LA VITA ACCANTO di Mariapia Veladiano

pubblicato da: Mirna - 11 dicembre, 2011 @ 8:03 am

« LA VITA ACCANTO di Maria Pia Veladiano
Dicembre 11th, 2011 by Mirna Moretti

scansione0003Repetitio.

Val la pena, vi assicuro, riparlare del romanzo di Mariapia Veladiano.

Perchè qualche mattina  fa nell’aula del prof. Brugnara, all’Università della Terza Età, l’abbiamo incontrata.

Piacevolissima sorpresa conoscere questa giovane signora dai  lisci capelli chiari, dall’espressione attenta e trasparente ed apprendere come è nato il suo racconto.

Una storia profonda che io voglio rileggere. La forza di questo libro è che si presta a diversi livelli di fruizione da parte del lettore. Può bastare una lettura veloce per rimanerne appagati, ma una più intensa attenzione alle sue parole, ai suoi messaggi  apre dimensioni infinite.

Perchè si parla di persone, di amore, di accettazione.

Mariapia Veladiano ha ascoltato il mondo intorno a lei in special modo i giovani alunni ai quali insegna e che hanno talvolta  una visione distorta di  certi  Valori e tra questi la bellezza o meglio l’Omologazione a uno standard fisico implacabilmente trasmessoci dai mass media.  -Per sentirsi accettati, per non dover combattere troppo, per non sentirsi marginali.-

Partendo da alcuni versi di Saba in cui il poeta cerca di risanare la “ferita primaria” di bambino rifiutato, la scrittrice si ricollega alla sua protagonista Rebecca, bambina brutta,  che non riesce però ad essere risanata dal suo malessere  nè dalla madre psicologicamente disturbata nè dal padre che pecca di “omissione” di soccorso verso la figlia, – perchè come congelato dalla malattia della moglie-

Rebecca però non soccombe e la Veladiano ci spiega un termine da lei stessa  imparato durante l’analisi  del suo personaggio: resilienza che in metallurgia significa “ capacità di un materiale di resistere a sollecitazioni impulsive…” e in psicoanalisi ” capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, stress familiari…”

Tipico dei bambini “abbandonati”  il piegarsi ma non lo spezzarsi. E così è per Rebecca che si salva grazie allo “sguardo” di tante altre persone. Della maestra, di  Maddalena,  di Lucilla, della signora De Lellis .

Uno sguardo che va oltre la fisicità, uno sguardo che vede la bellezza interiore come quello di Dea che , cieca, “vede” la bellezza de “L’homme qui rit”.

Consiglio naturalmente di andare ad ascoltare Maria Pia Veladiano che grazie all’interessamento di Camilla ci parlerà de La vita accanto in Biblioteca , il 9 Gennaio prossimo.

L’abbiamo ascoltata affascinati mentre da teologa ci parlava della signora De Lellis, simbolo di “santità laica” che resiste al male vivendo attraverso la musica  e che per Rebecca diventa  un altro importante elemento salvifico.

E la sua scrittura? Ci ha spiegato dell’importanza della Parola che viene “consegnata” al lettore. Importanza della Parola, primo riconoscimento della Divinità.

Ed importanza del ritmo e del suono come a voler recuperare l’oralità dei nostri primi ascolti infantili.

Gli appunti presi da me ed Enza sono tanti:  ciò che questa luminosa scrittrice ci ha regalato è la sua visione del mondo imperniata sull’Ascolto  e sulla Conoscenza degli Altri, baluardo per non lasciarci impaurire dalla diversità.

 

Vi aspetto nella sala Rosa della Regione, mercoledì 14 dicembre, alle ore 11 per parlare di libri da “leggere e da regalare”..

