A BORDO DELLA CITTA' DI MILANO, a cura di Enrico Fuochi

pubblicato da: admin - 4 luglio, 2011 @ 7:15 pm

Immag0630Appena tornata da Graz dove ho ascoltato un  concerto di fortepiano di Stefania  eseguito nel bellissimo castello Eggenberg ecco che Riccardo ci ricorda un  evento culturale trentino:

  

“Era una sera di febbraio di due anni fa. Tutti noi radunati in casa di Cristina, per la periodica riunione de “L’Accademia delle Muse”, circolo spontaneo, amicale, privato, gratuito, nel quale, grazie all’iniziativa, all’ospitalità ed al contributo di Cristina, ci si ritrova fra amici per fare musica, poesia, letteratura, fotografia, viaggi, teatro, etc., di tutto un po’.

Enrico nota una sorta di reliquia, un vecchio pezzo di legno conservato con cura … Cristina, cos’è mai? E’ un pezzo del dirigibile Italia, quello di Nobile .. si, perché mio suocero Carlo Felice Garbini era il medico di bordo della nave appoggio “Città di Milano”. Ma hai anche fotografie? Si, tante, vecchie, sciupate … Detto fatto. Enrico – e chi lo trattiene più? – si mette all’opera e in due anni di lavoro, da fotografo dilettante ma molto esperto qual è – ha recuperato alla storia un pezzo importante che le mancava, documentandola in questo libro.

Tuttavia sappiate che non basta essere un buon fotografo. Occorre anche essere un po’ scrittore, un po’ editore, un po’ grafico, ma soprattutto avere molta tenacia, perseveranza, dedizione e molto, molto amore per ciò che si fa. Del resto Enrico di possedere tutte queste qualità lo ha già dimostrato con i suoi due precedenti splendidi volumi “Foto Grafie” e “Foto Storie”, ai quali rimando. E poi lui “vola alto”, si, proprio così, visto che vola con il parapendio. Devio chiedergli se la sua Isotta, un bracco delizioso, oltre che sulla moto l’ha portata anche a volare … vedremo …

Torniamo a noi. Poter vedere foto inedite in assoluto è un po’ come essere testimoni privilegiati di un episodio storico, è un po’ come poter dire “io non c’ero, ma per certi aspetti a ragion veduta posso ben testimoniare che …”

Il giorno 5 luglio ad ore 18,00 nelle gallerie Piedicastello a Trento ci sarà la presentazione ufficiale del libro e delle molte altre fotografie che non sono state inserite nel volume. Direi che “noi del blog” non possiamo mancare, non vi pare?

Inoltre faremo gli auguri a Cristina, che è nata proprio il 5 luglio. Di che anno? Ma come vi permettete? Noi siamo “i giovani dell’Accademia delle Muse e del Blog!”

P.S.

Cara Mirna,
Ti allego una foto di due nostri amici: Enrico ed Isotta …
Poiché nella presentazione del libro avevo accennato alla cagnetta, mi
parrebbe bello inserire l’immagine a commento del post … Che ne dici?
L’intervento potrebbe essere del tipo:
“Vi avevo accennato ad Isotta, il bracco di Enrico, un “Pluto”, per
intendersi, ed eccola qui, comodamente seduta nell’apposito “sedile”
predisposto da Enrico sulla sua moto. Già, perché Enrico, oltre ad essere un
ottimo velista, a volare con il deltaplano, a far invidia a tanti fotografi
professionisti, a “navigare” per il mondo con il camper, a scrivere libri, è
anche un ottimo addestratore di bracchi: infatti fra un po’ le farà prendere
la patente, così a star comodamente seduto quale passeggero sarà lui e a
guidare sarà Isotta” 

 

 Riccardo

 

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  1. Giornate intense… Bentornate a Mirna e Stefania dal castello Eggburgschloss, dove immagino le note del fortepiano volteggiare in un’atmosfera incantata. Cara Stefania, sei bravissima, lo sanno tutti e mi spiace non avere una base culturale musicale per poter esprimere con parole meno generiche la mia ammirazione per te.

    E stasera… Cristina, sei emozionata? Penso molto, sai, a quello che sarebbe stato per il tuo Alberto questo momento. Puoi davvero essere orgogliosa e contenta anche per lui! Oggi per te sarà un compleanno superspeciale: tanti, tanti cari auguri!

