UN INDOVINO MI DISSE, di Tiziano Terzani

pubblicato da: admin - 28 gennaio, 2011 @ 6:45 pm

 

Alla “finestra” si affaccia Riccardo con un post dedicato a Tiziano Terzani Gran Zebrù (d’ora innanzi denominato anche TT). Ci fa piacere ascoltare le poche voci maschili che frequentano il Blog (presto ci sarà anche Luigi) perciò credo di fare cosa gradita al “pubblico femminile”  mostrare che cosa fa Riccardo “tra un libro e l’altro”, oltre naturalmente a navigare,  a pedalare e…a invitare a casa sua e di Maria Teresa  me e Stefania per una squisita cenetta con  cabaret finale

Longanesi, 2002

 

Maledetti Toscani …diceva Curzio Malaparte … in questo caso però io direi “benedetti”, in senso laico, s’intende, per i mondi che ci aiutano a tentar di comprendere …

TT, humili genere natus a Firenze nel 1938, “da grande” ha fatto il giornalista per primaria stampa estera ed italiana ed ha vissuto trent’anni in Asia. Muore a Orsigna (Pistoia) nel 2004. Giornalista, soprattutto “viaggiatore”.

Nel 1976 un indovino gli predisse di non viaggiare in aereo per tutto il 1993.

Egli ubbidì, non perché ritenesse ineluttabile tale previsione, ma avendone tratto lo spunto per vivere un tempo ed un mondo diverso che non quello degli 800 chilometri all’ora dei jet. Infatti in treno, in taxi, per nave TT percorre, visita e conosce territori e genti in Cina, India Birmania, Cambogia, Thailandia, Malesia.

E noi, nonostante internet, quanto poco ancora conosciamo delle interrelazioni storiche, culturali, sociali, economiche, politiche e religiose di queste diverse “razze” umane! Il termine “razza” nel nostro caso è brutto se usato al plurale, perché la razza umana è una sola. Tuttavia TT è stato talvolta indotto ad usarlo per evidenziare le forti differenze di ciascuna nazione: in Malesia, ad esempio, “la razza è tutto, determina chi sono i tuoi amici ed i tuoi nemici, il mestiere che fai, dove stai di casa, dove sarai sepolto … i Malesi hanno il potere politico … i Cinesi il denaro”.

TT è innamorato del suo lavoro e non vuole diventare ricco perché dovrebbe frequentare i ricchi “che sono noiosi e perché sarebbe prigioniero dell’impegno a non diminuire la propria ricchezza”. Inoltre come disse quel tale Malese padre di diciassette figli, “i ricchi fanno soldi, i poveri fanno figli e sono più felici perché hanno tempo di stare con le loro famiglie. I ricchi sono sempre indaffarati. E l’amore coniugale cresce con il crescere del numero dei figli”: un detto asiatico recita “ama chi sposi e non sposare chi ami”.

TT vive nel passato e nel presente e tutto sommato teme un po’ un futuro troppo moderno (“degenerato”). Stimolato dalla predizione iniziale, su fa predire il futuro da ogni miglior indovino dei luoghi che via via va visitando. Predizioni che interpreta non come vincolanti ma solo come possibili, “altrimenti, se tutto fosse già scritto, la vita non avrebbe senso”.

TT vive delle sue scoperte, della ragazza di Cernusco sul Naviglio diventata monaca in un monastero cattolico in Birmania; dell’ex giornalista fiorentino Stefano Brunori, diventato monaco tibetano con il nome di Gelong Karma Chang Choub; di un vecchio Malese, anni addietro fatto prigioniero dai Giapponesi e – insieme a tanti altri – mandato nella giungla a costruire il ponte ferroviario sul fiume Kwai (senti senti chi si rivede …); della spiritualità dei Malesi, poi travolta da un eccesso di islamismo e del materialismo dei Cinesi; del sacerdote italiano Padre Angelo Acquistapace, parroco della chiesa di Coloane a Macao, ove è custodito un osso di un braccio di San Francesco Saverio, gesuita spagnolo arrivato a Malacca nel 1545.

Un tema dominante del libro è l’avversione di TT alla distruzione della storia dei popoli, della loro “vecchia” cultura e tradizioni, per far posto alla plastica, alle autostrade, al cemento.

Altro tema: viaggiare in aereo è solo spostarsi. Viaggiare lentamente è un arte che consente di vivere i luoghi e la gente e quindi consente di conoscere. E dopo aver tanto viaggiato, TT vorrebbe per sé una tomba in pietra con una vaschetta che raccogliesse l’acqua per gli uccellini ed una semplice dicitura, TT, le due date, e la parola “Viaggiatore”.

Per la cronaca: il 20 marzo 1993 l’elicottero che trasportava il giornalista suo sostituto “volante” (visto che TT quell’anno non volava) precipitò.

