L’ANNO DELLA LEPRE, di Arto Paasilinna

pubblicato da: Mirna - 20 aprile, 2012 @ 6:03 am

Spazi ampi e  nuovi da assaporare per immergervisi.

 Desiderio di tornare alla natura, nostra primigenia condizione. Desideri, per la maggior parte di noi, ricacciati in angoli lontani della psiche.

 Ci bastano talvolta una passeggiata in un bel giardino fiorito, in un sentiero di bosco o su una spiaggia  per sentirci  appagati.

Ma spesso nei nostri sogni percepiamo spazi silenziosi, fruscianti di acque o assolati di fiori, vorremmo tornare ad essere un tutt’uno con la Natura come un filo d’erba o un fiume.

 Terre lontane per ritrovarsi completamente. Ma dove? Dove vorreste essere per un po? O per sempre.

Su un’isola? O sulla cima di un monte dove Andrea Bianchi ha trovato il suo punto di ascolto perfetto? (v.post)


Il protagonista di questo originale, delizioso romanzo di Arto Paasilinna invece ha capito di volere un cambiamento totale, estremo.

Da infelice giornalista di Helsinki, rotellina dell’ingranaggio conformista della città e dei compromessi  sul lavoro e  difficoltà nei rapporti interpersonali, compresi  un matrimonio stanco e logoro, Vatanen …si ritrova tra foreste e laghi della sua Finlandia a condurre una vita finalmente felice.

Tutto ha inizio con un leprotto della specie Lepus timidus , ancora bruno,- siamo a giugno -colpito di striscio dal paraurti dell’auto guidata da Vatanen e il collega giornalista. La lepre dopo questo incontro-scontro  verrà rincorsa, trovata e curata da Vatanen che da quel momento topico lascia che la sua vita proceda in una  direzione completamente diversa. 

La lepre diventa quasi un suo alter ego. Insieme saranno pellegrini tra la natura, viandandi, insomma wanderer che, finalmente senza fretta e senza meta- se non quella del presente- vagolano dal sud al nord della Finlandia in Lapponia arrivando persino ad oltrepassare il confine con l’Unione Sovietica.

Le avventure che l’uomo e la lepre vivranno insieme sono travolgenti, talvolta surreali, spesso divertenti. Come dimenticare il reverendo che per cacciare la lepre dalla chiesa si spara su un piede? O il guidatore di bulldozer che ormai impazzito dalla veglia protratta per spegnere un incendio si butta  nel lago con il bulldozer ?

E l’orso?

Ciò che succede è completamente diverso dalla vita che noi cittadini conosciamo. I personaggi di questo mondo di foreste, laghi e neve e spazi sono particolari. Sono guardiacaccia, pescatori, tagliaboschi, distillatori di grappa, pensionati. Fra questi il settantenne che è convinto che il presidente della Finlandia Urbo Kekkonen sia stato sostituito. Le prove stanno in accurate analisi del suo cranio studiato attraverso fotografie. Ma la loro precipua particolarità sta nel nuovo modo di pensare, nel percepire in modo più naturale il mondo circostante.

Il linguaggio è scarno, essenziale, facile. Le proposizioni sono brevi e ci danno quella leggerezza  di lettura tale da farci apprezzare e sdrammatizzare  sia i conflitti esistenziali del protagonista sia le storie  più tragiche.

Arto Paasilinna è un exguardiaboschi, ex giornalista, ex poeta e tutto ciò si riscontra nel suo narrare tanto da essere definito il fondatore del genere umoristico-ecologico.

L’anno della lepre è  di Iperborea che pubblica  questi deliziosi  libretti stretti che per farsi leggere oppongono resistenza , sembra che non  non vogliano  concedere facilmente il tesoro delle loro pagine, quasi fossero dei piccoli scrigni che soltano i prescelti potranno aprire!

 

 

 

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7 commenti
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  1. IL PUNTO DI ASCOLTO PERFETTO di Andrea Bianchi
    pubblicato da: Mirna – 15 dicembre, 2011 @ 12:07 pm modifica
    La nostra vita è una ricerca, è una scalata verso il nostro profondo e verso un’armonia con il Tutto. Ma per salire occorre “una giusta tecnica”, una tecnica diversa e più difficile che rimanere nel piano dove forse siamo più frastornati e distratti da mille echi talvolta ingannatori.

