LA NOTTE HA CAMBIATO RUMORE di Maria Duenas

pubblicato da: admin - 16 Agosto, 2011 @ 11:01 pm

 

Edizione Mondadori

Finalmente decido di scrivere qualcosa sul romanzo regalatomi da Miki .

E’ il libro che ha accompagnato i primi giorni del mio periodo ligure, importante dunque perché mi ha aiutato nel “trapasso” tra la vita di città  e il languore della vita di villaggio. Che compagnia magnifica è stata la storia di Sira Quiroga, giovane madrilena che vive negli anni Trenta a Madrid per poi spostarsi in Marocco dapprima aTangeri poi nel Protettorato di Tetuan.

La sua vita di giovane sarta è intrecciata a sporadici e sfortunati  amori,  ma soprattutto ad incontri importanti con personaggi realmente esistiti come J.L.Beigbeder, il ministro deli esteri del regime franchista e la sua amante inglese Rosalinda Fox.

Cerco tra le sue pagine il solito foglietto di appunti…è sparito anche questo! La gattina? O il solito vento dispettoso che quando lascio incustodito un libro sul tavolino bianco della terrazza mi sfoglia le pagine e mi ruba li appunti? Dove sarà finito questa volta? Tra il rosmarino e l’insalata del vicino o in giro per i carrugi antichi del paesello calpestato dai bimbetti che “in frotta fanno un lieto rumore?”

Comunque ricordo con piacere le quasi 700 pagine che si fanno leggere tutte d’un fiato perché c’è avventura, suspence, storia, amore…e suggestive descrizioni dei paesaggi nordafricani dall’intenso profumo di gelsomini e tè alla menta.

E c’è il coraggio della protagonista che da umile sartina aprirà eleganti atelieri dapprima a Tetuan poi nuovamente a Madrid durante la seconda guerra mondiale. E chi vestirà? soprattutto le mogli dei ricchi filonazisti  perché, eh, sì, la nostra Sira diventerà una spia del governo inglese…per chi vuole entrare nello spionaggio o controspionaggio ci sono tantissime indicazioni!

Non è però un mero feuilleton, ma è un romanzo ricco, piacevole pieno di personaggi reali o inventati indimenticabili come  l’affittacamere Candelaria che aiuta Sira, o come Felix il dirimpettaio gay alle prese con una madre-padrona che lui riesce a rendere innocua facendola ubriacare tutte le sere.

 

Un libro perfetto per le giornate lunghe dell’estate quando la nostra mente vuole viaggiare senza impegnarsi troppo, vuole divertirsi, commuoversi  e…ripassare anche un po’ di storia politica, sociale, culturale della prima metà del Novecento.

 

 

Maria Duenas è nata nel 1964 ed è titolare della cattedra di Filologia e Letteratura inglese all’Università di Murcia.

Share

Nessun commento
Lascia un commento »

  1. scrive CINZIA .
    sapevo, stasera, mentre cancellavo i mille soliti spams che avrei trovato finalmente la cara Cinzia
    .
    E’ un suo commento al post sulla Lettrice della Francois

    Submitted on 15/08/2011 at 10:26am
    Che “pacchia” poter leggere a go-go durante l’estate…. per la verità, per me questa è un’estate in cui tutti i programmi sono sfumati, ma pazienza, si può sempre leggere, leggere, leggere, come dici tu carissima Mirna! Ho appena finito Cameron, (Un giorno questo dolore tu sarà utile), la grande Strout (Amy e Isabelle, stupendo), ho lasciato da un po’ Solzenicyn (la z avrebbe il segnetto sopra che non so come fare..) nei panni di Ivan Denisovic…e ho ancora molto in programma da “sniffare”!!
    Un libro che ultimamente ho regalato almeno un paio di volte è “Resta con me”, di E. Strout. Trovo magnifica la capacità della Strout di descrivere il paesaggio americano, sembra riesca ad entrarci tanto profondamente e con la stessa comprensione che ha per l’animo umano, che descrive senza pregiudizi di alcun tipo. I suoi personaggi sono pieni di speranza nonostante le difficoltà della loro vita, grandi o piccole, banali o no, futili o esistenziali. Grande, davvero, secondo me…
    In questo ferragosto bigio e piovoso, buona lettura a tutti !
    Cinzia

