UNO CHALET TUTTO PER ME di Elizabeth von Arnim

pubblicato da: Mirna - 22 Febbraio, 2013 @ 7:58 am

Un romanzo ti porta in un’altra realtà, in un altro mondo lontano dal nostro quotidiano intrecciato alle vicende politiche, sociali e religiose di portata storica come la rinuncia del Papa.

Un buon racconto  aiuta a distaccarci per un po’ dal  coinvolgimento emotivo che possiamo provare per gli eventi esterni  o per gli accadimenti privati. Un bel libro ti allontana  e ti  sospende per un attimo dalla vita reale  per poi farti ritornare più ricco e pronto  a capire ciò che succede intorno e dentro di noi.

E questo romanzo di Elizabeth von Arnim ( edizioni Bollati Boringhieri) è un rifugio delizioso per risistemare pensieri e sensazioni.

Cosa c’è di meglio che rintanarsi  in uno chalet sul pendio di una montagna incantata per cercare di dimenticare sofferenze e ritrovare il gusto della vita?

Elizabeth nell’estate del 1919, dunque alla fine della guerra , ritorna  nel suo chalet svizzero per superare un periodo di grande depressione dovuta alla fine di un amore, alla perdita di tanti cari amici, al tentativo di scacciare dalla mente le brutture della guerra. In questo chalet  un tempo era stata felice, circondata da amici, per cui ora vorrebbe ritrovare quel filo di sorrisi e gioia perduti.

E’ accudita dagli Antoine, una coppia discreta ed efficiente, ma Elizabeth nei suoi primi giorni si sente preda di uno sconforto cosmico e trascorre le sue giornate sul prato davanti  la casa ammirando e “naufragando”   nel panorama mozzafiato.

 Scrive un diario che la aiuta a districare i suoi sentimenti e i suoi ricordi. La Natura la conforta, ma in modo diverso e  più completo di prima, quando era felice. Ora è più matura, meno superficiale e apprezza con  meraviglia e riconoscenza la Bellezza del Creato.

E poi un giorno, proprio mentre la solitudine comincia a i quietare  l’animo della giovane Elizabeth,  ecco  apparire due signore vestite di nero: due  educatissime  sorelle inglesi, vedove entrambe, che sono in cerca di frescura.  Elizabeth le ospita non solo per la notte, ma per due mesi.

E che meraviglia il loro rapporto dapprima molto reticente soprattutto da parte della più vecchia delle due signore, Mrs. Barnes che cerca di proteggere Dolly  la sorella più giovane dalla cattiveria del mondo … (Dolly vedova due volte di mariti tedeschi!!!)

E qui leggiamo considerazioni sulle confidenze, sulla riservatezza e sullo svelarsi invece come prova di più profonda amicizia. Sono d’accordo con l’io narrante:

Il fatto è che io non credo nello starsene sulle proprie. La vita è troppo breve per sprecarla facendo amicizia al rallentatore.”

Ma ci sono dei segreti da difendere per cui il non abbandonarsi all’amicizia è una strenua difesa .

Divertente la lettura di libri storici da parte di Mrs Barnes  per impedire a Dolly ed Elizabeth di confidarsi, spassose le gare d’altruismo, veri combats de génerosité.

Questo chalet diventa il teatro di tre vite che stanno per cambiare in meglio grazie all’amicizia che finalmente si instaura tra le tre donne  e all’arrivo dello zio decano di Elizabeth…

Libro da gustare in tutte le sue sfaccettature di riflessioni importanti e di avvenimenti interessanti.

Imparentata con la Mansfield , Elizabeth von Arnim (1866-1941) fu una protagonista letteraria dell’epoca che
l’Italia sta riscoprendo.
Ottenne dal marito il permesso di pubblicare la sua opera di esordio, a patto che rimanesse anonima: diventò subito un grande successo.
Tra i suoi amanti ci sono lo scrittore H.G. Wells, il filosofo Bertrand Russell, e Reeves, l’editore della rivista “Granta”, più giovane di lei di 26 anni.

Tra i suoi  numerosi romanzi “Un incantevole aprile”, “La storia di Christine” (v.archivio mio blog)

 

 

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5 commenti
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  1. […] Continua a leggere sul blog di Mirna Moretti > […]

  2. Da leggere sicuramente Misia Sert ammirata ed apprezzata da Proust, Renoir, Cocetau, Mallarmé e da un altro immancabile protagonista di quel tempo : Diaghilev.
    Adelphi poi è sempre una garanzia.
    Aspettiamo altri consigli di lettura.

  3. Misia Sert , forse, è un personaggio più adatto a coloro che hanno vissuto, letterariamente s’intende, quel periodo d’oro della cultura europea. Forse per una giovane donna come Raffaella Misia non è tanto interessante. Era una Ninfa Egeria,ha conosciuto tutto il gran mondo dell’arte, dalla danza alla pittura alla lettteratura., eccetera,ma non ha mai fatto nulla di suo. Si dice che Proust si ispirasse a Misia per descrivere la sua detestabile Madame Verdurin. Forse di Misia, persone della tua età cara Raffa, possono anche sorridere.

  4. Che peccato sarebbe, non trovi Camilla, fare da tutore nella scelta delle letture di giovani donne (ormai grandi però !)…? Per me tuffarmi in quell’epoca è sempre stata un piacere intellettuale e di grande curiosità…e poi incontrare Renoir, Mallarmè, ecc. In fondo l’ arte di Misia Sert è stata… la sua vita….discutibile ma sicuramente non banale!

  5. Talvolta si entra in una libreria a colpo sicuro; altre volte si entra per guardare, annusare, scovare un libro per noi o da regalare. Ma un blog che fornisce informazioni dettagliate e anche sensazioni di libri letti, è una gran bella alternativa a queste visite “incerte”. Grazie Mirna!!!
    Francesca