VITA AVVENTUROSA DI CHARLIE SUMMERS, di Paul Torday

pubblicato da: admin - 26 maggio, 2011 @ 9:18 am

vita avventurosa[1]

Elliot Edizioni

 Da Riccardo ci giunge una delle sue ultime letture che  sembra rimandarci ad avventure di viaggi pericolosi, ma in realtà ci troviamo nella  odierna giungla finanziaria. E nella  nostra epoca  occorre  ancora affrontare  i pirati, le “belve” aggressive…

Nel blog mi era stato consigliato di leggerlo. L’ho fatto. Multa paucis, molti concetti espressi in poche paginette, oppure molti segreti conosciuti da pochi, fate voi …Ecco il risultato.

  • Della leggerezza con cui, in guerra, si registrano gli “effetti collaterali” a danno della popolazione civile.

  • Di come un uomo molto incosciente e ingenuo, un po’ opportunista e profittatore e soprattutto molto sfortunato possa riscattare la sua vita con un gesto finale di grande spessore morale.

  • Del modo in cui la macchina del fango possa travolgere un uomo onesto che, resosi conto di essere stato strumentalizzato, cerca di riportarsi sulla strada dell’onestà e di far emergere la verità.

  • Del come e del perché nella vita possedere molto denaro non sia assolutamente l’ obiettivo strategico (strategico = indispensabile e insostituibile).

A vantaggio di chi non “mastica” questa materia, aggiungo un dettaglio “tecnico” circa l’ “ambiente finanziario” entro cui si svolge il tutto.

Stiamo per vivere la recente crisi finanziaria USA & C. Avete una casa che vale 100. Loro vi sollecitano a chiedere un mutuo ipotecario per 100, “tanto il valore delle case è in continua crescita”. Accettate. Loro vendono l’ipoteca a terzi. Voi non lo sapete, era previsto in una clausoletta piccola piccola nel contratto. Quindi, se poi non ripianate il Vostro debito ipotecario, saranno alcuni terzi, a voi sconosciuti, ad esperire l’esecuzione forzata nei vostri confronti. Un’altra clausoletta anch’essa piccola piccole prevede che i 100 non vi siamo versati ma che voi li investiate nel loro fondo di investimento mobiliare (a forte rischio e) a (promessi) alti tassi di reddito a vostro favore, fondo di cui loro sono i gestori. Questo rendimento a vostro credito “dovrebbe” essere ben superiore alle rate del mutuo a vostro debito. Dovrebbe, appunto … Loro comprano e poi rivendono intere partite di mutui ipotecari bancari tipo il vostro, cioè di valore nominale ben superiore alle reali garanzie ed alla reale capacità di rimborso da parte dei debitori. Tutti gli intermediari ci guadagnano. L’ultimo, dopo aver guadagnato a sua volta (s’intende!) “fallisce” e trascina con sé tutti coloro sui quali aveva “spalmato” questi crediti (cioè sulla popolazione di piccoli risparmiatori – investitori, i quali perdono i loro risparmi). Tutti i debitori ipotecari perdono la casa. Loro investono in operazioni speculative a forte rischio e a forti commissioni (a favore loro, che comunque – quindi – guadagnano sempre, in ogni caso). Gli affari, inizialmente vanno bene. Le banche finanziano loro sino a 30 volte il loro capitale sociale. Parte una valanga inarrestabile: si apre un’operazione per chiudere la precedente e così via sono quando i prezzi della case o degli altri beni oggetto di investimento crollano ed “il re è nudo”. A questo punto molte banche falliscono. Loro cercano finanziamenti anche da fonti “sporche” quali il commercio della droga. Il loro sistema non regge, attaccato e sconfitto sul piano finanziario e su quello penale. Voi non aver mai incassato i vostri 100, perdete la casa e dovete rimborsare 100 al curatore del fallimento. Loro sono fuggiti all’estero con le tasche piene dei vostri soldi. La macchina del fango schiaccia chi denuncia il tutto.