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1 Responses to “LA VITA ACCANTO di Maria Pia Veladiano”

  1. camilla Says:
    Dicembre 8th, 2011 at 08:57 Che esperienza importante “incontrare” , ascoltare chi ha scritto un libro che ci ha lasciati ammirati e stupefatti per la sua bellezza. Una bellezza mai conclamata dall’autrice, che pure possiede grandi mezzi espressivi, ma appena sussurrata, per il lettore attento che ascolta e si fa cogliere da nuovi pensieri nei quali intravvede luci che , a intermittenza, illuminano ampie zone della sua mente (o cuore o anima)che erano buie e silenziose. Cara Mirna sono molto contenta che tu abbia potuto ascoltare questa voce sapiente, questa scrittrice preziosa. Spero di poterle fare anch’io una domanda che mi sollecita fin dalla prima lettura del bellissimo “La vita accanto”. E’ una domanda che , forse, mi darà risposte urgenti. e, in generale, penso che potersi avvicinare a uno scrittore vero, di cui abbiamo letto parole importanti, sia una occasione di entusiasmo che (a me è capitato un paio di volte) ci modifica, ci riempie di nuova ricchezza interiore.

 

 

 


 
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5 commenti
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  1. Eccomi finalmente nel nuovo blog/autori. Vorrei avere piu’ tempo per esplorarlo piu’ a fondo e capirne le sfumature, mentre gioisco del fatto che la sostanza sia pressoche’ invariata.
    Mi piacerebbe pero’ avere modo dalla Home di TrentoBlog di arrivare ai blog/autori di Mirna e Riccardo: mi pare invece che non sia immediato trovarli per qualcuno che non sappia gia’ della loro esistenza…
    Per intanto un apprezzamento per la continuazione di una finestra preziosa e in bocca al lupo a mamma per la presentazione di mercoledi’. Stefania

  2. Ecco, ho conosciuto Mirna Moretti. Sono una blogger, mi ha detto, e ho scritto di lei. E così sono qui, nel suo salotto di cultura e libertà. E la ringrazio per la lettura, coltissima, del libro, e per la simpatia. Ha letto, come splendidamente accade, molto più di quel che avessi voluto scrivere, e così ancora una volta la parola viene ricevuta, detta, affidata e persa per poi essere ritrovata diversa, piena della vita degli altri. Grazie!
    (ma il 9 gennaio non ho presentazioni… a che si riferisce, Mirna?)

  3. Che onore ed emozione. Ci ha scritto Mariapia Veladiano (v. il suo commento) della quale ho parlato anche stamani nella Sala Rosa della Regione. Grazie.
    Ma quand’è, cari Camilla e Riccardo, che la Veladiano verrà in Biblioteca? E’ già certo l’incontro? Ho sbagliato data?

  4. Che onore avere l’intervento di Mariapia Veladiano nel nostro blog, grazie!!!! Sono troppo curiosa riguaro la domanda che vorrebbe rivolgerle Camilla… Un saluto a tutti, ma con affetto speciale ad una futura splendida mamma, Miki, che ho ” letto” nel post precedente e che non sentivo da un pò.

  5. Avreste mai immaginato di poter avvicinare Mariapia Veladiano, naturalmente mi rivolgo a coloro che hanno letto LA VITA ACCANTO, e che ne sono usciti pieni di pensieri, quasi di piccole ansie, pieni di tenerezza per certi momenti vissuti dalla loro piccola Rebecca, il suo aspetto , di Rebecca intendo, da mostrare sempre come possibile provocazione, sempre causa di occhi inquieti, di sguardi sfuggenti, pieni di stolido stupore, imbarazzo, ripugnanza, persino rancore.E allora questa bambina è diventata nostra e siamo stati rasserenati , anche noi, dal suo talento musicale, dalla sua capacità di farsi amare da chi è capace di amare.
    Nessuna consolazione per la storia della madre -la difficile avventura che trasmuta una ragazza in una madre -, senza alcun riconoscimento di questa trasmutazione sbalorditiva per chi la subisce senza comprenderla. …Insomma chi può assicurare di comprendere cosa sia la metamorfosi tra una donna integra e una madre? Nella vita accanto l’assenza di un simile riconoscimento ha costretto la ragazza divenuta madre a rimanere pietrificata, ammutolita, disperata. Rebecca è stata riconosciuta, da Maddalena per prima,ha compreso di esistere, la madre non ha avuto nessun riconoscimento e non poteva fare altro che sparire da se stessa. Per me conoscere Mariapia Veladiano è un vero sballo, il miglio regalo di santa Lucia , inimmaginabile!.