TT come si è detto non invidiava i ricchi, bensì un tale che di mestiere faceva il “raccoglitore e documentatore di bellezza”, cioè di “pezzi” di antiquariato di storia, musica, religione, scultura, tradizioni sciamane, etc., un tale che affermava che le città del mondo decadevano perché non erano più abitate da chi vi è nato e quindi le ama, ma da chi vi è arrivato per strumentalizzarle.

E per testimoniare quanto si stesse perdendo con questa “modernizzazione” TT ricorda che S. Francesco parlava agli uccelli ed ai lupi… “ma chi ci dice che qualche milione di anni prima tutti li uomini non fossero capaci di parlare agli animali?

TT sente definire se stesso come uomo d’azione che agisce per istinto, mai per logica, non dedito al pensare nonostante l’apparenza della sua nutrita libreria …(chi altro, oltre me, si riconosce in questa immagine? N.d.r.).

Nel suo girovagare TT si è misurato anche con il problema della droga, anche per osservare che in Laos e Cambogia la marijuana è commercializzata al pari del prezzemolo, mentre in Thailandia la sua commercializzazione è punita con la morte, salvo osservare che le sanzioni raggiungano solo la manovalanza di base e mai i vertici delle organizzazioni.

Nelle pause dei suoi viaggi, trascorse in hotel locali e non multinazionali, TT riflette sulla felicità, che poi è soprattutto il “rendersi conto” del bene che si ha: “un matrimonio felice che dura da anni, un piatto colmo di cibo sul desco … pochi riflettono … pochi sono i momenti liberi per il pensiero e la preghiera”, sostiene TT, al pari di Pereira.

A Kuala Lumpur il primo ministro, una volta l’anno apre la sua casa ed il suo parco alla popolazione e saluta tutti coloro che gli vogliono stringere la mano. Vedete pi che noi, oggi (sto scrivendo il 21 gennaio 2011), qui in Italia, non abbiamo inventato nulla di nuovo quanto ad apertura della casa del primo ministro a gente di più svariata estrazione …

I Cinesi … oggi noi ne lamentiamo un’eccessiva presenza, ad esempio, a Prato … ma già alcuni anni fa essi stavano “invadendo” le economie del sud est asiatico. In particolare qui si parla della Malesia, che sino ad oggi io conoscevo solo grazie a pirati di Sandokan e di Salgari.

Altre analogie con il nostro mondo e tempo … TT in Malesia incontra la comunità di Al Arqam …i cui adepti fra i 20 ed i 40 anni d’età vivono in comunità e poi ne diventano “discepoli” nel mondo “esterno”. Durante il “periodo comunitario” essi ricevono vitto e alloggio e quel tanto di denaro e di assistenza necessaria alle piccole spese … i “membri esterni” versano alla comunità il 50% dei loro guadagni. Ciò mi ricorda molto da vicino le regole del “Focolarini” trentini … anche qui dunque nulla di nuovo sotto il sole! Ma mentre i Focolarini operano “per l’unità dei cristiani” (e innanzi tutto per la loro, n.d.r.), i membri di Al Arqam – ferventi musulmani – predicano un crescita scevra dal consumismo e dal materialismo moderno.

E che dire della storia di Malacca, città malese, cinese, portoghese, olandese, inglese, giapponese, indipendente?

Ecco, vi ho accompagnato sino a metà libro circa.

Il resto scopritelo da soli!

Buona lettura!

Riccardo

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10 commenti
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  1. Caro Riccardo, sei molto bravo a raccontare le tue letture. Piano, piano, pezzettino per pezzettino, dici sempre moltissimo . Molto sintetico e fedele ai testi. Detto questo è, più che altro, la nostalgia della finestra sul cortile, dello sguardo gentile di Mirna su tutte le cose che le passano davanti (compreso quel suo curioso signor dirimpettaio che potrebbe anche essere un personaggio ….di Andreu Martin? )che non mi lascia scampo e mi fa intervenire, oltre che per salutare te, con tanta simpatia. Perchè io di Tiziano T.non sono mai riuscita a finire nulla. A parte i miei immensi limiti relativi alla capacità di comprendere (troppe, troppe)molte cose, non riesco a farmi piacere i guru. Lo so, lo so che sto diìcendo una delle mie tante sciocchezze. ma confesso che i guru, che sanno sempre tutto e su tutto hanno una opinione precisa, che guardano sempre troppo indietro o troppo avanti, in punti che mi sfuggono sempre , sono miope effettivamente, i guru mi mandano in confusione. E allora chiudo i loro stupendi libri e resto digiuna. A tutti un saluto affettuoso. Ho scherzato un poco.