 

Ma insomma, e gli organi di controllo? E i governi? Dov’erano? E qui da noi come mai in una qualche misura ce la siamo cavata? Per nostra fortuna il nostro sistema finanziario non era così tecnicamente sviluppato. Pertanto, non possedendo scarponi, ramponi, corda e chiodi da roccia, nemmeno ci si era provati a scalare questa Nord dell’Eiger, ragion per cui non si è stati colpiti dalla valanga di rocce e ghiaccio che ha travolto gli scalatori USA.

O mùzos delòi, la favola insegna, diceva Esopo … che l’ipocrisia dei controlli; lo strazio della fame e della povertà che le speculazioni al rialzo delle materie prime soprattutto alimentari generano su miliardi di persone; la sproporzione fra chi accumula e consuma troppo e chi niente, alla lunga generano strappi (finanziari) e rivoluzioni (cfr. l’attuale Nord Africa) e ci riconducono a ricercare un sistema di vita più equilibrato, che non sia valutato sulla “media” dei polli arrosto mangiati dalla popolazione mondiale (io 10, l’altro nessuno, media 5), ma sul numero di polli effettivamente mangiati da ognuno.

Buon appetito a tutti!

Riccardo

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  1. Ma la bellezza del romanzo dove la mettiamo????? Certo il retroterra della speculazione, certo la guerra moderna schifosissima, certo il bel gesto finale -che deve essere una sorpresa!!,e allora non si deve rivelare a chi ancora non ha letto il bellissimo, bellissimo romanzo diTurday.!E pensare che era piaciuto tanto persino a Dario e , per più di una sera, a cena, ci siamo raccontati a vicenda alcuni momenti particolarmente belli del romanzo, del romanzo, raffinato e talmente ben scritto..E ancora adesso,vedendo la copertina (una bella copertina) ripensando al buon charlie mi commuovo, quasi. E non ti domandavi come mai il titolo del libro alludesse alla vita di charlie? doveva esserci una misteriosa ragione. E c’era. Insomma un romanzo molto bello e piacevolissimo.E tu, Riccardo, me lo metti tutto in un saggio (ottimo e preciso) sulla bolla speculativa e la politica .E la letteratura? Che ci salva la vita? E l’incredibile storia di Charlie e tutti gli altri fantastici personaggi?RICCARDOOOO dimmi cosa ti è piaciuto di questo libro. Piaciuto intendo. Mi piacerebbe molto saperlo e non me lo hai detto. Sei fantastico però!

  2. Ave Camilla, Grande Segnalatrice di libri belli! Sit sane verum … sia pur vero, anzi lo è, che si tratta di un bellissimo romanzo, ma dopo una vita di spa, finanza, etc. è stato impossibile sottrarmi all’aspetto “tecnico”. Io, il libro, l’ho divorato (come del resto tu stessa avevi previsto), catturato però dagli aspetti tecnici più che da altro. Dopo tutto se un’ottima letteratura ci aiuta a penetrare i segreti della malafinanza, ben venga anche per questo. Anyway, desculpa segnora!
    Poni tu, quindi, rimedio a questa mia mancanza: sarà il primo “post” a quattro mani!
    Che ne dici? Un caro saluto
    Riccardo
    P.S.: avevo segnalato (o postato, non ricordo) le 537 pagine de “Il mondo d’acqua” di Frank Schaetzing(La Feltrinelli). Dello stesso autore sto finendo le 1021 pagine de “Il quinto giorno”(TEA): mi prenoto per un post su quest’ultima lettura.

