SHAKESPEARE, per la giornata mondiale del teatro

pubblicato da: admin - 27 marzo, 2010 @ 8:33 pm

scansione0015Oggi,  27 marzo, per la prima volta in Italia si celebra la giornata mondiale del teatro. Finalmente!  Il teatro che fin dall’antichità ha messo in scena  la nostra condizione umana e ci ha sollecitato a raggiungere una certa coscienza critica, è senz’altro un’espressione artistica immediata, di alto valore sociale. Drammi e commedie. La mia amica Maria Teresa, socia dell’Accademia delle Muse, potrebbe parlarci con competenza della storia del teatro, io accenno “soltanto” a  William Shakespeare che si potrebbe considerare il padre del teatro “moderno” in quanto  precursore nell’introspezione della nostra anima. Maria Teresa scrive che è  d’accordo “…per la straordinaria capacità di scolpire e scavare caratteri e casi umani con grande forza e nello stesso tempo costruire vicende anche complesse, intrecci talora moltepici, vivaci, brillanti…”. Di Shakespeare si ama proprio la sua arte umanissima, ricca, vivida piena di sfumature che va dalla delicatezza poetica alla godereccia sensualità della vita.

Nell’introduzione a questo volume della U.T.E.T.  si legge che Shakespeareper vastità di visione e profondità di risonanza umana” viene paragonato al nostro Dante. La sua opera è grandiosa: 154 sonetti, 38 testi teatrali suddivisi in tragedie, commedie e drammi storici. La forza e la modernità di quest’inglese, soprannominato “il Bardo di Stratford”, sta in una naturale capacità di immedesimarsi in ogni carattere ed immaginare tutto ciò che gli altri sono e che, potenzialmente,  potrebbero diventare.  Riesce con profonda empatia  ad insinuarsi nei pensieri e nei sentimenti dei suoi personaggi. Ecco perchè Re Lear, Otello, Lady Macbeth, Ofelia, Romeo,  Giuletta , Shylock, Amleto, Falstaff , Miranda, le comari di Windsor…sono diventati parte del nostro immaginario. Li sentiamo amici, li conosciamo, perchè sono, per taluni aspetti, come noi.

Egli riesce a spaziare  con facilità e naturalezza dalla freschezza o  schietta comicità delle commedie al dramma esistenziale filosofico delle tragedie. Per scrivere del suo teatro occorrerebbero giorni e giorni di lettura e studio. Questo volume racchiude tre lavori esemplari: una commedia, un dramma e l’ultimo suo lavoro prima della morte avvenuta nel 1612.

“Sogno di una notte di mezza estate ( “The midsummer Night’s Dream”) vista e gustata  a teatro da tutti noi , io credo: le nozze di Teseo e Ippolita, le scaramucce fra  Oberon e Titania nel bosco incantato frequentato da fate e geni, come l’indimenticabile Puck. E’ la sua commedia più caratteristica che racchiude lati comici, grotteschi, satirici e momenti di alta poesia  che si snodano tra prodigi e sogni. Nella fiaba già si preannuncia una trattazione filosofica che si coglierà infine  nella “Tempesta”. Qui si troveranno pacatezza e serenità, quasi un superiore distacco dalle tormentate inquietudini terrene. Io l’ho vista all’Auditorium l’anno scorso e l’ho apprezzata proprio nel conclusivo e sereno messaggio :”Oh, meraviglia! Com’è stupenda l’umanità! Oh, mondo nuovo e bello che contiene una tal gente”. Si racconta di Prospero, un saggio mago che riesce comandare a se stesso e a tutti gli elementi; si avvale dei suoi poteri sovrannaturali soltanto per far trionfare la giustizia e debellare le forze del male. E’ consolante pensare che Shakespeare, identificatosi con Prospero, avesse raggiunto nella maturità un calmo equilibrio .

