QUATTRINI IN BANCA di P.G.Wodehouse

pubblicato da: admin - 20 marzo, 2010 @ 6:33 pm

DSCF0192scansione0021Ogni volta che mi affaccio alla finestra e vedo quelle dirimpetto aperte,  ripenso all’inizio di un esilarante romanzo di Wodehouse, quando Jeff, il personaggio principale, non sapendo dove nascondere alcuni disgustosi dolcetti appena portatigli dalla governante, decide di liberarsene. Ma come? Di fronte a lui, allo stesso piano ci sono alcuni uffici. E uno è  vuoto: ne può vedere l’interno. Evidentemente Chimp Twist,  l’investigatore privato che lo occupa, è  stato chiamato altrove.  Jeff è uno scrittore e  perciò  è abituato a valutare e risolvere circostanze scomode. Pensa che Twist  al ritorno potrà  trovare, quasi con gratitudine, una discreta provvista di pasticcini croccanti. “Con una precisione di tiro che faceva fede del suo occhio sicuro e della fermezza della  sua mano, egli principiò a traferire il contenuto del piatto al di là del cortile.”

Naturalmente la storia prosegue in un crescendo di situazioni comiche e di malintesi irresistibili. Intanto l’investigatore, un ambiguo personaggio, è chinato sotto la scrivania per cercare qualcosa e quando si sente arrivare addosso proiettili, anche se dolci,  (uno persino in mezzo agli occhi) si nasconde repentinamente nell’armadio. Jeff  lo scorge, perciò decide di andarsi a scusare, ma ovviamente non trova nessuno nella stanza. E proprio in quel momento arriva la bellissima Anna per assumere l’ investigatore privato … e Jeff, innamoratosene all’istante, decide di prendere il posto di Chimp Twist.  La segue quindi nella bellissima magione di campagna dove dovrà cercare i gioielli nascosti da qualche parte dallo smemorato zio  di Anna, Lord Uffenham il quale, per mantenersi , ha dovuto affittare la sua casa e lavorarvi come maggiordomo.

Se sei saggio ridi” è stampato sui libri di Wodehouse un po’ più recenti di questo. Soltanto ricordare e sfogliare questo libretto ormai a pezzi mi  fa sorridere e mi toglie la malinconia.

Mi sembra di vedere la campagna inglese nel suo massimo fulgore di prima estate e questi personaggi che agiscono in una buffa commedia dei malintesi senza drammatizzare nulla. L’amena caccia al tesoro comincia dal finto investigatore, da quello vero nel frattempo ingaggiato da una coppia di ladruncoli, mentre per la magione si aggira l’ inquilina , l’autoritaria  signora Cork, che dirige  una bizzarra colonia di seguaci delle dotttrine  Ugubu, praticanti  il vegetarianesimo  e  le danze tribali.

Un’altra scena che mi torna spesso in mente riguarda il  nipote della signora Cork,  che pur avendo il divieto assoluto di mangiare carne, passeggia canticchiando per i sentieri della country per arrivare nel pub del villaggio e divorare un gustosissimo pork-pie. Oltre a sorridere mi sento anche l’acquolina in bocca al pensiero di un saporito pasticcio di maiale.

Naturalmente tutto finirà bene.

Chissà se questo romanzo è ancora rintracciabile. (Titolo originale “Money in the bank” ). Vi assicuro  che è irresistibile.

Naturalmente, da lettrice onnivora quale sono, ho letto anche tutti gli altri romanzi di questo straordinario autore. Fra l’altro fanno bene alla salute: i medici consigliano di ridere almeno 12 minuti  al giorno. Riusciamo a farlo?

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6 commenti
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  1. Mirna non finisce mai di stupirmi, e sempre in crescendo di valori! Questa volta il valore è la simpatia. Sì, perchè quando ero adolescente i libri umoristici presenti in casa mia erano proprio quelli di Woodehouse! Il gemellaggio non è acqua fresca… Allora: mio padre, compìto e talora molto severo funzionario del ministero delle finanze (con mansioni ispettive!) a sua volta fin da ragazzo leggeva Woodehouse. Ricordo le edizioni che risalivano ai suoi acquisti di gioventù, ormai semisfasciate, che circolavano e venivano letteralmente divorate dalla sottoscritta e da mio fratello, lettor assai più accanito e poliedrico di me. E poi, a tavola o durante i viaggi in macchina, il nostro rievocare e raccontare episodi particolarmente gustosi… il maggiordomo Jeeves (si scrive così?)… Ora da molti anni non leggo più Woodehouse, ma il ricordo che ne ho è di tanto tanto buon sangue, tanto sano buon umore! Vero, verissimo: io -da ottimista inguaribile quale sono- aderisco pienamente alla visione del mondo per cui ridere fa bene ed è anche segno di saggezza. L’umorismo di W. poi è talmente fine, raffinato, signorile, che può far dire con orgoglio a chi lo gusta qualcosa come “Io mi diverto pazzamente, mi faccio delle risate da fine del mondo senza un minimo, ma proprio neanche un minimo, di volgarità e/o cattivo gusto”. Il che per me è il massimo. Ricercherò i libri di Woodehouse. W Woodehouse e W Mirna!

  2. Credo di non aver letto nulla di questo autore, anche se naturalmente ne ho sentito parlare e mi pare che forse dai suoi libri sia stata tratta qualche versione teatrale o cinematografica, ma non in Italia.
    Comunque sono d’accordo sul potere terapeutico della risata e ridere per 12 minuti al giorno forse non è impossibile se decidiamo di avere una visione ottimistica della vita. Ieri sono andata al cinema a vedere “Happy family” e devo dire che questo film mi ha dato l’opportunità di poter mettere in atto questo sano principio, non ho contato però minuti…

  3. I really like when people are expressing their opinion and thought. So I like the way you are writing

  4. ho letto qualche lbro di wodehouse, alcuni appartenuti al nonno, alcuni comprati da me (l’ultimo è ‘colpo di fulime alle terme’), e lo ho sempre adorato. è raffinato nel suo umorismo, e trovo che nella soluzione dei più ingarbugliati ed improbabili pasticci in cui si cacciano i suoi ‘eroi’ ci sia anche un po’ un invito a non prenderci mai troppo sul serio.

  5. As a small businessperson, you have no greater leverage than the truth. – John Greenleaf Whittier

  6. Aw, this was a very nice post. In idea I would like to put in writing like this moreover – taking time and precise effort to make a very good article… however what can I say… I procrastinate alot and in no way appear to get one thing done.