I SOGNI NON HANNO SCADENZA di Alfredo Nepi

pubblicato da: Mirna - 8 dicembre, 2011 @ 7:23 pm

Immergetevi nella campagna toscana tra i colori caldi dell’autunno e abbandonatevi alla speranza che possa succedere qualcosa di nuovo.

I sogni, infatti, non hanno scadenza, ci assicura Alfredo Nepi raccontandoci la storia di “un uomo e una donna”  che si innamorano al di fuori del loro rispettivo matrimonio arido e noioso. Un cinquantenne, Jacopo, e una trentacinquenne, Giulia,  entrambi disillusi e stanchi di una vita che non regala più sogni vengono sollecitati da un  loro  incontro inaspettato a reagire al ripiegamento su se stessi, a quel facile incolpare gli altri della propria infelicità e a guardare con spietatezza dentro il proprio vissuto.

Giulia e Jacopo si fanno coraggio a vicenda e scoprono nuove emozioni fiorite su profonde necessità del cuore e su intense affinità. Come riflette Jacopo “Forse ci si innamora di chi colma i vuoti dell’anima”

Alfredo Nepi è abile nello scandagliare con sincerità  i recessi della sensibilità sia maschile che femminile.

 “Purtroppo bisogna vivere la vita che vogliono gli altri, anzichè quella che vorresti tu.” Jacopo vorrebbe disfarsi della maschera con la quale ha vissuto per tanti anni, ma il percorso per raggiungere una più ampia  consapevolezza è sempre ardua.

Ci sono minuziose descrizioni fisiche dei personaggi e dei loro atteggiamenti  e questi diventano quasi  degli stereotipi che si  possono incontrare  in ogni  paesino dell’Italia : l’amico donnaiolo, quello che funge da “grillo parlante”,  l’anziana maestra  zitella che spettegola,  l’amica comprensiva e pratica.

E poi c’è la figura dolente della moglie che invecchia e che non suscita più emozioni nel marito.

 La vita ripropone spesso lo stesso soggetto: desiderio d’amore, “innamoramento” delle emozioni d’amore, voglia di fuggire dalla monotonia e consuetudine che non si riesce a trasformare in un sicuro e tenero abbraccio, ma che invece sembra toglierci il respiro.

Forse, ci suggerisce l’autore, l’Amore viene confuso con il desiderio di Libertà ?

“I sogni non hanno scadenza”

tg book

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6 commenti
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  1. Che bella la veste del nuovo blog… che è poi una prosecuzione del nostro caro Un libro al giorno…
    Il titolo di questo libro lo trovo bellissimo…Credo lo cercherò in biblioteca… E che belle le foto della nostra Mirna, donna fantastica , elegante ed aggraziata…
    Un abbraccio a tutti
    Raf

  2. Campagna toscana? Ecco la mia!

    La luce accecante
    sprigiona profumo di terra
    da zolle rimosse ne’ campi.
    Le pietre a contorno son ricche
    di more spinose e di fichi:
    in siepi sinuose costeggiano il bianco tratturo
    che porta ad antico podere.
    Ascolti cicale.
    Sull’aia
    un popolo gaio rincorre il mangime.
    All’ombra d’un fitto pagliaio sonnecchiano cani.
    C’è acqua nel pozzo
    e lunga catena stridente vi cala una brocca di rame.
    Profumano i pani appena sfornati
    e ‘l fuoco rallegra la propria fascina.
    Un fiasco di vino sul desco richiuso con foglie seccate.
    Nell’aria le mosche.
    La stalla è vicina: giumente imponenti frantuman pannocchie,
    corone regali sovrastano candidi corpi giganti
    e gran carri stanchi riposan le ruote dal duro lavoro.
    Filari frequenti ed ulivi perforan la coltre del grano.
    Colori:
    la terra di Siena
    il giallo del sole
    il verde d’olivo.
    Prezioso convivio, colture scomparse,
    memorie scolpite per sempre da tratti d’amore

    Riccardo Lucatti

  3. DA GRAZIA da Borzonasca
    L’ultimo libro che sto leggendo l’ho scelto con il metodo “pesco a caso sul fondo di una delle pile e vedo cosa viene fuori”, mi è capitato in mano un libro che non ricordavo di avere, un Mark Cirino “L’amore inutile”, opera prima del 1997, uscito in edizione TEA nel 2001 (stazionava da un po’ nella sua pila), mi ha subito conquistata, è bello e frizzante e ha molto ritmo ed è molto americano. Il protagonista è un ventenne in crisi.

    Scelta felice, anche se casuale, l’attuale lettura doveva seguire e sovrapporsi alla precedente, come sai è il mio momento critico di lettrice, tanto più che la lettura “precedente” era del tutto particolare e mi ci è voluto qualche giorno per sedimentarla, insomma, ho letto “Villetta con piscina” di Koch. Roba forte, come “La cena”, ma leggerlo vale la pena e tiene avvinti dalla prima all’ultima riga. Sicuramente è un libro molto ben scritto, e Koch un bravo scrittore, anche se per stomaci forti.

    Forse perché avendo già letto il romanzo precedente mi aspettavo il cinismo, l’analisi spietata dei comportamenti e la loro degenerazione, sono riuscita a procedere e, anche, ad apprezzare. Sicuramente ho apprezzato il racconto, certo non ne condivido l’etica. Ricordi? Nella riflessione con Camilla su “La cena” era già emerso l’aspetto “morale” e se è ancora utilizzabile come criterio di giudizio. Lo scrittore è molto abile nel condurre chi legge su temi etici mentre descrive con la minuzia di un vivisezionatore (si dice?) i comportamenti e i pensieri dei personaggi, soprattutto dell’io narrante. A un certo punto una specie di deus ex machina nella storia dice ai suoi studenti:

    “Voglio solo fare in modo che pensiate con la vostra testa prima di aderire ai codici morali del vostro tempo considerandoli gli unici corretti”.