  2. Ciao Camilla, grazie per l’attenzione che hai riservato al mio post. Vedi, a me piacciono i libri ma anche l’ex libris, cioè quello che riesco a trarre di sinificativo, anche se poi “tutto l’autore” o “tutta la sua opera” non mi convince pienamente. Ma certe riflssioni, certi paralleli, certe notizie … beh, mi affascinano e cerco di farne tesoro. In più in questo libro spesso TT si muove nella “mia” zona, cioè nella Malesia di Sandokan … ed allora tutto si spiega …
    Un caro saluto
    Riccardo

  3. Anche io sono un pò come Camilla e di Terzani non ho letto nulla… Tuttavia, Riccardo ne parla così entusiasticamente che vorrei almeno provarci. E’ stato un grande uomo, T.T. davvero…Un salutone a tutti…

  4. Sapete … anche Vita e Destino ha passaggi un po’ lunghi, idem Moby Dick … eppure lo sforzo va fatto a mio avviso. Nel libro di TT che ho citato, tutte le fasi delle varie “interviste” presso il santone di turno sono un po’ ripetitive e monotone, ma sono scritte in corsivo e quindi se ti stufi fai ben presto a saltarle … in compenso le riflessioni sulle popolazioni locali, sulla vita propria ed altrui, sul modernismo ed i suoi danni, sulla convivenza o meno di culture e religioni diverse, beh, per me sono importanti, per me che non ho viaggiato molto e che quando sono “uscito dal guscio” per andar ad esempio in Libano, Persia, Polonia o in Bulgaria, l’ho fatto per lavoro e non avevo certo tempo di riflettere più di tanto sugli aspetti della civiltà e della cultura locale. Io a TT non mi abbonerei”, ma ogni tanto leggere o rileggere i suoi libri mi va. Per certi aspetti, questo “navigante di terra” mi ricorda Bernard Moitessier, grande “navigante di mare” (a vela, in solitaria) francese. Di Mpitessier vi consiglio innanzi tutto di iniziare dal suo ultimo libro: Tamata e l’Alleanza: non ve ne pentirete, parola mia! Infatti non si tratta solo di vela, ma anche soprattutto di storia (coloniale) e di scelte di vita, libera, coraggiosa, un po’ incosciente se volete … soprattutto però importante perchè “diversa”.
    Ci feci un post o ricordo male?

  5. Cari Riccardo e Raffaella, pensate che nei bambini e ragazzi degli ultimi 30 anni, cioè dai 30 anni ai 1o anni circa, l’immaginario incantato di Salgari possa ancora essere quello dei loro nonni? E qui si parla di maschi, per la grande maggioranza: mia figlia e le sue figlie hanno molto amato le piccole donne americane e, al tempo stesso, amano ancor oggi i romanzi della Austin, così come ho fatto e ancora faccio io e così come me li “passò” mia madre. Per Salgari, che mandava in visibilio mio fratello, già la generazione di mio figlio non lo tenne in grande considerazione. suo figlio, poi, è tutto preso da altri strumenti e le letture sono, comunque cambiate. Cosa vorrà dire? Sarebbe interessante capire come mai le ragazze di oggi, pur vivendo in piena contemporaneità, non hanno dimenticato le origini della cultura femminile più evoluta e, per i tempi, “rivoluzionaria” della letteratura classica anglosassone. forse perchè si basava sulla realtà e non sulla fantasia? Mentre Salgari era esclusivamente fantastico. E’?????

  6. Anche se il post non è più quotidiano ci sono però i commenti che lo sostituiscono, come suggerisce la nuova filosofia del Blog. Così ogni giorno si può leggere ed intervenire sul tema, anzi si può anche già parlare dei libri che stiamo leggendo.
    Credo che la passione che Salgari ha suscitato in tanti ragazzi di altre generazioni sia da ricondurre al fascino dell’esotico irraggiungibile, al mistero inaccessibile di certi luoghi lontani che oggi invece tutti possono raggiungere o con i mass media o addirittura con i viaggi reali e virtuali. Insomma questa facilità di sapere e vedere tutto in tempo reale ha tolto la spinta al fantasticare.
    Ricordo che mio padre, anche da grandicello, diceva che si addormentava immaginando ipotetiche avventure con Sandokan, Janez e Tigrotti della Malesia.
    E’ interessante invece sapere che le bambine, o almeno gran parte di esse, leggono ancora volentieri i romanzi della Austen e della Alcott. Come scrive Camilla è proprio perchè le loro storie si basano sulla realtà, sul quotidiano e su quell’istinto femminile di prendersi cura degli altri, to take care of, ragion per cui l’attenta osservazione degli altri è una costante dell’animo femminile.

