LA CITTA’ DEGLI ANGELI di Christa Wolf

pubblicato da: Mirna - 16 aprile, 2012 @ 10:24 am

Una intensa ed interessante lettura che mi ha accompagnato nel viaggetto in Friuli. Pagine autobiografiche scritte durante il 1992 e il 1993 quando Christa Wolf andò a Los Angeles  ospite della Fondazione Getty, periodo che coincise con una profondissima crisi personale. Da poco, dopo il crollo del muro, le erano stati messi a disposizioni i dossier della STASI in cui risultava essere stata  persona ostile e negativa per l’ideologia politica della DDR, ma in una sottile cartelletta verde scopre di aver lei stessa collaborato in modo informale con i servizi segreti nel 1959. 

La scrittrice non si dà pace, non ricorda ed è proprio il suo soggiorno americano a spingerla ad andare in fondo al “pozzo” della sua memoria.

Così i ricordi veri devono non tanto procedere riferendo, quando piuttosto designare esattamente il luogo nel quale colui che ricerca si è impadronito di loro” scrive Walter Benjamin in “Scavare e ricordare

 Il sottotitolo del libro è  “The overcoat of dr.Freud” dove un cappotto del padre della psicoanalisi donato a un intellettuale amico della Wolf diventa  il simbolo della propria ricerca interiore.  Uno “Smontare la fodera interna del proprio “overcoat”

Il soggiorno nella città degli angeli diventa quindi anche un’analisi profonda del Sè, un aggiustamento del suo sentire, della sua vita, del suo malessere.

Ogni tanto  mi serve e mi arricchisce leggere del percorso esistenziale , delle riflessioni, delle crisi, degli interrogativi degli scrittori da me amati. E certo Christa Wolf è una persona straordinaria sia come letterata che come attivista politica.

Lungo il tragitto verso Aquileia i suoi pensieri mi hanno fatto compagnia , mi spingevano a ripescare lontani ricordi, a pensare alla mia amica Sybille di Dresda che anni fa, appena crollato il muro,   fu mia ospite qui a Trento. Ricordo la sua contentezza quando vide sul mio tavolo una copia de “Il cielo diviso“ ! Amica rivista qualche anno fa, poco prima della sua morte,  proprio a Dresda –  notai come lei e suo marito fossero miti, sobri nel consumare soltanto  una tazza di caffè e di quanto ancora soffrissero-.

A Los Angeles la Wolf frequenta molti discendenti di emigrati ebrei, letterati, un certo Peter Gutman con il quale parla di Brecht , di Mann, di Schonberg  –  anch’essi rifugiatisi in California – e si fa aiutare in questa  sua necessaria accettazione del passato.

Si fa aiutare anche dall’agopuntore Kim, coreano, per lenire i dolori alle anche; legge i consigli di una monaca buddista, fa moltissime passeggiate  consolatorie lungo l’Oceano per ammirarne  i  tramonti .

Uno stacco dalla sua Germania e dallo stress di sapere che la stampa sta scrivendo della sua collaborazione ., cosa da lei ricacciata nell’oblio; oblio, come diceva Freud, senza il quale non potremmo vivere.

Quante cose avremo dimenticate!

Ma io spero di ricordare questa mia ultima passeggiata per Trieste “abbracciata” a Saba accanto alla sua libreia e a Joyce, sul Ponte Rosso. E poi nel castello di Duino ed ammirare dalla terrazza fiorita il paesaggio di mare e scogli che ispirò a Rilke le prime Elegie .

Edizioni e/0

 

 

 

 

 

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7 commenti
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  1. Cara Mirna, come accennato nell’ultimo incontro in libreria, parlando di questo libro risvegli in me i ricordi del tempo che vissi a Dresda, a pochi mesi da un Mauerfall che nessuno osava o sperava immaginare.

    Ed ora scopro che tocchi – materialmente e spiritualmente – un’altra città a me cara, Trieste, per frequentazioni e per la grande amicizia con Spiro Dalla Porta Xydias…

    Che dire: grazie per questi tuoi personali tocchi evocativi che fanno sempre di questi post qualcosa di molto più che delle semplici recensioni; li assocerei piuttosto a dei viaggi, o cammini, fatti al tempo stesso con stupore e arte della scoperta, nostalgia e speranza di nuove speranze!

    Andrea

  2. … e se qualcuno volesse vedersi il delizioso film su alcune problematiche della ‘caduta del muro’ “Goodbye Lenin” eccolo qua: http://www.youtube.com/watch?v=c5ZSC9kkiR4
    Ieri è stato un incontro molto carino e certamente evocativo come scrive Andrea. Grazie a tutti

  3. Forse , tempo fa’, ai primi albori di “un libro al giorno” raccontai di una lettura importante , colossale direi, unica nella letteratura tedesca dopo la caduta del muro: LA TORRE di Uwe Tellkanp (Bonpiani ?): La Storia, fa da potente regia di storie di persone , “imprigionate” nel dopoguerra a Dresda, dove la vita rimane quasi bloccata, come malata, in un’ attesa senza speranza, in un mondo ingrigito e triste e rozzo, dove solo le gioie del passato riescono a tenere in vita personaggi indimenticabili. La Torre è un romanzo, molto complesso e denso, ma il respiro della Storia ne fa un potente e imponente documento, unico a tutt’oggi.Leggendo il bel post di Mirna su La città degli angeli, mi sono chiesta dove diavolo sarà andato a finire il mio LA TORRE. Mi toccherà cercarlo. Purtroppo non so dove cercare gli amici del blog che da tanto non scrivono . dove siete?

