POEMETTI di Katherine Mansfield – DEDICATI A VALERIA

pubblicato da: Mirna - 4 giugno, 2012 @ 8:40 am

 pubblicato da: admin – 11 settembre, 2010 @ 6:46 pm modifica

  Ricerco un vecchio post dove parlo di una poetessa che io amo molto, una persona dalla mente colorata, che amava la vita in tutti i suoi aspetti, dalla Natura , all’amore per gli altri e  all’arte. Una donna che si sentiva parte palpitante dell’intero universo.

E’ quello che io auguro a Valeria appena giunta tra noi.

 “Parliamo sempre di vita, della nostra vita che come ci consiglia Maria Teresa  si può vivere con più ottimismo.  Le piccole cose di cui parlava anche Gozzano, non necessariamente un “Loreto impagliato”, sono i puntelli strategici per tradurre lo spleen in una  “felicità bambina”.

Scelgo ancora una volta  Katherine Mansfield proprio per la sua ardente sete di vita e di felicità. Felicità che provava nei piccoli piaceri quotidiani, nell’amore, nell’amicizia e nell’abbandonarsi alla bellezza della natura.

“In riva al Mediterraneo c’era Villa Pauline, un cottage di quattro stanze” ci scrive John Middleton Murry, marito della Mansfield spiegando che entrambi vi abitarono  nel 1916. Ricorda che  si dedicarono una settimana intera alla poesia “Dopocena, sedendo insieme a una minuscola tavola da cucina, abbiamo scritto versi intorno a un tema che sceglievamo al momento”

In questi Poemetti  di Katherine Mansield troviamo anche i ricordi della lussurreggiante Nuova Zelanda, il suo amore per l’Amore, le sue immagini più colorate, la sua forza di veleggiare ad ogni costo verso la Felicità.

 

“Un golfo di silenzio ormai ci separa;

 Io su una sponda e tu all’opposta vivi,

 Non ti vedo nè ti odo, a stento so che ci sei…

A varcarlo forse c’è modo? Mai con la parola

O il senso. Così di pianto lo potremmo colmare.

 Ma ora voglio frantumarlo con un’altra risata.

La Mansfield nei suoi diari scrive che il dolore può essere vinto, a patto di non resistergli, concedendogli una parte di noi.

 “Tutto quanto accettiamo effettivamente dalla vita, subisce una trasformazione. In questo modo la sofferenza deve diventare l’Amore. Ecco il mistero. Ecco ciò che debbo fare. Devo passare da un amore personale a un amore più grande. Devo dare al mondo  tutto ciò che ho dato ad uno solo.”

Che sia questo il segreto delle felicità?

Scrive nei primi versi di “Villa Pauline”

Eppure, prima che egli venisse,

eri soltanto un nome:

quattro stanze nane, un cassettone

senza nemmeno un osso dentro,

ed ero sola!

Dalle vaste finestre

ora l’aperto intero

di sole e fiori e canto

a nascondersi viene,

ardente e sulle sedie ridente,

per afferrare d’improviso

la nostra felicità bambina“…


condividi

3 commenti
Lascia un commento »

  1. @Miki — Adesso basta un nome, il nome di una creaturina piccola, appena arrivata,e tutto quel che implica coincide.
    E per te,madre per sempre, tengo in serbo LA CASA BIANCA, una storia talmente bella, dedicata dal grande poeta e scrittore e quanto altro, Herman Bang, alla sua mamma. La madre, la chiama, bella e gioiosa, intelligente e allegra, e pure , a volte, pensosa, con un lieve, quasi impercettibile, velo di tristezza. E il figlio l’adora, la ha adorata per sempre. Una madre in cui è bello specchiarsi per tutte noi madri, un nutrimento, una poesia, una gioia. Un ricamo da ricopiare, per quanto possibile. Ecco le prime parole del libro: “”Giorni d’infanzia, vi voglio chiamare, tempi ignari di malignità, tempi gentili, di voi voglio rievocare i ricordi. I passi leggeri di mia madre risuoneranno per le stanze luminose e …………..””.
    Tante belle cose a tutti.

  2. Dedicato a Valeria, ma anche a tutte noi, per cui l’Amore è stato, è e, si auspica, sempre sia Compagno di Vita!

  3. Valeria non è bella, è bellissima ed è incredibile quella sua espressione che ho avuto la fortuna di vedere: sembra che sorrida o addirittura rida. Se il buongiorno si vede dal mattino, sei nella mia parte di mela, piccola Valeria! TI mando un bacino per ognuna di quelle tue due belle guanciotte!
    Sì, è importante vivere con ottimismo, che non vuol dire superficialità ma capacità di valorizzare il bello che c’è in ogni cosa, ogni persona, ogni accadimento. Tutto è un misto di gradevole e sgradevole: in qualcosa o qualcuno predomina il gradevole, in altro lo sgradevole e le percentuali di predominanza sono diverse a seconda dei casi. Ma valorizzando quel che c’è di buono si evitano tante tensioni, attriti e ci si predispone meglio anche a criticare quel che non va. Si vive meglio, insomma.