    Nella ricca Olanda di oggi, il protagonista del libro è un medico di famiglia considerato bravo dai suoi pazienti, fa finta di ascoltarli per venti minuti a testa e li visita con profondo schifo. Leggendo questa prima parte mi è tornato in mente lo schifo che provocava nel protagonista il mignolo del maitre di “La cena” mentre indicava i costosissimi piatti e, magnificandone le caratteristiche, arrivava sfiorarli con l’unghia…

    Anche in questo romanzo la famiglia del protagonista è al centro del racconto, le relazioni di questa con gli altri personaggi, con un’altra famiglia, sono basati sulla menzogna e sull’ipocrisia. Le famiglie sono belle e ricche e sembrano felici, in realtà sono marce; il dramma che scoppia in seguito ad uno stupro, fa scattare l’istinto primordiale della difesa del clan.

    Un professore universitario, cacciato dal mondo accademico per le sue idee, sembra dettare la linea del pensiero che regola le azioni del protagonista, che a lui si ispira e che lo aiuterà a cavarsela: “Occhio per occhio, dente per dente, è un concetto molto più vicino alla natura umana di quanto siamo disposti ad ammettere”.

    È Marc, il protagonista, a narrare in un lungo flashback le sue ragioni, ma il cinismo avvolge tutto e ogni azione sembra rivolta a soddisfare solo gli interessi personali.

    Dal racconto della vacanza estiva emergono i rapporti tra i vari personaggi, alla fine non se ne salva nessuno, nessuno è davvero innocente, nemmeno le vittime.

    Noi, le nostre ricche società, siamo davvero così? Stiamo diventando così? È questa la realtà? Koch anche in questo romanzo, a muso duro, sembra dire di sì.

    Mi fermo qui, ho scritto troppo, ho letto anche il nuovo libro di Bennet ma te ne parlerò un’altra volta.

  4. Carissima Mirna, prima della fine dell’anno ecco la tua ridente finestra, col tuo ritratto beneaugurante. Sono proprio contenta di poterti persino vedere, sorridente e carina, anche oggi, domani e ancora per tanti giorni . Insomma una figura amica che ci racconta le sue letture, le sue impressioni e ci ascolta è davvero una cosa bella. Per me , da quando ci sei tu, le giornate cominciano quasi sempre , con uno spicchietto di luce extra. e grazie.
    Ho letto , condividendo, le impressioni di Grazia sul secondo romanzo di Koch : io, cara Grazia, ho troppo poco tempo per leggere tutto quello che vorrei, mi sono già saziata da parte di koch con la sua cena a base di un cinismo che non digerisco.
    Ieri sera, mentre preparavo dei dolci per Natale, sentivo la radio tre e ho vagamente percepito che due giovani scrittrici italiane (ma non ho capito bene chi fossero) hanno fatto uno studio comparativo tra due grandi scrittrici e grandi donne del ‘900 : Elsa Morante e Mercé Rodoreda. Di Elsa Morante tutti ricordano i capolavori ( Aracoeli, La Storia, Menzogna e sortilegio, L’isola di Arturo e altri). Forse Marcé Rodoreda è meno conosciuta eppure la si dovrebbe conoscere, mi sembra , questa, una necessità. Per questo, cara Mirna, se non ti dispiace, nei prossimi giorni vi parlerò di Rodoreda, partendo dal suo primo , delicato e stupendo romanzo ALOMA, e poi VIA DELLE CAMELIE, fino a LA PIAZZA DEL DIAMANTE, sotto il cielo profumato di Barcellona.Ciaociao

  5. Bella Mirna dal sorriso lucente e così vivo, come di bambina.
    Mi tranquillizza l’idea che il filo delle letture ( io avida esploratrice delle vostre scelte) mantenga una solida continuità grazie ad un blog che c’apre al pensiero ed al sentimento umano, vario e complesso, attraverso la poesia della vita “scritta”. Grazie.
    Sto leggendo ad intervalli ed avidamente autori diversi. Della Rodoreda, Aloma mi appassiona col suo garbo, dignità e sua autonomia d’azione; una gioia grande, scoprirla, Camilla cara. Fred Vargas cattura la mia attenzione e mi tiene sospesa con i suoi romanzi dai rimandi a mondi passati ed intricati.
    Una ricchezza la vostra presenza sincera e capace di vivere attraverso il coraggio delle emozioni.
    Un abbraccio, miki.

  6. @miki – Le tue parole Miki , per quanto mi riguarda, immeritate,– queste parole :– “una ricchezza la vostra presenza sincera e capace di vivere attraverso il coraggio delle emozioni”– mi colmano di contentezza perchè mi danno tutto il senso di comunicare qualche pensiero e sentimento che prende vita dalla vita scritta.Stai leggendo la storia della piccola, coraggiosa, dignitosa Aloma, che cerca la sua vita guardando lontano, molto lontano e si prepara a viverla caricandosi sulle fragili spalle tutto il peso del mondo. Ma lo sente suo e solo suo quel futuro incerto e difficile, dove vive già nei suoi pensieri, luminosa e unica, la sua creatura.Le donne di Rodoreda son sempre un piccolo miracolo, di cui solo lei è capace. E, fuor di libro, niente è più vero e profondo del poter comunicare tra di noi attraverso la poesia della vita scritta. Un forte abbraccio. camilla