DI MADRE IN FIGLIA, di Lella Ravasi Bellocchio

pubblicato da: admin - 23 ottobre, 2010 @ 7:07 pm

scansione0010“Ogni donna contiene in sè la propria madre e la propria figlia” è l’affascinante intuizione di Jung.

 Non spaventi il sottotitolo “Storia di un’analisi“perchè in realtà accanto alla storia clinica di Carmen  si dipana una vita, una vicenda autobiografica. La terapeuta e la paziente  rivivono il rapporto madre-figlia ed un intenso  percorso interiore per raggiungere la guarigione.

L’analista è come una “levatrice”, ogni volta cerca di aiutare qualcuno a rinascere, a renderlo consapevole del proprio Sè.

Ritrovare in sè la madre e la figlia sarà la strada per la guarigione di Carmen, nel senso che riuscirà a vivere problematicamente l’esistenza, accettando il confronto con un destino che temeva inevitabile.

Il linguaggio è chiaro, senza tecnicismi psicoanalitici e ci porta attraverso frammenti di passato, sogni, immagini alla verità che l’inconscio teneva celato.

Che importante questo rapporto! “Rapporto aspro e dolce  che vive e impronta di sè la storia personale e collettiva; è luogo d’origine misterioso e segreto.” Occorre risolverlo in ogni modo sia nel “bene” che nel “male”.

Ogni donna deve andare verso la sua parte femminile e così facendo accettare sua madre anche se la sente lontana da sè. Dice un proverbio arabo “Ogni donna porta con sè la mirra, il cinnamomo, il balsamo; ma mirra, cinnamomo e balsamo non sono mai uguali perchè ogni donna ha il suo profumo.”

Per chi ama le analisi psicoanalitiche, come me e la cara amica Renata, questo libro è interessantissimo. Fra l’altro è diviso in tanti affascinanti capitoletti e fra questi si trova “Il senso della scrittura”in cui viene spiegato che ad un certo punto dell’analisi la scrittura diventa il luogo privilegiato “per dare forma alle emozioni, è “il bordone della musica medioevale che consente alla melodia di spaziare senza perdersi.” E scrivendo, la memoria può lasciarsi andare alle rivisitazioni dell’infanzia, agli oscuri anfratti inconsci, al luogo conosciuto prima che l’Io fosse costretto, per ragioni di sopravvivenza, ad assumere un aspetto “ipertrofico e compensativo “…

Interessante infine il ruolo fondamentale che il senso dell’umorismo ha avuto sia nella vita di Carmen che nel corso dell’analisi. Il sense of humour non è solo un apprezzabile  meccanisno di difesa dell’Io , ma è anche una via d’uscita per alleggerire  i significati penosi.

Carmen scrive poesie che raccontano il suo cammino per accettare una madre difficile.

“Assomiglio a te mamma./ E’ vero:…assomiglio alla tua/  primitiva dolcezza./ … assomiglio / alla tua voglia di rovesciare  tutto. / …al tuo senso dell’assurdo/ finito in pazzia./ …Mamma /assomiglio / a me e a te./…Mamma cara/ disprezzata./ Non mi vergogno più di te.

Carmen guarisce, riesce a rapportarsi più armonicamente e dialetticamente con marito e figlia. Ma anche la terapeuta è “rinata” in questo lavoro a due. E’ riuscita a superare la perdita reale della propria madre.

*     *      *

Consiglio di leggere il lungo ed interessante commento di Brunella al post “La mia Africa.”

Inoltre c’è un dolce e romantico augurio alla moglie che Riccardo ha lasciato al post “Il carteggio di Madame de Sévigné.”

Da non perdere!

 

INVITO LE CARE AMICHE LETTRICI A INVIARMI QUALCHE LORO POST SUI LIBRI LETTI ULTIMAMENTE CHE IO , MOLTO VOLENTIERI, PUBBLICHEREI. COSI’ LA SFIDA DI UN LIBRO AL GIORNO PROCEDEREBBE ED IO AVREI UN ATTIMO DI PAUSA IN VISTA DI UN MESE MOLTO INTENSO DI IMPEGNI LAVORATIVI….

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8 commenti
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  1. Appena inviato, carissima Mirna… speriamo sia venuto bene perchè è stato fatto quasi di getto. Ma ci incuriosisci con tutti questi impegni…Baci

  2. Questo libro sembra molto interessante proprio per gli intrecci delle vite coinvolte da questo primo atto di volonta’ di chiarezza, quello della paziente verso la terapeuta. Da qui parte la scintilla della consapevolezza, del cammino verso una piu’ chiara visione della vita e delle identita’.
    Molto bello che in questo cammino anche la psicologa ne faccia parte attivamente con la sua esperienza personale.
    Quanto e’ importante poi capire a che punto si e’ nella risoluzione dei problemi delle origini (il periodo forse piu’ nebuloso della vita) per poter andare avanti ed evolversi!

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