Ma c’è anche lo Shakespeare delle tragedie, in primis per me quella eccezionale di “King Lear” che Verdi avrebbe tanto voluto musicare. In questo volume è racchiuso l’Amleto, una delle esperienze centrali della sua opera perchè imperniata sui rapporti dell’uomo con se stesso, con la vita ultraterrena, con la società terrena, con i genitori e amori, con gli amici , con la cultura, con la vita politica ed economica del suo tempo . Ecco la modernità e l’attualità:  qui ci sono i temi fondamentali dell’essere umano, i nostri tormenti  e soprattutto i nostri dubbi.

Da ricordare infine lo Shakespeare attore e azionista del Globe Theatre, una struttura in legno di forma esagonale, aperto in centro,  che poteva contenere 3000 persone, molte anche in piedi. Frequentatissimo.  Poi distrutto è stato ricostruito fedelmente, pochi anni fa, nello stesso luogo in riva al Tamigi.

Andare a teatro allora come oggi è emozionante, un dono che dovremmo farci più spesso.

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12 commenti
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  1. Grazie, Mirna! Quanto è vera la forza emozionante del teatro! Forza intensa e non certo unidirezionale. C’è il coinvolgimento di chi assiste, viene catturato e ne esce interiormente diverso, più sereno o più tormentato ma in ogni caso più ricco… C’è l’emozione grande e trasformatrice di chi interpreta ed è per questo che sempre più si fa teatro nella scuola e nelle strutture che aiutano giovani e meno giovani con problemi. E’ un’esperienza che tutti dovrebbero provare, per stare meglio e anche per imparare ad andare a teatro, perchè fare teatro lo fa amare.
    Il teatro è proprio simpatico: ha avuto origine da feste popolari, da manifestazioni allegre, gaudenti ed anche trasgressive e pian piano ha raggiunto cime elevatissime, veicolando pensieri profondi. W il teatro!

  2. Tra le grandi tragedie shakespeariane è in assoluto Re Lear la mia preferita. La scena di King Lear in mezzo alla tempesta vale la pena di essere citata…
    « Soffiate, venti, da scoppiarvi le gote, infuriate, soffiate!
    Turbini e cateratte del cielo, diluviate,
    Ad affogare i galli giravento in cima ai campanili.
    E voi, sulfurei lampi, rapidi più del pensiero,
    precursori del fulmine schiantaroveri,
    Strinatemi questa testa canuta. Tu, tuono scotitore del mondo,
    Spianala d’un colpo al suolo questa compatta sfera del globo,
    Rompi gli stampi di natura;
    Disperdi tutto e tutti insieme ai germi onde si genera,
    Mostro d’ingratitudine, l’uomo »
    Un immaginario così vivido… difficile trovarlo in altri drammaturghi

  3. Shakespeare non è solo un tragediografo ed un commediografo ….
    è soprattutto un poeta (dal greco poieo, faccio, creo) e un pensatore modernissimo. Mi piace ricordare un breve passo dell’Orazione di Marc’Antonio ai funerali di Cesare: “Il male che gli uomini fanno vive dopo di loro: il bene è spesso sotterrato con le loro ossa”.

    E poi. l’ironia … Cesare ambizioso? ma se ha rifiutato due volte la corona imperiale! Ma Bruto dice che era ambizioso, e Bruto è un uomo d’onore …

    Anche oggi, dopo tanti anni, stiamo attenti a non credere così, tout court, a ciò che dicono gli “uomini d’onore” …

  4. Ho cominciato ad amare il teatro attraverso la lettura del testo “Romeo e Giulietta” di Shakespeare. Mi incantava la storia di amore assoluto e, di volta in volta, tutta la gamma delle parole che esprimevano i sentimenti che ruotano attorno all’argomento. Sono poi diventata una spettatrice.
    Del teatro apprezzo la possibilità di interpretazione di un testo da parte sia del regista che degli attori. In questo modo tutto è in continuo cambiamento e anche lo spettatore è invitato ad essere esso stesso partecipe della vicenda.
    Uno spettacolo originale, in quanto gli attori erano marionette, a cui ho assistito tanto tempo fa, mi pare ad una Biennale Teatro a Venezia, è stato “La tempesta” di Shakespeare, realizzato con la voce originale di Eduardo De Filippo.

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