    Così lo scalatore, un amante della montagna, un uomo che si trova nel “mezzo del cammin della sua vita” intraprende un viaggio verso le “Terre Alte” per cercare “il punto di ascolto perfetto” dell’Armonia delle Sfere celesti.

    Ancora imperfetto il riposo tra spazi absidali e vetrate di chiese, ancora insufficiente l’ascolto di Musica sacra in uno spazio dove “l’aria era troppo densa… dove la ragione non poteva seguire più di una direzione alla volta, e perdeva così l’insieme armonico del tutto. Solo l’intuizione più sottile avrebbe potuto comprendere – nel puro istante – l’Armonia globale…”

    Necessità di purezza, di solitudine di un percorso che va verso l’alto “perchè dall’alto viene la luce”.

    E Andrea Bianchi ci fa partecipi del suo viaggio interiore che sembra toccare i quattro elementi della Natura: la Terra della pianura dove l’anima non aveva trovato la completezza , l’Acqua che scendeva “impetuosa e larga in basso, più stretta e spumeggiante man mano che salivo“, l’Aria che lentamente si fa sottile eppur più sonora mentre accompagna il giusto ritmo del respiro, un ‘Aria pura, il respiro della stessa Montagna.

    Ed infine il Fuoco, visualizzato nella Luce della musica, dell’“Organista, illuminato dalla luce di una fiamma che gli creava attorno una nicchia di spazio ancora più luminoso”

    Come non pensare al Paradiso di Dante? Le creature ragionevoli tendono al raggiungimento dell’Armonia, del battito all’unisono con il Cosmo.

    Beatrice dice “Tutte le cose create sono ordinate fra loro in modo da costituire un tutto armonico…”

    Il nostro viaggiatore ha raggiunto la vetta dove ha trovato il “punto di ascolto perfetto” dove “per quel punto passava l’asse attorno al quale tutto ruotava, l’asse dell’Armonia indivisa.”

    Questo breve racconto di Andrea Bianchi – titolare dello studio di comunicazione creativa e d’impresa Etymo (praticamente del nostro Blog) e ideatore e responsabile del progetto editoriale Mountain Blog- si è aggiudicato il primo premio al concorso “Leggimontagna 2011″ con la seguente motivazione:

    “Le ragioni del salire sono risolte ne “Il punto di ascolto perfetto” nella ricerca di tutte le armonie, nell’intuizione della montagna come luogo che può soddisfare questa esigenza di perfezione. La prima qualità del testo è quella di saper condurre il lettore al punto più alto della montagna come al punto più profondo del sè”

    Il racconto è disponibile in formato digitale sul sito web MountainBlog al seguente indirizzo: http://www.mountainblog.it/mbook

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  2. DA GRAZIA
    Ho letto “Resta con me” della Strout e puntualmente si è verificato il pronostico di Camilla: “Ti piacerà” e “quelle lacrime!”. L’autrice commuove ed emoziona raccontando l’anima, i pensieri e i gesti dei suoi personaggi, li fa amare e ce li avvicina anche nei loro limiti e difetti. Lo fa con un linguaggio semplice e lineare che descrive tutte le infelicità, tutti i comportamenti, che trascina dentro. Il lettore ha l’impressione di vivere all’unisono con ciascuno di loro. Devo dire che l’argomento imperniato sulla religione all’inizio mi aveva fatto diffidare, in genere me ne tengo lontana, invece non mi ha infastidita, prevale il lato umano, l’infelicità ciascuno la affronta come crede.

    Poi, forse per compensare l’intensità di quella lettura, sono andata a cercare la leggerezza e il divertimento. Come ho letto in uno dei tanti libri sulla lettura, nelle librerie anche di persone al di sopra di ogni sospetto, esistono dei libri “difficili da giustificare”. Nella mia ci sono libri con vampiri, maghi, streghe, cacciatori di taglie, avventure, guardati con sufficienza da chi non li apprezza, che non propongo a nessuno e che ogni tanto riesumo.

    In questo momento però sono ritornata agli autori veri e a quella Hella Haasse di cui ti ho già scritto, ricordi? “L’anello della chiave”, credo di avertene scritto, ora sono con lei che mi porta, in pieno illuminismo, a conoscere le vicende di una nobildonna olandese “La signora Bentinck o dell’incompatibilità di carattere”, raccontate attraverso lettere e scritti dei vari personaggi. Sono solo all’inizio ma è promettente, come tutti i romanzi epistolari che danno ad una storia tante sfaccettature e una grande immediatezza.

