IO, TINTA DI ARIA di Nadia Ioriatti, ed. Curcu & Genovese

pubblicato da: Mirna - 16 gennaio, 2015 @ 9:22 am

cop[1] (2)Ho già incontrato Nadia Ioriatti un mese fa al Cafè de la Paix. Impressione forte ed  emozionante nel conoscere una donna  sì, tinta di aria, ma con una struttura razionale,  talvolta ironica e  con una sorta di corazza intessuta della sua bellezza e del suo coraggio.

I suoi racconti, come già ci aveva illustrato benissimo Maria Teresa Lucatti sono avvincenti, intriganti come possono Incontro con Nadia Ioriatti 9.12.14 022essere gli  squarci di  una vita vissuta con lucida introspezione  e con lampi epifanici  di poesia.

Nodo centrale è sicuramente l’arrivo della malattia che lei sa inglobare, combattere , accettare?

Leggendo il suo raccontino “Adolescente” ho provato un brivido.

Qui si parla di spazio, di spazio che le manca. E’ costretta a dormire nel soggiorno per lasciare la camera da letto ai due fratelli maschi. Che cosa prova Nadia adolescente?

Occupo lo stesso spazio del servizio buono da tè. Mi sento insignificante e nel posto sbagliato. Dentro e fuori” scrive. Ad un certo punto  le viene messa  accanto, a poco più di un metro dove dorme, anche la gabbia dei canarini  i quali  appena inizia il giorno si mettono a cantare. Ma non hanno colpa, è la loro natura.  “E poi siamo simili: indifesi e in gabbia”

Ed è leggendo queste frasi che ho provato una grande emozione: Nadia sembra essere tornata in gabbia, in una beffarda coazione a ripetere- o meglio sembra aver ripreso quell’angolo nascosto in cui voleva a suo tempo rincantucciarsi per sentirsi finalmente libera.

Vedendo la Nadia di oggi, scrittrice,madre di due figli, indipendente non si può che apprezzare il suo coraggio, la su autoironia, ma soprattutto il suo realistico ottimismo;  è in fondo la figlia di un sopravvissuto a Mathausen e di una donna dalla ferrea volontà.

E poi incontro  “Notte di mezza estate” quando Nadia sola nel suo letto, assalita improvvisamente dal panico,  chiama il medico. E nell’attesa si estrania dentro di sè, immaginando prìncipi che vengono a salvare la principessa inerme, creando amori impossibili…e poi rassicurata si abbandona alla bellezza dell’alba….foriera di un sole novello. “Sì “conserva dentro di sè un cielo azzuro e sano”

Ciò che mi stupisce che in un libretto di 111 pagine sia condensata una vita. Ogni parola ha significato, come Rotelle, il suo vagolare con la carrozzina,  che Nadia senza retorica e con autoironia  ci racconta.

Ma non è solo della sua malattia che si parla perchè il suo sguardo va da un contesto sociale trentino di un determinato quartiere e di una certa epoca, ai conflitti generazionali, al matrimonio, insomma alla vita in generale. Uno sguardo acuto reso più acuto  sicuramente da questa impegnativa avventura che sta vivendo.

Sono certa che avrà tantissimo da raccontarci ancora, è troppo ricco il suo percorso culturale , troppo “tinta d’aria” la sua immaginazione.

Vi aspettiamo dunque lunedì 19 gennaio alle ore 17.00, al Cafè de la Paix

 

 

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3 commenti
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  1. “Tinta d’aria” rimanda, mentre lo pronuncio ad alta voc,e al cielo sopra di me e ai suoi mutevoli colori in questa stagione. Leggo dell’autrice gli articoli su “Questotrentino” e mi appassiono, volgendo lo sguardo dalla superficie in profondità autentiche. Bello.
    Grazie,

    Miki

  2. Comprerò sicuramente il libro di Nadia Ioriatti, un ‘anagramma splendido quello che dà il titolo ai suoi scritti. Non vivendo lontano da Trento , avrei potuto incontrare questa straordinaria donna che ci presenta Mirna ma il destino ha voluto altrimenti. per la seconda volta mi trovo con saraswathi ammalata, questa volta con 39 di febbre da venerdì. Non posso che dedicarmi alla lettura che è quella che mi dà consolazione nell’attesa dell’arrivo della primavera mite e soleggiata. Un abbraccio a tutti

  3. E’ stato bello, bellissimo, anche questo secondo incontro, cara Mirna. Proprio vero: quando si parla ed emergono rispondenze, affinità, comunanza di sentire tra persone che fino a poco tempo prima nemmeno si conoscevano, ci si trova bene, si entra in uno stato di benessere e non si verrebbe più via!
    Il libro di Nadia è una miniera di cose belle e dette bene, con parole ed immagini che danno emozione al di là dei fatti narrati, già di per sè avvincenti. Una lettura senza emozione è solo un ricevere notizie, informazioni. Ma quella che regala emozione non si dimentica e, anche se la memoria fa cilecca, lascia dentro un richiamo che attira a rileggere.
    Questo è un libro che si legge e si rilegge volentieri. Grazie, Nadia!