Riscoprire Ionesco e il Teatro dell’Assurdo

pubblicato da: Mirna - 5 dicembre, 2015 @ 6:12 pm

In questi tempi assurdi, incontrollabili, deflagranti possiamo aggrapparci alla Cultura  e ripercorrere  gli   scritti degli antesignani di questa situazione che dicembre15 004dicembre15 001ci sembra incontrollabile. Aggrappiamoci dunque anche  all’Arte come conforto e “occhio premonitore” . “Il senso dell’assurdo” già scriveva Sartre nel 1942 – tempo di guerra feroce – ” è il divorzio fra uomo e la sua vita

Samuel Beckett a Eugéne Ionesco negli anni Cinquanta aggrediscono il “vuoto” del linguaggio comune mettendo in scena pièces teatrali fatte di parole limitate dalla paura della retorica verbale. E sottolineando l’assurdità della condizione  umana  “attirata dal gorgo del nulla”.

dicembre15 002Il rumeno Ionesco ci regala così opere deliranti ed esilaranti e un po’ agghiaccianti  che ci fanno però riflettere sui triti luoghi comuni, su ciò che può essere e non essere. La realtà che si spezza in non-sense.

E’ ciò che  ieri ci ha spiegato chiaramente  Antonia Dalpiaz  all’Associazione Culturale  Rosmini.

Interessante incontro che si amplierà il 18 dicembre, nella stessa sede, sempre alle ore 17.00.

Letture da La cantatrice calva, e da Delirio a due. interpretati magistralmente dai nostri Alfonso Masi, Ester D’Amato,  Mariabruna Fait, Beatrice Ricci, Vito Basiliana. Fiorenzo Pojer.

Riassunto:

In un interno borghese tipicamente inglese i coniugi Smith conversano scambiandosi una serie di constatazioni banali come quelle che ricorrono nei manuali per l’apprendimento di una lingua straniera

Godibilissimo.

Da non perdere il prossimo incontro con  La lezione

  • La Leçon. Questo “dramma comico”, così come Ionesco stesso ebbe a chiamare la sua opera in modo volontariamente paradossale, sorprese per l’illogicità e per i giochi sul linguaggio che la contraddistinguono: non vi si ritrova il funzionamento tradizionale dell’azione, non è condotta secondo una progressione calcolata, non comporta cambiamenti improvvisi, né nuovi sviluppi e non conduce a un epilogo coerente.
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