  7. Diceva quel tale: “Oggi manca il desiderio delle cose”. I bambini sono circondati da giocattoli che non hanno desiderato, i grandi subiscono offerte di podotti di cui nemmeno sospettavano l’esistenza nè tanto meno avvertivano in bisogno, tutti siamo informati di tutto (nel senso che ci viene data notizia ed imagini di tutto), l’immaginazione è sacrificata e piano piano arruginisce … anche nei fumetti … l’Africa nera, i “selvaggi” (in realtà padroni di una loro ben precisa cultura!) misteriosi e sconosciuti, le belve (ex feroci), tutto scomparso … tutto è ormai solo marketing turistico. A mio avviso TT fa sorgere il desiderio di capire – sotto la crosta della plastica e dell’aria condizionata – il mondo vero, o almeno quel che resta di tale mondo, molto al di là del viaggio turistico organizzato o meno, low cost o meno.
    Perchè Salgari ” è morto” ed invece l’equivalente femminile vive? Bella domanda … da 5 miloni e 120.000 lire!
    Forse perchè il maschilismo si è evoluto: l’uomo non caccia più le tigri, non combatte contro i kriss malesi o i lacci dei Tugs, non fa più commercio, guerre e piraterie “a vela”… e quindi anche nella lettura (offerta e richiesta) vi è stato un adattamento verso altri modelli (a mio avviso deteriori); al contrario la Donna è la Mamma di sempre, che deve accudire i figli mentre il papà “gioca alla guerra” negli uffici, sulla strada, negli stadi di calcio, negli eserciti, in politica, nello sport, etc..

  8. Ciao a tutti… devo deluderti purtroppo Camilla, anche se nutro un pò di speranza per le future generazioni…E non voglio perderla… Allora, l’altro giorno un ragazzino ( 3 media ) mi chiede .” Ma Jo è un nome femminile o maschile ? ” Io gli rispondo che Joe è maschile ma Jo è femminile, spesso diminutivo di JoAnn ( la nostra Giovanna…) come, sapete, no…ricordate la Jo di Piccole Donne…. Aiuto, visi sorpresi… Piccole donne chi?… Delusione sul mio volto… Solo una ragazzina aveva visto il film, nessuno conosceva il libro…E’ vero che sono alle medie e che c’è tempo… Ma…. Il libro preferito dalle ragazzine ( quelle che leggono, sempre troppo poche purtroppo) è Twilight, quello dei vampiri… e la sua saga…Salgari? Devo fare una piccola inchiesta, se lo conoscono i maschietti…Troppa televisione, Playstation, Wii, i libri relegati in un angolino…Commentavo con la mia collega di inglese proprio l’altro giorno che quando usiamo a volte l’espressione ” la borsa di Mary Poppins” ( siamo ambedue disordinate, e abbiamo borse enormi dalle quali estraiamo di tutto e di più), non è più scontato che i ragazzi capiscano a cosa ci riferiamo… Ed è un pò triste,no? Baci a tutti.

  9. Quello che mi sembra percoloso è che, forse, non esiste quasi più il racconto , la narrazione dei grandi verso i più piccoli. Mi sembra strano ma forse i genitori più giovani non usano tanto raccontare ai figli le loro storie, le storie delle loro letture e esperienze.Ma non so se sia così: Gli ultimi romanzi letti, scritti da autori contemporanei , italiani e non, sembrerebbero confermare questo vuoto tra le generazioni: Penso al libro di Paolo Giordano, la solitudine dei numeri primi, (forse ha fatto riflettere qualche mamma (papà che leggono romanzi ne vedo pochi), o a tantissimi altri, per esempio il bellissimo “Un giorno questo dolore ti sarà utile”, di Peter Cameron, la storia narrata con alta sapienza e bellezza, di un adolescente americano, di N.Y., famiglia colta e benestante, un giovane Holden contemporaneo, davvero coccolissimo. Ieri, in via S. vigilio , c’erano quei suonatori di strada, bravissimi, una vera piccola orchestra con violini e contrabbasso, che suonavano varie arie e una bimba piena di piumino rosa e scuffiona ballava col suo papà, hanno ballato a lungo, felici. Una immagine stupenda. quella bimba sarà una donna con dei ricordi ricchissimi. Ho incominciato a leggere l’ultimo romanzo di Tim Parks, avevate letto Bontà? e Il silenzio di Cleaver?. Molto potenti.Ciao a tutti

  10. Ma Tiziano Terzani NON è affatto un guru! e questo libro è bellissimo divertente, saporito, vario, ben scritto, ironico….e molto molto sorprendente.
    Camillaaaaa bisogna leggere Terzani, fa buon sangue e fa circolare aria nei polmoni, buona aria, credimi.
    Lui non da lezioni a nessuno, prova a raccontare quello che vede, da grande viaggiatore curioso quale è stato. E questo libro, oltre A un altro giro di giostra, è veramente un regalo.
    Non cedere ai preconcetti.Non tu.