    E tu, Enrico, che hai fatto un lavoro grande grande, preciso, intelligente, di enorme valore, stasera avrai tutta la soddisfazione che meriti. Sei bravissimo, ne abbiamo già visto diverse manifestazioni e oggi siamo tutti felicemente ansiosi insieme a te di trovarci per questa bella occasione. Ti ho lasciato per ultimo perchè il bon ton me lo impone, di fronte alle signore… ma il tuo lavoro, anzi la tua arte è qualcosa che mi fa essere onorata di avere te e Marina quali amici miei e di Riccardo.

  2. Bentornate Mirna e Stefy, buona vacanza a chi ci è , auguri di cuore a Cristina e complimenti al fotografo Enrico. Io purtroppo non sono riuscita a partecipare alla presentazione del libro, ma deve essere stato emozionante…Non mancherò di prenderlo, però…

  3. Molto suggestiva la presentazione del libro di Enrico e Cristina nella bianca Galleria di Piedicastello. Non solo per la fresca temperatura – quasi artica a detta di molte signore .- o per la mitica tenda rossa allestita dal Museo Caproni, ma per le magnifiche foto scattate da Carlo Felici Garbini, il suocero di Cristina e fatte rinascere dalla bravura di Enrico Fuochi.
    Atmosfera non solo di amicizia – tanti Accademici, bloggers – ma di interesse storico rilevante. L’impresa di Nobile mi aveva sempre intrigata per quello spirito caparbio di avventura e scoperta che caratterizzano i Grandi Esploratori.
    Cristina ci ha raccontato della scatola di foto che suo marito Alberto conservava con affetto e che lei stessa ha continuato a tenere con grande cura e interesse. Grazie proprio alle serate della sua Accademia si è potuto farle conoscere a tante altre persone. Grazie naturalmente all’occhio attento alla realtà e all’avventura umana che Enrico Fuochi riserva a ciò che lo circonda.
    Evento che ho “gustato” pienamente – come ho gustato il delizioso buffet finale – perchè tanti cari amici erano intorno a me, Stefania interessantissima ha imparato qualcosa di nuovo ed io mi sentivo leggera, come una farfalla, perchè nutrivo la ma mente e il mio cuore . (va bè alla fine anche il mio stomaco!)
    Grazie Cristina, grazie Enrico.

  4. Ci hi messo alcuni giorni a scandagliare” il secondo bel catalogo di Enrico Fuochi che l’autore ha voluto regalarci e , un regalo unico. Il primo catalogo che possiedo , quello sui cittadini trentini che vengono da tante parti lontane del mondo, oltre a una bella galleria fotografica, lo “leggo” anche come narrazione letteraria: ogni persona ritratta racconta una piccola storia di sè che la rende unica, inconfondibile e umana. Fu un regalo di EF veramente importante e gradito. E lo tengo a portata di mano, assieme a quei libri che devono rimanere sempre in vista, che non si sa mai. Ed ora, a bordo della nave storica , ho cercato di capire ogni foto dentro il suo contesto. E la lettura è stata più complessa , aria di rischi immani e di avventura, anime coraggiose, grandi ideali, un frammento di Storia, sulle spalle e le menti di un gruppo di uomini : ed ecco la magia della fotografia. tutto, oggi, ci appare così poco tecnico, quasi fragile, Poche difese e molto coraggio e , in fondo, una stupenda semplicità, quasi indifesi ci appaiono gli uomini a bordo della città di milano. le fotografie sono nitide , perfette , belle e umanamente ricche : un omaggio postumo da preservare con cura.

  5. Scendo dalla città di milano e, con i piedi ben piantati in terra, vi comunico (Mi chiedo a chi possa mai interessare!!!)che dopo aver letto il capolavoro di Salvatore Scibona sui primi emigranti italiani che se andavano “in merica”, poveri e affamati e ignoranti, sono all’inizio della terza lettura. La terza lettura, consecutiva , mi succede ben raramente di farla con un romanzo: eppure sto leggendo il pranzo a Casa della Signora Marini (Una vecchia di 93 anni, dura come l’acciaio, immigrata oltre 70 anni prima, in una cittadina americana)Siamo ancora all’inizio alla “striscia” di rocco. invitato a pranzo dalla Costanza Marini. E c’è un ragazzone di 16 anni, Ciccio si chiama. Serve a tavola e fa conversazione con il panettiere Rocco. E ora ,pur continuando a scoprire cose che mi erano sfuggite (come con le fotografie del catalogo di EF,) ora conosco bene i tre protagonisti del pranzo e del lungo pomeriggio che ne segue e so il perchè. E so chi è Ciccio. non solo un ragazzone di 16 anni che ubbidisce alla vecchia signora e chiacchiera con Rocco e Costanza per tutto l’intero pomeriggio: lui è il figlio di Enzo e Lina, lui studia dai Gesuiti, lui è il ragazzo che corre, corre per le strade di Elephant park, inseguito dal padre o, semplicemente, spinto dalla sua forza di correre per cercare il suo ideale. Come i marinai della città di milano. Insomma un libro che non crediate sia possibile leggerlo una volta sola. Impossibile.A tutti un saluto entusiasta.