  3. Che delizioso lo scambio Camilla-Riccardo.
    Ciò mi fa riflettere ancora una volta sulla multiforme chiave di lettura che ognuno di noi ha. Ed è anche per questo che il nostro Circolo letterario virtuale procede.
    Recentemente Camilla ed io ci siamo incontrate ed abbiamo parlato della Lettura come parte della nostra vita e di come si diventa esigenti perchè si comprende quale Libro è il Nostro a tutti gli effetti, quello che si appiccica dentro la nostra pelle e il nostro sangue.
    Ma ciò avviene sempre? O siamo condizionati dal nostro momento contingente, dal nostro bien etre, dalle nostre peculiari aspettative?
    Non è interessantissimo sapere i due diversi modi di entrare in questo libro di Torday che sta diventando “appetibile” per tutti noi?
    Ricordo che molti molti anni fa, in un momento di profondo malessere fisico ed esistenziale mi tuffai nella “Certosa di Parma”. Un amico, un uomo dunque, mi aveva detto che per lui era il libro più bello del mondo. …Ahimè, e me ne vegogno, lo lessi con grande sforzo. Ora forse potrei riprenderlo in mano e dare un altro giudizio.
    Ah, la vita com’è varia, vaga e complessa. Com’è bella! E com’è bello questo andare e volare tra i libri come rondini (perdonate la retorica, ma siamo in piena primavera!) che si incrociano, si distaccano, si riuniscono…
    Ieri, durante il gradevolissimo pomeriggio musicale a casa di Cristina, Riccardo mi ha parlato con passione del libro di 1000 pagine che sta leggendo.
    Come amo tutto ciò.
    I diversi approcci si compendiano, si completano, Ci arricchiscono.

    @ Camilla, ci scrivi qualcosa anche tu su Charlie Summers, come suggerito da Riccardo? E Dario perchè non interviene???

  4. Carissimi lettori di questo amabile blog, racconterò volentieri qualche pensiero relativo al romanzo di Torday, anche se il grande riccardo ha fatto già un ottimo lavoro, dicendo che il libro lo ha DIVORATO.. Devo anche dire ancora qualcosa sui giochi dei bambini, a Miki e a Stefania, naturalmente solo perchè i loro ricordi mi hanno fatta piombare in uno dei più bei romanzi degli ultimi 10 anni, dove si parla di giochi e di bambini ….dire speciali fa provare qualcosa come se una mano dura e fredda mi stringesse il cuore. Ma sono ancora sotto l’influsso del grandissimo romanzo di Salvatore Scibona (LA FINE) (ho letto che deve pronunciare Skibona, chissà poi perche) e mi perdo a chiedermi , -ma rocco , visto che l’autore scrive “la sua striscia era finita…” il panettiere Rocco Modiano, quando è vicino alle cascate del Niagara, e riesce a farsi dare il cono gelato con le due palline, insomma- cosa ne è di Rocco?- mi è dispiaciuto tanto perderlo. Mi ci ero affezionata, veramente. Mi chiedo cosa avrà combinato,ciccio, Francesco Mazzone, il figlio di Enzoe Lina, insomma quando prende il treno e se ne va, solo e senza un soldo in tasca, dopo la festa della madonna a Elephant Park. Ha solo 16 anni. Sarà mai più tornato a scuola dai Gesuiti? E perche mai Lina , così buona e gentile, ….insomma ho dei parenti in più. tutti emigranti in america. negli anni che vanno dal 1915 al 1953. Quanti pensieri palpitanti mi stanno dando. E ammirazione e pena e allegria. Il papà di Enzo….Basta. poveri lettori del blog.Vi chiedo scusa. a domani a dio piacendo, come diceva non mi ricordo chi. Ciao ciao.

  5. Ricordate la grande scrittrice ELVIRA DONES, autrice di alcuni stupendi romanzi,( sole bruciato, Vergine Giurata e altri) ospite di Fazio sabato scorso? Ha reagito nei confronti del presidente Berlusconi scrivendo questa lettera che vi mando, con tutta la ia solidarietà per Elvira Dones, per l’albania e soprattutto per le donne.

    Il solito Cavaliere sulle “belle ragazze albanesi”.
    In visita a Tirana, durante l’incontro con Berisha, il premier ha attaccato gli scafisti e
    ha chiesto più vigilanza all’Albania. Poi ha aggiunto: “Faremo
    eccezioni solo per chi porta belle ragazze”.

