AMSTERDAM, e la stupidità umana

pubblicato da: admin - 10 Giugno, 2010 @ 6:15 pm

scansione0009L’autore è Ian McEwan famoso anche per “Espiazione” da cui è stato tratto un film di grande successo. Amsterdam ha vinto il Booker Prize nel 1998, anno della sua pubblicazione.  Dapprima non riuscivo a capire la scelta del titolo, ma ben presto tutto si è chiarito. Amsterdam  è il “palcoscenico ideale di una buffa e terribile resa dei conti”. Si vedrà come.

 Ian McEwan definisce  il suo libro “Un romanzo sull’ambizione, sul tradimento e sulla stupidità umana”. La vicenda inizia al funerale di Molly, una donna amata da molti, la cui morte crudele e umiliante suscita nei suoi amici ed ex-amanti sgomento, paura, panico. Ed è proprio la paura di perdere le facoltà mentali come è successo a Molly che farà stringere a Clive e Vernon un patto di mutua assistenza in caso di malattia fulminea e degenerativa. Entrambi pensano ad Amsterdam dove l’eutanasia è legale. L’incontro con la  morte di qualcuno a noi caro rallenta il fluire quotidiano e porta a meditare. Clive, compositore di successo, sta ultimando la Sinfonia per il terzo millennio ma è distratto da pensieri cupi. Ripensa al passato con Molly, donna  sensuale, vitale, anticonformista, sposatasi con George che è riuscita ad averla finalmente tutta per sè negli ultimi mesi di malattia quando lei non poteva più reagire o decidere qualcosa.

Lasciò il pianoforte e si versò del caffè…Molly ormai era cenere…Clive aveva deciso di lavorare tutta la notte per poi dormire all’ora di pranzo. Non c’era molto altro da fare. Si fa qualcosa, e si muore.”

McEwan descrive magnificamente con una struttura stilistica dei romanzi classici alcuni rappresentanti della generazione della passata età dell’oro, quella del Rock and Roll, quella degli ideali alla portata di tutti : Clive, Vernon ora direttore di un giornale che si trova in brutte acque , Julian Garmony ministro degli esteri accomunati dalla passata relazione con l’amatissima Molly. Ora siamo negli anni ’90 e ogni ideale sembra perso o inaridito.  Dopo il ’68 sono iniziate le delusioni , una sorta di spaesamento, un arido ripiegamento su di sè .  “Durante un momento di inconsueta tranquillità della mattinata, a Vernon Halliday capitò di pensare che forse non esisteva.”

Un’occasione ghiotta si presenta a Vernon quando George gli porta a vedere foto molto compromettenti di Garmony, foto scattate dalla trasgressiva Molly in momenti  sensualmente liberatori. Si può distruggere un uomo politico spregevole, odiato, attaccandolo? Vernon non ha dubbi morali. Lo vuole fare con gioia vendicativa. Ma tutto si ritorcerà contro di lui.

Clive  giudica negativamente l’ operato di Vernon, come mancanza totale di etica,  ma egli stesso non aiuterà una donna in pericolo per non distogliersi dalla sua ispirazione musicale, mentre passeggia ai Grandi Laghi.

Riflessioni pessimistiche o realistiche? A chi vogliamo raccontarla, sembra suggerire McEwan, che siamo buoni? Dalle disgrazie altrui  ci si rinvigorisce: quando Clive legge sul giornale che Vernon è stato costretto a dare le dimissioni dal giornale per l’affare Garmony, sembra rinascere dopo le fatiche lavorative, la vita gli sembra più bella, sente l’arrivo della primavera…sensazione che durerà poco perchè  la polizia gli chiederà  la testimonianza per l’aggressione di una donna ai Grandi Laghi. E’ Vernon che lo ha denunciato…

  Clive riesce comunque a raggiungere  Amsterdam per la presentazione della sua opera sinfonica. Vernon lo raggiungerà per riavvicinarsi in una sorta di rapporto, di odio, di complicità distruttiva … e il finale sarà grottesco, amaro, ironico.

McEwan, come un chirurgo dall’affilato bisturi, scava nelle pieghe più oscure, nelle inconfessabili debolezze dell’animo umano. Ambizione, egoismo, affermazione aggressiva di sè  rappresentano “il deserto morale di fine millennio”?

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  1. Che bello Mc Ewan… lo adoro…. Ho quasi tutti i suoi libri. Giardino di cemento , Chesil Beach ed Espiazione sono i miei preferiti. Ho letto anche Amsterdam anche se mi è piaciuto meno…In effetti, l’ironia amara è proprio la sua caratteristica. Non c’è mai il lieto fine.. La vita è osservata con distacco, nei suoi lati grotteschi e a volte quasi sconcertanti, come accade in Giardino di cemento. Espiazione poi è un vero capolavoro…L’ho letto in inglese e all’inizio la parte descrittiva ( 20 pagine per descrivere un padiglione….) mi ha bloccata… Poi la lettura mi ha preso e via….

  2. Anch’io sono del partito di McEwan, mi sembra uno degli ultimi (degni) romanzieri moderni. La sua capacita’ di tratteggiare vite e mondi con la penna e’ avvincente. Anch’io l’ho letto in inglese (Atonement e Chesil Beach) e Amsterdam in italiano. Atonement (Espiazione) resta un capolavoro e si puo’ ancora considerare un romanzo romantico se non fosse per le tecniche narrative. “Chesil Beach” mi ha incantato e rattristato (ovviamente) per il muro invalicabile all’interno di questa coppia. Amsterdam l’ho trovato magistrale e tecnicamente ineccepibile. Il tema e’ piu’ freddo, piu’ maschile (se vogliamo usare ancora queste distinzioni) ma c’e’ molto spazio all’introspezione, non fertile come in Woolf ma asciutta, quasi fastidiosa. E’ di un’attualita’ sconvolgente. Da leggere.