POESIE, Soledades di Antonio Machado.

pubblicato da: admin - 31 dicembre, 2010 @ 11:52 pm

Per l’inizio di un nuovo anno cosa c’è di meglio che affidarsi alla Poesia,  il linguaggio che va dritto al cuore?

Questa raccolta di Antonio Machado, il grande poeta spagnolo maestro di Garcia Lorca, sembra comunicarci l’impossibilità di comunicare con l’altro. Troviamo però già addentrandoci nei Campos de Castilla un superamento del soggettivismo lirico fino a raggiungere ciò che scrisse di lui Josè Maria Valverde come sottotitolo dell’intera opera poetica del poeta sivigliano: “Dall’Uno all’Altro“, dove l’Uno rappresenta l’Io, il romantico individuo che dal suo mondo intimo e malato si apre al colloquio con l’Altro, cioè con il mondo esterno.

In Machado i messaggi sociali  assumono una valenza profeticamente amara, ma in lui serpeggia sempre quella poesia popolare di “eterna umanità” accessibile a tutti. Questa poesia è l’unica forma possibile per non restare chiusi in se stessi” e morire a poco a poco, ma aprirsi agli altri”.

Ma anche immagini evanescenti del mondo di Castiglia, paesaggi amatissimi delle “Rive del Duero”, le fonti nel parco, i limoni nel patio e la noria più volte presente.

 

 

Ecco dell’immensa sua opera alcuni stupendi versi

Languido il limone tiene sospeso

un incolore ramo polveroso

sull’incanto della fonte limpida,

e lì in  fondo sognano

i frutti d’oro…

*   *   *

S’è addormentato il mio cuore?

Alveari i miei sogni,

niente più lavoro? E’ secca

la noria del mio pensiero,

i secchielli sono vuoti,

nel girare, pieni d’ombra?

 

E’ la noria la ruota idraulica che solleva l’acqua sfruttando la corrente. Parola che deriva dall’arabo vociare, zampillare <IV-‘-R>.

 

No, il mio cuore non dorme.

Se ne sta lì tutto sveglio.

Nè dorme nè sogna, osserva

gli occhi chiari aperti,

segnali lontani, ascolta

in margine al gran silenzio.

 

Mi piace pensare alla nostra vita che fluisce con l’acqua nell’acqua grazie a una spinta che la fa scorrere.

 

E’ il 31 dicembre.

Abbiamo vissuto un anno intero. Da domani pagine bianche da riempire , pensieri nuovi,  parole nuove…

 

AUGURI A TUTTI

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3 commenti
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  1. Buon anno carissima Mirna e buon anno a tutti. Ho ricevuto tanti libri in regalo in questi giorni: sapendo che amo le scrittrici inglesi (ed è vero) mi sono ritrovata sommersa da scrittrici inglesi della prima metà del novecento, a volte lo stesso romanzo avuto da due miei cari, e non tutti questi libri , insomma, non tutti ….ecco. Un libro che non mi attanaglia è , per me, come un cioccolatino scelto per la sua immaginata bontà e non buono. Già masticato, insomma , che schifosetta delusione da deglutire. perciò mi trovavo un tantino malsaorida. E poi, finalmente, ecco il romanzone ” Un matrimonio inglese”, di Frances Hodgson Burnett (1849-1924), proprio lei, quella del piccolo lord, del giardino segreto ecc. Un romanzo per adulti. Cautamente aperto, le prime 50 pagine troppo, troppo datate, e poi…mi sto divertendo come da bambina con il giardino segreto e gli altri suoi romanzi. E non vedo l’ora di vedere cosa sta succedendo a Londra, alla povera Rosalie, e cosa saprà fare la splendida Bettina eccetera.Statemi bene. Mi accorgo, cara Mirna, di aver usato parole vecchie e lise, ed è il primo dell’anno. E’ che, questa mattina, ho letto il post sul prnazo di Babette e i ricordi mi si sono bloccati su una storia ampia e lontana,e importante,ancora piena di nostalgia. Un abbraccio

  2. Ciao amici! Un solo commento a “Poesie” è troppo poco! Ed allora, mi sono detto, facciamo una sorpresa agli Amici del blog, con un testo che molti conoscono, altri no, ma che comnque merita attenzione: Leggendolo,potete anche canticchiarlo … ma attenzione agli acuti!

    Memory

    Midnight, not a sound from the pavement
    Has the moon lost her memory
    She is smiling alone
    In the lamplight the withered leaves collect at my feet
    And the wind begins to moan.
    Memory. All alone in the moonlight
    I can smile at the old days
    I was beautiful then.
    I remember the time I knew what happiness was.
    Let the memory live again.
    Every street lamp seems to beat a fatalistic warning
    Someone mutters, and the street lamp gutters
    and soon it will be morning.
    Daylight. You must wait for the sunrise
    You must think of a new life
    And you mustn’t give in.
    When the dawn comes tonight will be a memory too
    And a new day will begin.
    Burnt out ends of smokey days
    The stale cold smell of morning
    A street lamp dies, another night is over
    Another day is dawing
    Touch me, it’s so easy to leave me
    All alone with the memory
    Of my days in the sun.
    If you touch me, you’ll understand what happiness is
    Look, a new day has began.

  3. It sounds like you’re creating problems yourself by trying to solve this issue instead of looking at why their is a problem in the first place