EPITAFFIO PER UNA SPIA, di Eric Ambler

pubblicato da: admin - 11 febbraio, 2010 @ 7:59 pm

OB-DS778_mpdimi_G_20090522174122scansione0014 

Stamattina ho fatto le prove per la scenetta di carnevale con la mia cara amica Maria Teresa ( – per ora non svelo da chi ci travestiremo, sappiate solo che dobbiamo agire all’unisono! – ) la quale mi ha lasciato una spy-story di Eric Ambler, autore che già conosco e apprezzo.

L’ho iniziata dopo pranzo, ma desidero ugualmente parlarne anche se la lettura è in corso.

Posso dire che è una lettura facile, la prosa di Ambler è chiara e corretta, la trama ha un ritmo incalzante e avvincente.

Siamo sulla Costa Azzurra nell’estate 1938 e Vadassy, un giovane  insegnante di origine ungherese e incerta cittadinanza, viene coinvolto in una storia complicatissima che si svolge perlopiù in un albergo vicino al mare. I villeggianti provengono da ogni angolo d’Europa e agli occhi del protagonista appaiono tutti sospetti, sia che sostino al bar o  sulla terrazza, o mentre prendono il sole sulla spiaggia accaldata.

Tutto si dipana nell’arco di tre giorni durante i quali Vadassy, suo malgrado, è costretto dalla polizia francese , al mestiere di spia.

Ma altro non dico, devo finirlo; avrò la soluzione del mistero stasera, a letto.

Eric Ambler, inglese, nasce nel 1909 e muore nel 1998; è considerato un maestro del moderno romanzo di spionaggio. E’ stato anche sceneggiatore di molti film famosi, fra cui Topkapi; ha collaborato con Alfred Hitchcock nel film Rebecca, ed è un autore che non delude.

                                                                                                                                                                    * * * * *

Sono contenta di presentare anche oggi uno scrittore.

Riflettevo poc’anzi che tutto sommato io e molte altre donne, leggiamo soprattutto letteratura femminile, credo che  per noi donne sia  più piacevole e facile immedesimarci nelle protagoniste femminili.

Che ne pensate?

Ci sono degli uomini che leggono libri squisitamente femminili come “Piccole donne”, “Jane Eyre,” “Cime tempestose”?  Sarebbe interessante scoprirlo. 

Molti uomini hanno scritto di donne, di eroine che sono diventate famosissime, ricordo “Anna Karenina”, “Madame Bovary”, Nora di “Casa di bambole”,  Isabel Archer di “Ritratto di signora e così via. E’ la loro parte femminile venuta allo scoperto che ha fatto sì che potessero immedesimarsi totalmente con la protagonista?

“Madame Bovary c’est moi “diceva appunto Flaubert.

Ma  le donne scrittrici riescono a comprendere appieno l’anima maschile? Non ci sono tanti personaggi famosi inventati da donne. 

Penso e ripenso…mi vengono in mente Edith Warthon con il suo “Ethan Frome,” Elsa Morante con “L’isola di Arturo”..

Chi altre ricordate?

“Un uomo” di Oriana Fallaci è soltanto la biografia di Panagoulis o un’identificazione completa ?

Quanti interrogativi letterari . Speriamo di avere risposte a proposito.

Sono molto contenta del riscontro che ha questo blog; la “tavola rotonda” sulla lettura si amplia sempre di più con consigli, suggestioni, persino da oltre oceano Gary ci  parla dell’importanza per la sua formazione dei fratelli Karamazov. Da rileggere assolutamente. Prendo nota naturalmente di tutti i titoli di libri consigliati sia da Enza che da Luigi…

Emanuela ha lasciato nel suo commento a “La mente colorata” l’indirizzo di un sito sulla lettura che propone una straordinaria iniziativa per il 26 marzo: quello di donare un libro a uno sconosciuto. 

Leggere, leggere, leggere!!!

 

 

condividi

3 commenti
Lascia un commento »

  1. Per quanto riguarda un lettore di libri squisitamente femminili, eccone uno, come già scritto in post precedenti. Devo però ammettere che non tutti i suddetti libri li avrei letti per puro diletto personale, ma imposti: piaciuti tutti comunque.
    A parte “Cime tempestose” che lessi alle medie per curiosità, nel quinquennio delle superiori sono stati numerosi i libri “femminili” che ho letto: “Madame Bovary”, “Orgoglio e pregiudizio”, “Jane Eyre” e via discorrendo.
    Non c’è da scandalizzarsi comunque se un uomo “si sprofonda nella lettura” (cit. Beniamino Placido) di libri per così dire al femminile, e qui mi rivolgo, se solo potessero leggere, ai miei compagni che leggono solo perché costretti. Ma purtroppo, così è la vita…

  2. Mi sembri saggio Luigi!
    D’altra parte donne che leggono la letteratura al “maschile” ce ne sono in abbondanza, non fosse altro perche’ la letteratura che io chiamo al “maschile” e’ praticamente il canone fino a meta’ ‘900.
    Pero’ mentre scrivo, qui, sul blog, mi viene in mente una grande del “canone”, Marguerite Yourcenar, prima donna membro del’Accademia francese. Lei ha scritto di un uomo illustre nelle sue “Memorie di Adriano” (1951), testo-capolavoro della letteratura in generale.
    Per rispondere ad un’altra domanda, io mi immedesimo ugualmente in uomini o donne della “fiction” purche’ eroi o eroine di qualche genere!

  3. Ora che ci penso la Yourcenar ha scritto anche “L’opera al nero” (1968) che parla di un personaggio immaginario che è un uomo: Zenone, medico, alchimista, fisolosofo,nato a Bruges nel primi anni del Cinquecento. Ce ne saranno sicuramente delle altre, ma sempre per il fatto che ci vorrebbero più di mille anni per leggere e rileggere e quindi cercare e ricordare, lasciamo a questo blog la possibilità di stimolare la nostra memoria.
    Non conosco uomini che leggono libri squisitamente femminili, ma ne conoscono alcuni appassionati di fantasy. E’ femminile o maschile?