EMMA, e la conquista del buon senso

pubblicato da: admin - 25 marzo, 2010 @ 9:45 pm

fotocamera 002scansione0026Il filo conduttore di questo blog è l’intrecciarsi dei miei pensieri giornalieri con la letteratura. Ogni libro di cui parlo è legato intimamente al mio sentire quotidiano. Perchè oggi Jane Austen? Perchè avevo bisogno di una “boccata” di equilibrio, saggezza, buon senso ed ottimismo. Ieri sera ho cominciato a leggere per curiosità lo scritto di Norah Vincent “Nei panni di un uomo” preso in biblioteca, pensando mi sarebbe  interessato conoscere che  cosa aveva scoperto la scrittrice travestendosi da uomo e frequentando per 18 mesi luoghi prettamente maschili. Ma dopo “essere stata con lei” al bowling, in locali di lapdance…mi sono stancata. E l’interesse di scoprire i segreti maschili è scemato. Sappiamo che uomini e donne sono diversi, meno male, ma ogni individuo è diverso e lo si può conoscere solo dialogando a tu per tu. Che cosa c’è di più intrigante che scoprire lentamente come sono fatti gli altri?

Per farla breve, più tardi riporterò il libro in biblioteca e continuerò invece a sfogliare “Emma” l’ultimo romanzo scritto di Jane Austen, che io lessi a 21 anni. Allora avevo la vista buona, ora faccio fatica a ripercorrere i caratteri piccolissimi di questa edizione  “Garzanti per tutti.” (Prezzo: Lire 350).

Pubblicato nel 1816 è un’opera in un certo senso perfetta nella quale al fresco entusiasmo di “Pride and Prejudice” (- ah,   proposito, proprio l’altra sera ne ho rivisto per l’ennesima volta la versione cinematografica …l’ultima scena da brividi di emozione…il signor Darcy  che nell’ alba velata di nebbia avanza a grandi passi con il mantello svolazzante verso la deliziosa Elizabeth. ..-) Jane prosegue in una acutezza della maturità a scandagliare gli animi umani.  Questo per sottolineare che anche attraverso una scrittrice vissuta  200 anni fa si possono capire uomini e donne nella loro peculiare differenza.

Emma è un ritratto femminile realistico proprio per le  sue virtù e i suoi difetti.  Ha il vizio di volere plasmare il destino degli altri, pensando di capire i loro desideri, ma è anche una persona generosa, riflessiva, portata al dialogo costruttivo. C’è molto di Jane in Emma, non solo  accomunate dalla vita tranquilla ed agiata, ma soprattutto dello stesso occhio indagatore sulla realtà umana e sociale. Entrambe vivono nella campagna inglese e frequentano la nobiltà terriera.

Il salotto per Jane Austen diventa la palestra delle sue osservazioni; inizia a scrivere su un angolo del tavolo descrivendo con bonaria ironia, senza moralismo, il comportamento e le vicissitudini delle persone a lei vicino. Al centro dei suoi romanzi c’è il buon senso come direttiva del vivere umano ed anche il suo linguaggio è sempre filtrato dalla ragione.

 Emma, eroina moderna che pensa di poter far a meno del matrimonio, lentamente cresce e si rende conto che può accettare anche la vita a due,  e dopo aver smussato il suo  carattere troppo prudente si abbandona a un più “romantico” arricchimento di spunti e modi d’essere sposando il saggio Mr. Knithley.

In questi giorni ho bisogno di serenità, equilibrio e dello sguardo realisticamente fiducioso di Jane Austen. Libro amico, dunque, che conforta.

Lettura che gratifica. Oggi ho ricevuto il commento dalla stessa  Alessandra Cenni, autrice di “Cercando Emily Dickinson“. Ne sono onorata e felice. Cercatelo nel commento del post del 10 marzo.

