarlo. io vorrei saper ritrarre te».
 
 
Qui a Lavis da pochi anni ha aperto una piccola libreria gestita da una giovane ragazza, Elena. Si chiama ‘La pulce d’acqua’ e io dopo anni ho… tradito ‘Il Papiro’ di via Grazioli per rivolgermi quasi solo alla Pulce d’acqua, perché credo con tutta me stessa nell’importanza di una libreria in paese, e ammiro molto l’iniziativa di Elena.
Ieri appunto alla Pulce d’acqua ho comprato ‘L’uomo che smise di fumare’, di P.G.Wodehouse, un autore che mi fece conoscere il grandissimo nonno Furio. Magari potrei scriverne un post.
Poi, ispirata da te, ho comprato ‘L’amore ai tempi del colera’ e ‘Tenera è la notte’. E sull’onda della stessa ispirazione ho ordinato anche Barbara Pym, ‘Jane e Prudence’; e Isabella Bossi Fedrigotti, ‘Il catalogo delle amiche’; finora di loro ho letto rispettivamente ‘Qualcuno da amare’ e ‘Di buona famiglia’, e vorrei approfondire la conoscenza.
Sono scema, ma per stare tranquilla devo sempre avere una ‘scorta’ di libri pronti da leggere!!!
 
Speriamo che la nostra Fagioletta in arrivo apprezzi i libri. Ho una amica che talvolta mi terrorizza sul futuro, e mi dice: “vedrai, con la bambina non potrai più andare in vacanza, non potrai più uscire a cena, ecc ecc ecc”… ma, essendo io inconsapevole di che cosa significhi davvero avere un figlio, queste affermazioni non mi spaventano molto… già mi inquieta di più quando mi dice “non leggerai più”! Perciò avrei intenzione per il futuro di portare a passeggio Fagioletta e mettere il naso con lei in libreria, così che annusi il profumo dei libri e si perda a guardare negli scaffali…
 
Valentina Lucatti
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9 commenti
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  1. Credo di avere delle affinità ” libresche” con Valentina perchè mi è piaciuta tantissimo The history of Love e ambedue i romanzi citati da lei di Safran Foer ( sì, è proprio lui, il marito della Krauss). Magari un giorno potrei parlare di Molto forte , incredibilmente vicino, che mi ha lasciato, come dice Valentina, davvero senza fiato, e con qualche lacrima negli occhi…

  2. Cara Valentina, innanzi tutto sono molto felice per te che tra poco incominci l’avventura di mamma…….io ho figli ormai abbastanza grandi ma nonostante questo l’avventura continua, e che avventura!!! Vedrai, è bellissimo vederli crescere, e non è una “frase fatta”. E’ proprio bello sul serio, è bello quando dormono, è bello quando ridono, è bello quando si sbucciano le ginocchia e vengono da te con i lacrimoni, è bello quando qualche volta non ne puoi più di loro e li “scarichi” a qualcuno ma poi te li vai a riprendere perchè, appunto, non ne puoi più senza di loro, è bello quando da adolescenti ti fanno vedere i “sorci verdi”, come fece a suo tempo il mio grande, ma poi rinascono e li contempli per quello che sono diventati.
    …..ed è bello quando leggi loro le storie: perchè le riscopri tu, le rileggi con altri occhi, altra maturità, con altra motivazione e altro amore. Non smetterai di leggere, vedrai! All’inizio leggerai un po’ meno, a me era successo, ma poi “nel lettone” succedono cose (=letture) straordinarie. Si riscoprono i tanti buoni libri per ragazzi che hanno sempre qualcosa da dirci, a ogni età li si ripercorra, oppure si apprezzano i nuovi libri, ce ne sono di belli davvero…Buona lettura, cara Valentina.
    Auguroni a te, papà e Fagioletta!!!!!

  3. Non ho letto il libro di Valentina, ma ho visto il film “Ogni cosa è illuminata”, tratto dal libro omonimo del marito dell’autrice del suddetto libro. Mi ripromettevo di leggere anche il libro, dato che il film mi era così tanto piaciuto, perché, pur parlando di temi di grande importanza, ha molti aspetti umoristici e a tratti commoventi ed è per me uno dei film più belli che parlano di Shoah.
    Un libro quindi da leggere, come anche quello di Valentina, che parla d’amore, addirittura della sua storia.
    Mi ha incuriosita la libreria di Lavis dal nome così particolare l’iniziativa di questa giovane Elena di aprire un posto dove si vendono libri e non biancheria intima.
    Aggiungo i miei auguri a Valentina, Fagioletta e naturalmente al papà! Facci sapere.

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