  6. Ho visitato per la prima volta la Galleria di Piedicastello in occasione della presentazione del libro di fotografie, realizzate da Carlo Felice Garbini, medico di bordo della nave “Città di Milano”, nonché della relativa mostra, che narrano alcune vicende della famosa e ancora misteriosa, per il suo epilogo, spedizione Nobile.
    Sono rimasta piacevolmente colpita dal sito, ideale per l’oggetto della mostra, ma soprattutto emozionata dalle immagini che si svolgevano sotto il mio sguardo, sentendomi nello stesso tempo orgogliosa, grazie a questo evento, così generosamente offerto dalla Signora Garbini e dal Signor Fuochi, di sentirmi anch’io nella Storia di piccoli-grandi uomini.

  7. E’ arrivato un commento al post su “Norvegian Wood” di Murakami presentato, tempo fa, da Raffaella..
    Ci scrive MARTINA:

    Submitted on 07/07/2011 at 2:10pm
    Meravigliosa recensione. Lo scopo di un blog come questo deve essere quello di suggerire letture, stimolando la lettura di un’opera e avviando un confronto letterario: credo che Raffaella ci sia riuscita.
    Nel pomeriggio andrò a comprare il romanzo, sperando di potermi presto confrontare con voi

  8. Martina è una mia cara collega, una dolce giovane “promessa dell’insegnamento” che ama il proprio lavoro e la lettura…Le ho raccontato del blog ed è andata in tempo reale a vederlo.. ne è rimasta entusiasta, vero Martina? Sono contenta se parteciperà a questa nostra avventura… Un saluto a tutti…

  9. Benvenuta Martina, nel nostro Circolo Letterario virtuale e non.
    Circolo che stasera avrà un “incontro al vertice”, infatti in una pizzeria vicino alle vecchie mura medievali di Trento Miki, arrivata ieri da Roma ( ! ), conoscerà Camilla, Raffaella ed Enza. Ed ieri sera cena a casa mia con Maria Teresa.
    Immediate consonanze e sorrisi del cuore.
    Insomma, per usare la mia solita e preferita similitudine, il caleidoscopio di lettrici amiche ( e lettori, of course – non dimentichiamo Riccardo nominato parecchie volte) si forma e varia, si unisce e si colora per formare sempre nuove emozioni …e di vita e di letture!

  10. Siamo pieni di sentimenti. Nascono dal cuore, sono leggeri, salgono al cervello … e se noi apriamo il rubinetto della diffidenza, della “paura” degli altri e li lasciamo uscire, spesso essi incontrano l’aria fredda non riscaldata da chi ha tenuto per se’ i propri, ed allora si raffreddano, smettono di salire, anzi scendono .. ma ecco che, così facendo, con il calore residuo che ancora posseggono lambiscono e riscaldano anche chi era chiuso in se stesso e piano piano lo convincono ad aprire anch’egli il proprio rubinetto della comunicazione.
    Spesso, durante le mie pedalate solitarie in bicicletta (non sono un misantropo, ma amo partire libero da ogni programmazione, da ogni appuntamento, pedalando al mio ritmo, tanto poi so che non sarò mai solo, infatti …) … incontro ciclisti sconosciuti con cui scambio qualche parola. Persone che si aprono a me ed io a loro, “tanto poi chi s’è visto s’è visto”, quale migliore garanzia? E cosa si scopre? Che “loro” sono solo un altro me stesso e viceversa: stessi problemi, stessi desideri, stesse gioie e dolori.Ma allora mi chiedo: esistono “gli altri”? Io credo di no.
    Mirna, questo blog ha da durare!

  11. Bellissimo “l’incontro al vertice”, peccato perché mi sarebbe piaciuto conoscere anche Riccardo e Maria Teresa… Ma mi sono goduta l’incontro di noi sei donne, che abbiamo parlato di libri, of course, ma anche di arte e musica, e di noi…Ha ragione Riccardo , questo blog ” ha da durare”… Un grazie a Camilla per il bellissimo libro regalato e a tutte voi per l’avvolgente compagnia…Buon ritorno Miki!
    p.s Ho finito oggi Ishiguro e ho pianto…la grande metafora della fragilità della vita, la ricerca di un senso che non c’è… stupendo