    NATA FEMMINA

    “Egregio Signor Presidente del Consiglio, le scrivo su un
    giornale
    che lei non legge, eppure qualche parola gliela devo, perché
    venerdì il suo
    disinvolto senso dello humor ha toccato persone a me molto
    care: “le
    belle ragazze albanesi”. Mentre il premier del mio paese
    d’origine, Sali
    Berisha, confermava l’impegno del suo esecutivo nella lotta
    agli scafisti, lei
    ha puntualizzato che “per chi porta belle ragazze possiamo
    fare
    un’eccezione. ”
    Io quelle “belle ragazze” le ho incontrate, ne ho incontrate
    a
    decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia,
    le ho seguite da
    Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato
    sprazzi
    delle loro vite violate, strozzate, devastate.
    A “Stella” i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una
    parola:
    puttana.
    Era una bella ragazza con un difetto: rapita in Albania e
    trasportata
    in Italia, si rifiutava di andare sul marciapiede. Dopo un
    mese di
    stupri collettivi ad opera di magnaccia albanesi e soci
    italiani, le toccò
    piegarsi. Conobbe i marciapiedi del Piemonte, del Lazio,
    della
    Liguria, e chissà quanti altri. E’ solo allora – tre anni più
    tardi – che le
    incisero la sua professione sulla pancia: così, per gioco o
    per sfizio.
    Ai tempi era una bella ragazza, sì. Oggi è solo un rifiuto
    della
    società, non si innamorerà mai più, non diventerà mai madre
    e nonna. Quel
    puttana sulla pancia le ha cancellato ogni barlume di
    speranza e di fiducia
    nell’uomo, il massacro dei clienti e dei protettori le ha
    distrutto
    l’utero.
    Sulle “belle ragazze” scrissi un romanzo, pubblicato in Italia
    con il
    titolo Sole bruciato. Anni più tardi girai un documentario
    per la tivù
    svizzera: andai in cerca di un’altra bella ragazza, si
    chiamava Brunilda, suo
    padre mi aveva pregato in lacrime di indagare su di lei. Era
    un padre come
    tanti altri padri albanesi ai quali erano scomparse le
    figlie, rapite,
    mutilate, appese a testa in giù in macellerie dismesse se
    osavano ribellarsi.
    Era un padre come lei, Presidente, solo meno fortunato. E
    ancora oggi il
    padre di Brunilda non accetta che sua figlia sia morta per
    sempre, affogata in
    mare o giustiziata in qualche angolo di periferia. Lui
    continua a sperare,
    sogna il miracolo.
    E’ una storia lunga, Presidente.. . Ma se sapessi di poter
    contare
    sulla sua attenzione, le invierei una copia del mio libro, o
    le spedirei il
    documentario, o farei volentieri due chiacchiere con lei. Ma
    l’avviso, signor Presidente: alle battute rispondo, non le
    ingoio. In nome di
    ogni Stella, Bianca, Brunilda e delle loro famiglie queste
    poche righe
    gliele dovevo. In questi vent’anni di difficile transizione
    l’Albania s’è
    inflitta molte sofferenze e molte ferite con le sue stesse
    mani, ma nel popolo
    albanese cresce anche la voglia di poter finalmente camminare
    a
    spalle dritte e testa alta. L’Albania non ha più pazienza né
    comprensione
    per le umiliazioni gratuite.
    Credo che se lei la smettesse di considerare i drammi umani
    come
    materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che
    da guadagnarci.
    Questa “battuta” mi sembra sia passata sottotono in questi
    giorni in cui
    infuriano varie polemiche , ma si lega profondamente al
    pensiero e alle azioni
    di uomini come Berlusconi e company, pensieri e azioni in cui
    il
    rispetto per le donne é messo sotto i piedi ogni giorno,
    azioni che non sono meno
    criminali di quelli che sfruttano le ragazze albanesi, sono
    solo camuffate
    sotto gesti galanti o regali costosi mi vergogno profondamente
    e chiedo
    scusa anch’io a tutte le donne albanesi.