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7 commenti
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  1. Anche a me è piaciuto ‘Emma’ (anche se il mio preferito della Austen sarà sempre ‘Ragione e sentimento’, il primo che ho letto): lo ho trovato divertente e moderno. Emma mi è piaciuta anche perché cambia idea, e sono le persone intelligenti che cambiano idea! Grande Jane. Ps concordo sui brividi che danno Mr Darcy e il suo mantello…

  2. Non sono una lettrice di Jane Austen, ma ne ho una qualche conoscenza indiretta connotata di simpatia perchè è un’autrice molto amata da mia figlia. Molte delle cose che dice Mirna, poi, mi inducono ad esprimere alcune considerazioni. In primis: è davvero bellissimo e importante scoprire lentamente come sono fatti gli altri, perchè è dal progressivo approfondimento della conoscenza che si arriva all’amicizia. Non è giusto, secondo me, usare con troppa disinvoltura il termine “amici”. Meglio dire “buoni conoscenti”. Condivido intensamente anche l’immagine del libro amico, che conforta. Ho confessato più volte di non essere una lettrice accanitissima, ma se un libro “mi prende”, allora è stupendo il cercare ogni momento buono per riaprirlo ed è stupendo anche il provare dispiacere nel dover interrompere la lettura quando incombenze varie urgono…
    Come non aver voglia adesso di leggere questo romanzo, tanto più che la mia mamma si chiama Emma?

  3. I romanzi di Jane Austen sono romanzi scritti da una donna per le donne. I film tratti dai romanzi sono da guardare in allegre (ma meglio dotarsi di Kleenex in qualche caso) serate fra amiche.
    Non credo di aver mai sentito di un uomo che ami Jane Austen. Le ambientazioni, la sua cura per il dettaglio, per l’introspezione e per il ritratto delle relazioni sociali, sono (e sono fiera di dirlo) tratti prettamente femminili. Gli eroi maschili inventati dalla Austen sono uomini creati da una donna per donne, personaggi romantici, maturi, solidi ma sensibili, tutto quello che noi vorremmo da un compagno ma che il piu’ delle volte riusciamo solo a proiettare sulla nostra dolce meta’. Eppure Jane Austen e’ un classico e le sue creazioni immortali – anche se lei era ancora lontana dalla woolfiana “stanza tutta per se'” e se era scesa ad importanti compromessi per poter esprimersi (primo fra tutto la rinuncia ad una famiglia).
    Mi viene in mente lo spassosissimo film “C’e’ posta per te” con Meg Ryan e Tom Hanks nei panni di rivali nel lavoro e quindi nemici nella vita ma confidenti in Internet. Non era “Pride & Prejudice” che lei porto’ nel bar con una rosa rossa al loro primo appuntamento? Per tutti coloro che amano le citazioni letterario/filmografiche e’ un binomio da considerare.
    E beh, la scena di Darcy nel suo mantello restera’ ovviamente nell’immaginario femminile per molto tempo a venire…Mi unisco a mamma e Valentina nel coro celebrativo!!!

  4. Ho anch’io la stessa versione di “Emma”, letto tanto tempo fa e molto apprezzato. Come la maggior parte delle donne amo le tematiche della Austen e ho anche letto “Orgoglio e Pregiudizio”, di cui ricordo volentieri la versione cinematografica del 1940 con Greer Garson nei panni di Elisabeth Bennet , con uno splendido Laurence Oliver nei panni di Darcy.
    Mi piace anche ricordare che “Il diario di Bridget Jones”, romanzo del 1995 della scrittrice britannica Helen Fielding, presenta numerose analogie con “Orgoglio e pregiudizio”. Il riferimento a Austen è esplicito; per esempio, nel cognome dei protagonisti maschili, e in particolare nella corrispondenza fra Mark Darcy (il vero amore di Bridget) e Fitzwilliam Darcy (il vero amore della Elizabeth Bennet di Austen).

  5. Q: What is the difference between a banjo and a chain saw? A: A chain saw has a dynamic range.

  6. Few women admit their age. Few men act theirs.

  7. I can not tell if the post is much like by many people or is bashed by some, but all I can tell is that I’m liking this post increasingly more every time I review or reread it. And that i can tell you I have again go through it a couple of times by now.