  4. Anche questo ultimo incontro al Libri & Caffè è stato interessante e vario. Dai libri alle nostre esperienze, questa è la ricchezza della lettura. Presto ne scriverò in modo più dettagliato.
    @Camilla: purtroppo non riesco a rintracciare i libri consigliati se sono nei commenti, nell’archivio ci sono soltanto i post.
    E gli amici del blog che mi telefonano o mi scrivono personalmente potrebbero anche lasciare …tracce nel Blog per il piacere di tutta la comunità!

  5. E’ vero quello che dice Andrea, questi incontri diventano viaggi della memoria.
    Proprio a Dresda, ho conosciuto Mirna e fotografato gli amici che là ha incontrato.
    Sapevo che la città era stata quasi completamente distrutta durante la seconda guerra mondiale e che era chiamata la “Firenze dell’Elba”, sapevo anche che sarei andata alla “GemäldegalerieAlte Meister”, che possiede una collezione di oltre 2000 dipinti e numerosissime incisioni. E’ stupefacente e paragonabile al Louvre e ancor più stupefacente che tutta quella bellezza sia potuta sopravvivere al disastro della guerra e aver così potuto ammirare, fra l’altro, la “Madonna Sistina”, quella con gli angioletti, di Raffaello e un Vermeer che mi ha profondamente commossa.

  6. @Mirna – non pensavo di riesumare il commento su LA TORRE ( storico affresco , letterariamente e storicamente molto importante) e ho “ritrovato” il bel libro: non l’avevo comprato ma me lo prestò l’amica “benevola” Adele.Perciò, dopo alcune incursioni nei meandri delle mie pile di libri posteggiate qua e là, mi sono messa il cuore in pace.
    – Sono contenta che gli incontri del caffè libreria vadano bene, sarebbe interessante leggere qui, sul tuo blog, le impressioni del gruppo. Infatti scrivere, anche solo poche parole, su un libro lascia in coloro che leggono un’impronta , quasi un seme che , spesso, germoglia e dà frutti in giro per il mondo.
    – Avevo accennato, tempo fa’, al romanzo di Paola Capriolo, CAINO (Bonpiani) : ecco un libro dalla scrittura non esaltante, volutamente ( può sembrare volutamente) dimessa, quasi fredda e distaccata eppure gli effetti suscitanti pensieri complessi o complicato stanno continuando.Per esempio, secondo voi, se qualcuno paga una persona per avere in cambio dei servizi cosa succede nel suo animo (non nella sua coscienza,)? La persona che paghiamo rimane la stessa? Non avviene una mutazione ? Non pensiamo di avere dei diritti che slittano dal giudizio sulle prestazioni pagate e piombano sulla persona che ci sembra una “cosa”? La reificazione dell’altro cambia tutto e…… Insomma sto pensando anche che le esperienze che fanno più paura sono quelle che ci portano vicino alla verità.E il sogno sarebbe , tra i tanti, di potersi confrontare tra anime. Non è solo una questione di passare piacevolmente il tempo, la lettura. E’ un alimento essenziale, credo.
    Ho finalmente ritrovato un libretto che avevo promesso a Stefania, RAVEL di Jean Echenoz . Uno scrittore di nicchia, stupendo. Vorrei darglielo. Scusate la prolissità. ciao a tutti.Sto anche rileggendo QUESTA E’ L’ACQUA di David foster Wallace, Queta è l’acqua : c’è tutto DFW in questa raccolta di scritti. E serve molto.

  7. Incollo dalla pagina di Mountain Blog che troverete digitando Blogosphera nell’Home page le parole che Mauro Corona legge per tutti noi.
    Mauro Corona legge “Come sasso nella corrente” – AUDIO
    pubblicato da: Mountain Blog in Argomenti Book,Audio Book Trailer,Book Trailer,Editori,in evidenza,Mondadori,Mountain Book,Narrativa,Trento Film Festival 60 — 18 aprile, 2012 @ 6:00 am
    Mauro lo considera un vero e proprio testamento: “la gente forse non se ne accorgerà, perché legge pensando solo a se stessa, ma questo è un vero e proprio testamento, un grido di aiuto“.

    Registrazione e audioediting: Andrea Bianchi – Mountainblog

    Mauro Corona sarà alla 60^ edizione del “TrentoFilmFestival” il 2 maggio alle ore 21 presso l’Auditorium Santa Chiara per una chiacchierata con Alberto Faustini, sulla vanità e la fragilità dell’essere umano
    Stiamo parlando di “Come sasso nella corrente“, l’ultimo romanzo in ordine di tempo di Mauro Corona: uno scritto da lui stesso definito come un punto di svolta.
    È sicuramente un’autoconfessione, libera e profonda, fatta da un uomo che libero vuole ritornare ad essere e sentirsi, e che vuole recuperare la sua infanzia. Un uomo che vuole liberarsi dalla necessità di presenziare, offrendoci così un preludio ad un ritiro dalle presenze pubbliche – come effettivamente fa il protagonista del romanzo – per sconfiggere la vanità congenita nell’uomo.

    Mauro Corona ha letto per Mountainblog alcune pagine del suo romanzo “Come sasso nella corrente”: