"IL MIO VECCHIO ED IL MARE", raccontato da Riccardo

pubblicato da: admin - 8 Settembre, 2010 @ 6:40 pm

                                                                 di David Hays e Daniel Hays

Ringrazio Riccardo che con passione ed entusiasmo ci rende partecipi  delle sue avventure libresce e marinare. E’ bello sentir parlare  di barche, navigazione e mare e di quel fluire di sentimenti unici che è il rapporto fra genitori e figli.

Nato a Genova, cresciuto “in mare”, giovanissimo lettore accanito di Salgari
… forse è per questo che l’amore per il mare l’ho nel sangue e che amo
tanto i libri di Alberto Cavanna! Io, le  mie vacanze (anacoluto manzoniano) sono

 sempre state in mezzo alla natura,al mare, anzi “in acqua”
(ma anche sui monti) e da quando “abito” nei monti, il richiamo ed il
desiderio del mare si è fatto più forte, nonostante l’età (66 anni) che –
dicono – affievolisce i desideri (!?)
Due uomini, padre e figlio, 54 e 24 anni, 317 giorni, da New London (a nord
della Florida), attraverso il Golfo del Messico, Panama, l’Oceano Pacifico,
Capo Horn (per noi velisti, semplicemente “l’Horn”), l’Atlantico sino al
punto di partenza,17.000 miglia marine (circa 32.000 Km)su di una barca a
vela di nemmeno 8 metri, senza motore né radar.
La barca è un “Vertue” ancora oggi in fabbricazione,carena di tipo “vecchio”
cioè marino, dislocante, quattro tonnellate di cui due in chiglia, cinque
diverse vele di prua (da 23 a 2 metri quadri) ed una randa con quattro
riduzioni possibili da 17 a 3 metri quadri). La prima barca (e forse anche
l’unica, ma dovrei verificare) sotto i 10 metri ad avere doppiato l’Horn.
Sicuramente anche il primo gatto ad avere doppiato quel capo. Infatti, i
nostri due amici non erano soli: a bordo c’era con loro, per
assisterli moralmente, anche il gatto Tiger (e qui ritorna il mio amore per
i gatti, ed in particolare per il mio birmano “Dorian”: ciao Dorian! Hai
visto di cosa siete capaci voi gatti?)
Il solito libro di viaggi … dirà forse qualcuno … No, amici, non è così.
Si tratta di un resoconto di vita vissuta fra padre e figlio, un confronto
ed una comprensione fra due generazioni di fronte ad una sfida che non
consente reticenze o riserve mentali e che fa emergere solo sentimenti veri.
Inoltre il libro è una ricca fonte di nozioni e “segreti” marinareschi che
appassionano gli addetti ai lavori ed aprono nuovi orizzonti ai “non
addetti”.
Sono certo che, leggendolo, non vi annoierete.
Ora vi lascio perché nel frattempo Dorian si è venuto ad accccocccolare
sullla tastierrra del comppputer …!!///&%kll…
Buon vento a tutti! XXXccc666&&…..

Riccardo Lucatti,

 

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  1. Mi piace sentire i termini come chiglia, carena, prua, miglia marine perchè mi riportano al mio passato di marinaretta…quando navigavo sulle navi da crociera.
    Parafrasando uno dei proverbi di mia nonna posso aggiungere che “il libro batte dove il dente duole” cioè ogni nostra scelta rivela le nostre passioni e necessità.
    MARE, VIAGGI, FORTI SENTIMENTI E…GATTO!
    BRAVO RICCARDO, MA BRAVISSIMO ANCHE DORIAN che ti ha aiutato a scrivere!

  2. Certo, gentile Riccardo, il suo entusiasmo lo trasmette. E io l’entusiasmo…guai se mi viene meno,”senza entusiasmo non è stato mai fatto nulla di buono al mondo”. questa è una delle mille citazioni, lapalissiana, dello scrittore VILA-MATAS nonchè Enrique, che ho avuto l’avventura , ta i marosi della mente, onde altissime spumeggianti in un mare azzurro e magifico, di incontrare a Sarzana e di cui avevo accennato un paio di libri fa’. Non temete, non vi racconterò troppe cose. Ma vorrei solo accennare a poche impressioni: Enrique Vila-Matas, privo di qualsiasi traccia autoreferenziale , era quasi intimidito, rispondeva alle belle domande di Andrea Bayani, un giovane (e bello) scrittore italiano, molto bravo, che lo guardava come si guarda un grande Maestro, adorante e affettuoso, Andrea B. intendo, e lui, il Maestro, risponeva attento, concentrato, desideroso di farsi comprendere, generosissime le sue parole, le sue digressioni: ha deliziato la marea di gente che aveva pagato un biglietto e fatto le code sotto il sole e fatto un viaggio e tanto altro, pur di ascoltarlo. Per quanto mi riguarda ne sono uscita ristorata, altro che i centri benessere o simili. La mia anima (anche questo termine,prima dell’ultima Sarzana, non l’avrei usato, invece d’ora in poi lo userò perchè ho compreso fino in fondo il suo significato, o almeno il significato che , ora, ha per me)la mia anima, dicevo, ha ricevuto e inscritto sulla sua “cera” nuovi doni da fermare nella memoria, indelebilmente. E’ una gioia reale questa. Per finire, senza sfinirvi, questo lungo post, vi trascrivo una frase tratta dal libro “Dublinesque” di V.M. che sto leggendo (ed è come stare nella grotta di Ali Baba) :”……..Perchè non ci si deve ingannare: il viaggio della lettura passa molte volte attraverso strade impervie che esigono la capacità di emozione intelligente, il desiderio di comprendere l’altro e di avvicinarsi a un linguaggio diverso da quello delle nostre tirannie quotidiane…………………Le stesse capacità necessarie per scrivere, sono necessarie per leggere. Gli scrittori deludono i lettori, ma succede anche il contrario e i lettori deludono gli scrittori quando in loro cercano solo la conferma del fatto che il mondo è come lo vedono……..” Non vi sembra bello? Detto da un uomo anziano, quasi intimorito e…dimesso . GRANDISSIMO. un abbraccio.

  3. Grazie Riccardo! Il mare in un libro per me e’ sempre “Moby Dick,” mai finito di leggere ma centellinato come una Bibbia, un compendio sull’umanita’, un’immersione nell’animo umano e nelle sue paure. La tua descrizione mi ricorda anche un altro libro che reputo magistrale. Non si puo’ chiamare romanzo, e’ piu’ come la scelta di una storia come occasione per digressioni filosofiche di una profondita’ vertiginosa. E’ “Lo Zen e la manutenzione della motocicletta” di Robert Pirsig (forse un giorno si potrebbe anche presentare…). Anche qui, il rapporto fra due generazioni, anche qui il viaggio – in moto, per gli States.
    Grazie Riccardo e un ciao a Dorian -che scrive molto bene!!!

  4. Leggendo la presentazione di Riccardo anche a me era venuto in mente “Lo zen e la manutenzione della motocicletta”, letto con grande piacere qualche anno fa. “Moby Dick” l’ho letto tutto, ma con fatica, sicuramente da rileggere entrambi e grazie a Stefania che ne ha sollecitato il desiderio di riprenderli in mano (chissà quando!). Interessante questo libro di Riccardo, ma soprattutto sono sempre colpita dal suo entusiasmo e adesso anche dall’intraprendenza di Dorian, diventato, con Mimilla, un po’ protagonista di questo blog. A quando una sua foto ufficiale?

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