LE UOVA DEL DRAGO, di Pietrangelo Buttafuoco

pubblicato da: admin - 16 ottobre, 2010 @ 6:35 pm

uova[1]Oggi un appello di Riccardo che cerca un album di Corto Maltese. E che ci presenta  una storia  accaduta durante la seconda guerra.

 Il “secolo breve”, appena passato,  è ancora ispiratore di storie interessanti e drammatiche che sembrano non concludersi mai. (Come il romanzo di Herta Mùller suggeritoci da Camilla)

 Pietrangelo Buttafuoco

Le uova del drago

Mondadori 2005

Pagg. 284, €17,00

 

Un romanzo? Anche. Un pezzo di storia autentica? Anche. Quasi un po’ del nostro Camilleri? Anche. Un giallo? Anche. Un po’ di tutto ciò, non ci credereste. Un romanzo “accaduto”.

Un testo senza dialoghi e questo mi è un po’ dispiaciuto: a mio avviso infatti i dialoghi servono a farci immedesimare nella vicenda, soprattutto se sono scritti in prima persona (cfr. Da bosco e da riviera di Alberto Cavanna, rieccolo!).

Tuttavia non è un libro comune. Anzi.

Sicilia, dal 1943 al 1947.

Eugenia Lenbach. Giovane e bella. “Primo soldato” del Reich, al pari di Rommel. .Spia scelta personalmente da Hitler, opera in un ufficio commerciale di New York per segnalare le partenze delle navi agli U-boat tedeschi. Scoperta, viene spostata in Sicilia, con il compito di preparare focolai di riscossa da attivare nel caso della sconfitta del Reich.

Al conferimento a lei della massima onoreficenza militare tedesca, la Ritterkreutz, presenzia un capitano italiano che poi è lo zio di Hugo Pratt che disegnerà la scena in uno dei primi albi di Corto Maltese, anticipandola però alla prima guerra mondiale e spostandola in Inghilterra. Qualcuno ha questo “giornalino” da prestarmi? Gliene sarei grato. 

Non aggiungo altro. Scoprite il resto da soli. 

Sicilia, dicevamo, e allora …baciamo le mani! Za benedica!

 

“Don” Riccardo Lucatti

 

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6 commenti
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  1. Gentilissimo Riccardo,chiederò a mio figlio se , per caso, ha conservato , almeno inparte, gli albi di Corto. Temo che, cambiando casa a suo tempo, abbia dovuto alleggerirsi di alcune collezioni di quelli che chiamavamo ancora “fumetti”, a migliaia ne possedeva. So che Buttafuoco è uno scrittore geniale,ma io non lo digerisco. Del resto, tu dirai “e chi se ne importa?” e hai ragione, ma io non digerisco neppure Camilleri, anche se lo trovo agli antipodi rispetto a Buttafuoco. Ho molto amato Corto Maltese e Ugo Pratt, anni fa’. Ammiro sempre il tuo modo di rapportarti alle tue letture e alle tue attività , posso dire ludiche? Infatti si sente un’energia tutta intatta, forte e serena.Se tu fossi una di noi donne, ti direi che sei davvero eccezionale, ma te lo dico ugualmente.

    Ti ringrazio tanto cara Mirna di avermi rimandata a Herta Mùller, condivido in pieno le tue impressioni acutissime sui suoi poemi. Perchè , per me, le cose di H.M. sono poemi epici. Non c’è scampo per autocompiacimenti, sia pure raffinati, letterari, in lei. Non c’è scampo. Dopo aver letto il primo libro di M., quello delle prugne verdi, rimasi basita. Perchè , tre anni fa’, prima che vincesse il Nobel PRIMA , capisci Mirna, ebbi la gioia e la fortuna di ascoltare, seduta a un metro da lei, Herta Muller a Mantova. Col suo viso da tragedia greca, eppure dolcissimo, con grandi occhi azzurri (così me li ricordo) resi scintillanti da un forte tratto di matita, quasi un trucco da scena, Herta Mùller ci parlò del Lager, nel senso suo proprio, molto diverso dal significato corrente che ha preso nel linguaggio comune. fu un’esperienza forte, mi commossi profondamente. Subito dopo andai nel grande tendone bianco dei libri e comprai il volumetto giallo, con le mele verdi, edito a Rovereto: Un’edizione povera per un autore , in Italia, sconosciuto. POco tempo dopo, al tempo dei Nobel, Herta Muller vinse. Io avevo il cuore in gola, ero tanto felice.Perchè l’amavo tanto questa Herta, perchè avevo sofferto a leggere le prugne verdi e avevo cercato qualcuno con cui parlarne ma nessuno sapeva chi fosse. Le mie più belle avventure sono questi episodi. Luci , esperienze, e apprendimento. Ciao a tutti con autunnale affetto.

  2. Ciao Camilla! Troppi complimenti mi fai, ahh !!?? (siciliano puro!)
    Camilleri: in effetti i suoi libri sono tanti, molto simili, e si fa fatica a ricordarli, distinguerli, etc. Tuttavia alcuini sono diversi e te li segnalo: Il re di Girgenti, quasi storico e di costume, solo che è “molto scritto in siciliano” e questo può rappresnetare un freno. Il secondo è “La concessione del telefono”, composto dagli scambi epistolari per ottenerla. Questo è più accessibile quanto alla lingua. dai, leggi almeno questo e poi ne riparliamo.
    Baciamo le mani, ‘za benedica (Vostra scienza mi benedica. Si risponde: za benedica a Vossia)
    Riccardo
    A Monaco di Baviera un saluto normale è “Kuss die Haende” (bacio le mani) oppure “habe die Ehre” (ho l’onore)
    Come vedi tutto il mondo è paese!

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