    Merid Elvira Dones

    PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione
    spero
    sentano l’obbligo civile e morale di trasmetterla ad altre
    persone. grazie

    Elvira

  6. Comunicazione è “communis actio”, azione comune, cioè agire insieme, non semplicemente informarsi reciprocamente. Camilla, che qui ringrazio, ci ha informato ed Elvira ci chiede di comunicare, cioè di agire insieme a lei, ognuno di noi. Io l’ho fatto, ho trasmesso il messaggio a molti amici. Sono certo che anche gli altri colleghi del blog vorranno fare altrettanto. Altra cosa che farò, mi procurerò i libri di Elvira, che dopo aver letto con molta attenzione e condivisione, potrò “postare” e comunque conservare nei miei scaffali, ben in vista, insieme ai libri di donne palestinesi, iraniane e armene che già posseggo.
    Quo usque tandem …?

  7. Grazie Camilla,
    ancora grazie per i favolosi consigli di lettura, e complimenti a Riccardo per il post.Da copiare e girare a tutti l’intervento di Elvira Dones.Rabbrividisco quando chi dovrebbe rappresentarmi come italiana dà il peggio di sè con battutacce volgari che denotano ignoranza e non so cos’altro. Non mi piace parlare di politica in questo angolo di paradiso ma davvero a volte quando è troppo è troppo…

  8. Sempre troppo,caro Riccardo e, temo, ancora e ancora. Non ho ancora letto l’ultimo libro di DONES. Certo che LA VERGINE GIURATA mi aveva davvero stupita. Ne parlai con la mia nipote Valeria e le sue amiche , allora ancora studentesse, di diritto internazionale e mi confermarono di aver studiato questi tipo di regola orale vigente in albania, e forse in qualche altro Paese: dover diventare uomini a tutti gli effetti, per non essere “eliminate”, non avere più alcun tipo di diritto, nè casa, nè cibo, nulla, nel caso di donne rimaste “senza un uomo -padrone”.Questo romanzo è molto bello e, come sempre succede, attraverso la letteratura si comprende quello che altrimenti si apprende ma non si comprende.
    РIl romanzo a cui accennavo riguardo ai giochi di bambini, ̬ Non lasciarmi, di Kazuo Ishiguro.
    – Credo che Salvatore Scibona abbia inventato un modo diverso di scrivere riuscendo, cosa mai vista per me, a renderci partecipi e in sintonia attraverso le sensazioni psico-fisiche dei suoi diseredati e meravigliosi personaggi. Scrivere attraverso i loro sensi, senza mai interpretarli o intervenire con il suo giudizio. Insomma quando si capisce , e si capisce molto bene, questa straordinaria capacità di empatia totale. non si può rimanere indifferenti.ciao a tutti.

  9. Di Elvira Dones ho appena finito PICCOLA GUERRA PERFETTA, scritto in italiano per Einaudi Stile Libero e con (bella) prefazione di Roberto Saviano.
    Un libro- romanzo che narra, dal punto di vista di tre donne, la guerra-genocidio che Milosevic conduce con le sue truppe bestiali contro i kossovari albanesi sotto lo suardo dei bombardieri Nato che non si sporcarono le mani a terra (siamo solo 16 anni fa). Migliai di morti smembrati e trucidati in modo orribile, migliaia di donne stuprate e violentate anche nella morte, una crudeltà persino inimmaginabile.

    Un libro con una storia pesante, scritto in modo delicato e potente al tempo stesso, un libro che parla della vita davanti alla morte, dell’amore, della possibilità di finire tutti dentro – anche oggi, anche da noi, anche qui – una spirale di violenza fratricida quando si alzano le barriere del “tu non sei dei nostri”.
    Loro e noi, quindi loro sono niente, carne da usare, violentare, esporre, bandire,bruciare, irridere,sporcare.

    Un libro leggero e amarissimo, spaventato e coraggioso, amoroso e arrabbiato.

    Solo alcuni libri sulla Shoa hanno lo stesso spessore umano e la stessa smisurata profondità di orrore. Un libro che è testimonianza e di più. E’ anche – non so nemmeno come abbia fatto – letteratura.

    Va letto: Elvira Dones è una scrittrice che ha scelto l’italiano per scrivere. Dobbiamo esserle grati.