  3. Ognuno, in un passaggio talvolta fugace della propria vita, si trova in una condizione di “ascolto perfetto”; diverso e mutevole nel tempo. Mi ha fatto bene leggere dell’autore “dell’anno della lepre” e del racconto di A.Bianchi. Grazie. In questi giorni di torpore, sto assistendo a dei conveni-dibattiti sul tema “teatro e malattia psichica/disagio sociale”, e riflettevo sulla necessità per l’uomo-bambino di alimentarsi con storie/esperienze che lo conducano ad un’incontro d’intima Armonia che riappacifica e consola, evitando di rimanere prigionieri di un solo copione uguale a se stesso.
    Un abbraccio a tutti dalla MIKI!

  4. Dove vorreste essere per un po’?
    Mirna non manca di provocare le nostre reazioni, appena ho letto la domanda la risposta si è delineata precisa nella mia mente e se il viaggio è un luogo dello spirito, la mia meta, la mia terra lontana per ritrovarmi, posso raggiungerla aprendo un libro.
    Il luogo nel quale mi piacerebbe rifugiarmi, nel quale ritornare quando lo desidero, è quindi un luogo letterario, un luogo della mente.
    Si tratta della brughiera di “Cime tempestose”, luogo fiorito, libero e selvaggio. Coperto di erica, assolato, battuto dal vento, agitato dalle tempeste, fangoso, gelato dall’inverno, “paradiso dei misantropi”. E non potrei non entrare, attraversato il cancello e il cortile, nella casa con la facciata decorata con intagli grotteschi, nel soggiorno e nella cucina con l’enorme cappa. Ascoltando il vento del nord soffiare sul crinale, salirei a lume di candela le scale per arrivare nella camera con quell’armadio di legno di quercia che fa da letto e mi affaccerei verso la brughiera, appoggiandomi al davanzale di legno.
    Quante volte ci sono stata!

  5. Che meraviglia di blog mi ritrovo! Arto Paasilinna,mi piace! Hella Haasse , sai Grazia che la sto leggendo a tutto spiano? La fonte nascosta , L’anello della chiave, Genius loci, Di Passaggio, una scrittura esorbitante, immensa e al tempo stesso controllata e perfetta: possibile?Possibile. E la Miki che ha bisogno di intima armonia, ciao Miki!E ancora Grazia (ma è strano questo fatto della Hella Hasse) e che dire di Echenoz! Sto leggendo LAMPI- fantastico.Ma ho la minestra di verdure sul fuoco e devo andare. Un saluto a tutti.

  6. Cara Grazia…per quanto riguarda la brughiera delle Bronte dovremo fare i turni! La musica del silenzio, i colori forti , l’asprezza degli elementi spesso mi sarebbero necessari o per spronarmi o per calmare la veemenza.
    Ma sapete che ho trovato in biblioteca?: ROMANCING MISS BRONTE, di Juliet Gael, ed. TEA: tra realtà e finzione racconta i sentimenti delle sorelle Bronte. Romanzo d’amore e biografia ricca di dettagli precisi, ma anche ritratto fedele e amaro della condizione della donna nell’epoca vittoriana.
    Per ora è sul mio tavolino da notte…lo assaporo con gli occhi ma presto mi ci tufferò!

  7. Anche io in lista per la casa di “Cime tempestose”… Ma poi… a volte, di sera prima di addormentarmi per allontanarmi dalla partecipazione ai miei stessi problemi, immagino ghiacciai, i poli, gli oceani, spesso di notte con il ghiaccio bianco che brilla. C’e’ buio e c’e’ silenzio, un silenzio abissale, ancestrale, sublime e rassicurante. Oppure le scogliere a picco del sud dell’Inghilterra, e il suono del mare che schiuma sulla roccia. E mi dico che possiamo visitare ogni luogo e ogni tempo e cio’ e’ molto consolatorio e vertiginoso allo stesso tempo. Vorrei essere li’ nell’ “ogni luogo”, prima che si compia la scelta. che poi e’ il “punto d’ascolto perfetto” di Andrea, l’armonia della Miky, il primigenio che nomina mamma, la natura di Paasilina.
    @Camilla, sono curiosa di leggere “Ravel”!
    @tutti: un caro saluto e un’accelerata su “L’anno della lepre”, un libro spassoso e totalmente inaspettato. Merita!