  2. Sono molto contenta, carissma Cinzia, che tu ti sia nuovamente affacciata al blog e proprio durante il piovoso Ferragosto trentino. Che cosa di meglio da fare che tuffarsi tra i libri amici ?
    Ancor più gradito il tuo scritto in queste settimane estive in cui molti sono in vacanza come Camilla, Miki, Stefania presto a Urbino, Enza qui da me a Borzonasca a vivere particolari avvenimenti, lontani dalla nostra a solita vita cittadina.
    Ferragosto nel mio giardino “pensile” a mangiare carne in su “la ciappa” (tavola d’ardesia) unta a dovere e supervisionata da Stefania, Marco e i suoi amici musicisti e no e miei nipoti. Notte serena, calda, candele accese tra l’erba e sotto l’amereno (un po’ affumicato da Zaza), Fabio suona il flauto e Luca la chitarra. Evviva… cantano anche Battisti e i Beatles!
    Ed ancora oggi Enza ed io incontriamo Renata a Camogli e poi andiamo a pranzare a casa sua , a Recco, sul mare intrappolato da ulivi, gigli, palme.Il vocio lontano dei bagnanti che si tuffano dagli scogli nell’acqua turchese ci rimanda ad Esterina “i tuoi vent’anni”…allora parliamo della nostra vita, di poesia , di libri naturalmente avvolte nell’atmosfera ligure cone nel film “Uno splendido aprile”.
    Ma ora mi aspetta “nel letto” Mc Ewan prestatomi da Grazia incontrata anche ieri sera durante una cena rustica alla quale io e Enza abbiamo partecipato con allegria. Taverna di Walter ,con cuoco alla Gilberto Govi che ci ha fatto penne all’arrabbiata, pane casereccio con salame -salsiccia confezionato da lui, carne, dolce, vino dei vigneti vicini…insomma un’abbuffata.
    Ma noi tre blogger riuscivamo ugualmente a parlare dei libri che stiamo leggendo…tra una fetta, di salame, una risata, un bicchiere di brut..

  3. Che belle queste atmosfere di convivialità evocate da Mirna,,,e le descrizioni del paesello… Mi sembra di sentire i suoi profumi, i suoi rumori, gli insetti che ronzano perfino … Magari essere lì con voi.. Anche per me Cinzia un’estate un pò particolare, con mille progetti sfumati e un pò di tristezza che rimane perchè con Mirna e la cara Enza avrei dovuto esserci anche io. Ma non importa, guardiamo avanti, ci sono sempre i nostri cari libri che ci fanno compagnia…Io sto leggendo ora Il bastone di Virginia Woolf, romanzo breve di un francese sugli ultimi giorni di vita di questa straordinaria scrittrice… Molto intenso… Un abbraccio a tutti e buone vacanze ….

  4. @ Cinzia- Come vorrei, cara cinzia, che uscisse un altro romanzo della elizabeth strout! I suoi tre romanzi mi sono piaciuti moltissimo, Resta con me mi commuove – ogni volta che ci penso- nel senso che mi commuove Tayler, il suo sconvolgimento dell’anima, la sua forza -fragile : Lui piange, e tutti , in quelle lacrime di resa incondizionata, di ammissione della propria debolezza, tutti si sentono di nuovo vivi, capaci di sentimenti, di accettarsi e di accettare, tutti provano la grande esperienza della comprensione, della com-passione. E’ un momento che non dimenticherò.
    @Mirna – Enza – Renata : avete finito di gozzovigliare in quel luogo incantato? Ma si fa così?

    Un saluto affettuosissimo a Miki, Stefania e Raffaella!
    Mi chiedo se per il giorno che andrò a mantova (per Scibona, naturalmente) il 9 sett. Mirna forse …..

  5. Finiti i giorni liguri e tornata alla quotidianità finalmente leggo il commento dell’ennesimo libro letto dalla mia instancabile ospite. Romanzo sicuramente perfetto da leggere in questa estate, finalmente tale, contenendo, mi sembra di capire, avventura, amore, insomma vita.

    E vita è stata il breve soggiorno in Liguria nel vecchio borgo illuminato dal sole, da dove in un lampo si raggiunge il mare e l’atmosfera levantina di Chiavari, le arrampicate e colorate case di Camogli, l’angolo di paradiso di Renata, oltre alla sensazione di poter abbracciare tutto il Golfo del Tigullio. Ho così potuto conoscere di persona Renata, che, fra le altre cose, mi ha fatto conoscere altri sapori di Liguria attraverso i suoi panzotti con la salsa di noci e la focaccia al formaggio. Giorni fatti quindi anche di “gozzoviglie” come li chiama Camilla, ma anche ricchi di parole, di sorrisi, di promesse. C’è stata anche la cena di Ferragosto alla luce delle candele antizanzare con Mimilla prigioniera al contrario dei gatti selvatici che scorazzavano, approfittando dell’insperato banchetto ed infine l’ospitalità nella cantina di Walter, dove fra una fetta di salame genuino e una di pane casereccio si è parlato ancora e ancora anche con Grazia di libri, di viaggi, di tradizioni.

  6. Mi riaffaccio al blog innanzitutto per mandare un caro saluto a Enza, persona allegra e gentile che ho conosciuto durante il suo soggiorno a Borzonasca, e per commentare il libro di Maria Duenas che Mirna mi ha prestato.
    La notte ha cambiato colore (a proposito: non ho capito il titolo e quale attinenza ha con la storia, penso sia mal tradotto dallo spagnolo) è uno di quei libri che si legge bene, avvincente e scorrevole, un libro che ti fa fare le ore piccole perché non sai come fare a smettere.
    Come scrivi tu, Mirna, è un feuilleton, e quindi la protagonista, umile sarta dei quartieri popolari, non può non trovarsi coinvolta in tali e tante vicende da risultare quasi inverosimile, del resto, come si fa con tutte le eroine da romanzo, l’autrice calca la mano e concentra in una vita sola fatti di molte vite.
    I fatti storici, interessanti, sono spesso raccontati in modo prolisso e devo confessare di averli letti in qualche punto velocemente, “in diagonale”, come dice una mia amica.
    I protagonisti storici mi hanno incuriosita e sono andata a cercare le loro fotografie, Rosalinda Fox è come me l’ero immaginata; più scialbo di come è descritto risulta il ministro Beigbeder; molto più interessante ed affascinante, a giudicare dalle foto, il ministro degli interni Serrano.
    Il lettore però, meglio, la lettrice, non riesce ad immedesimarsi in Sira, che racconta in prima persona (forse perché ha un brutto nome, deve essersene accorta anche l’autrice perché ad un certo punto glielo cambia); tuttavia si appassiona alle sue vicende, pensa che nemmeno in tre o quattro vite potrà neanche lontanamente affrontare avventure e traversie simili, spera, da buona sentimentale, nella ricomparsa di Marcus che si verifica a un centinaio di pagine dal finale, anche lui “spia”, proprio come nelle sue supposizioni.
    Tutto bene, fino a pagina 638. A pagina 639 inizia EPILOGO.
    Secondo me l’autrice rovina tutto, con “epilogo”, non capisco perché lo ha scritto, visto che non sa come chiudere le storie dei vari personaggi e ci offre due o tre possibilità, ci fa scegliere e ci delude, molto.
    Consiglio: libro avvincente, da leggere, ma solo fino a pagina 638.