NOVECENTO, il pianista sull'oceano

pubblicato da: admin - 5 marzo, 2010 @ 6:47 pm

scansione0005scansione0004Eccomi puntualmente da ormai 45 giorni davanti al Pc con un libro accanto. Libro che ogni giorno scelgo di presentare secondo pensieri, emozioni, ricordi che vanno e vengono come onde nella mia mente. Libri che ritrovo negli scaffali oppure che vedo per la prima volta  in biblioteca o che mi vengono prestati o regalati. Molti vengono letti ma non mi sollecitano la scrittura quotidiana, altri invece mi spingerebbero a scrivere di essi per più volte. Il libro di Baricco occhieggiava con la sua copertina azzurra-nera nella parte dello scaffale ad altezza occhi. E ciò che riporta al mio cuore è dolce.

Tutti conoscerete il monologo teatrale scritto da Alessandro Baricconel 1994 e il film  che  Tornatore ne ha tratto quattro anni dopo con il titolo “La leggenda del pianista sull’oceano.”

La storia è quella di un neonato abbandonato a bordo del transatlantico Virginian e trovato da un marinaio di colore Danny Boodmann. Il bambino accudito con amore dapprima da Boodmann sarà in seguito “adottato” da tutto lo staff del piroscafo. Verrà chiamato Novecento perchè dice Goodmann :” L’ho trovato nel primo anno di questo nuovo, fottutisimo secolo, no?… Andrà lontano con un nome così.”

A otto anni Novecento strabilierà marinai e passeggeri con una eccezionale performance al pianoforte che evidentemente aveva imparato a suonare da solo. Ha un grandissimo talento, una tecnica straordinaria che lo rende  capace di suonare “musica mai sentita prima.” Nasce così la sua leggenda unita al fatto che egli non scenderà mai a terra, ma vivrà la sua vita sul Virginian, microcosmo galleggiante che fa ininterrottamente la spola tra Europa ed America.

Le pagine di “Novecento”sono molto poche e si leggono in un’oretta o due; naturalmente si rimane colpiti dal personaggio particolare che si realizza nella musica, sospeso tra pianoforte e mare, con il timore  di crearsi radici sulla terra ferma che vede come un altrove a lui estraneo. Per lui sembra non esistano compromessi o scelte, la sua esistenza ha ragione d’essere in quella piccola città che naviga sull’abisso e il suo respiro vitale sembra adattarsi al dondolio delle onde che lo hanno accompagnato sin dai suoi primi vagiti.

Una volta, da adulto,  cerca di scendere a terra, a New York.  Recita:  “Tutta quella città…non se ne vedeva la fine…Su quella maledettissima scaletta…era molto bello, tutto…e io ero grande con quel cappotto, facevo il mio figurone, e non avevo dubbi, era garantito che sarei sceso, non c’era problema/ Col mio cappello blu/ Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino/… Non è quello che vidi che mi fermò/ E’ quel che non vidi…cercai ma non c’era, in tutta quella sterminata città c’era tutto tranne…/ c’era tutto./ Ma non c’era una fine.”

Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88…non sono infiniti, loro. Tu, sei infinito, e dentro  quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito…Questo a me piace” spiega Novecento.

E quando c’è mare grosso la nave balla e il pianoforte nelle sale di prima classe scivolano avanti e indietro “come un enorme sapone nero“.

Ricordo anch’io una notte di mare a forza 8 mentre navigavamo su una nave da crociera  attraverso il Golfo del Leone. Mi trovavo in una cabina posta ai ponti inferiori, una di quelle  destinate  allo staff, il dondolio era terrbile, in più ero reduce da una brutta influenza, perciò stavo abbastamza male; ma venni “salvata” e accompagnata sul ponte A, quello di prima classe , dal pianista che poi divenne mio marito. Ci sedemmo su un divanetto che insieme al pianoforte comincio a scivolare avanti e indietro,avanti e indietro. Non avevo paura anche se sentivo ruggire il mare, perchè accanto a me c’era Piero che mi teneva la mano. C’era il mio pianista sull’oceano.

E naturalmente nostra figlia Stefania è una pianista.

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23 commenti
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  1. Ho letto “Il pianista sull’oceano” alcuni anni fa e ricordo che ne ero rimasta molto colpita, lo avevo trovato originalissimo e mi piacevano molto le immagini che me ne ero creata nella mia mente. Il film invece non mi aveva entusiasmato, ma non saprei dire perchè… Da allora mi sono formata una convinzione a proposito di libri e film derivati dai libri: preferisco leggere il libro dopo aver visto il film. Questo, almeno in un’occasione, ha “funzionato” ed è stato per IO NON HO PAURA. Splendido il film, rivelatore di ulteriori atmosfere e segreti il libro. Ma so bene che tutto questo non vale sempre. E’ un argomento su cui penso che tutti abbiano da dire qualcosa.
    Tornando al pianista sull’oceano, andrò a cercare il libro e lo rileggerò, ora che posso collegarlo a Mirna al “suo” pianista sull’oceano e… alla loro figlia meravigliosa che è pianista e varca gli oceani!

  2. sono rimasta incantata…dalle tue parole nel descrivere il libro (che non ho letto ma che correrò a comprare) e…dalla conclusione del tuo post!grazie!

  3. 😉 che dolcissima storia Mirna!!!La tua vita sembra la trama di un bel romanzo…complimenti!

  4. Grazie Mirna di condividere con noi dei bellissimi momenti delle tua vita… Mi sono venuti i brividi a leggere le tue parole…Il regalo più bello di questa vita è proprio l’Amore, l’amore per un uomo,per i figli, per l’arte, per gli animali, per il libri…
    Invece, per quello che riguarda Novecento, io non l’ho mai letto. Ma sono rimasta molto colpita da Seta di Baricco, che amo moltissimo e che consiglio a tutti. Anche qui, l’Amore al centro di tutto…

  5. ..forse ora capisco perchè amo così tanto il mare

  6. credo che la storia di Novecento, con il suo irrisolto dualismo fra finito ed infinito, due facce della stessa medaglia che hanno inscindibilmente bisogno l’ una dell’ altra, possa essere accomunata ad una bellissima canzone : ” Il cielo in una stanza “. Solo il lasciarsi andare ed accettare le possibilità di amare, nel modo più personale e variegato, è forse la chiave che ci permette di vivere la vita come un’ avventura degna e sensata…..

  7. La nave che solca l’oceano per me è paragonabile al treno che corre sulle rotaie o al volo di un aereo. Mi fanno pensare a non luoghi, dove il tempo scorre diversamente tanto da poter vivere realtà diverse da ciò che si può ritenere la banalità del quotidiano. Là tutto può succedere e mai come in quelle situazioni si pensa che quello che conta è il viaggio e non la meta. Ho visto solo il film, che mi aveva frastornato per la tempesta di musica che si mescolava con quella reale e ho condiviso le sensazioni del protagonista che non riusciva a staccarsi dall’unico posto dove si sentiva sicuro: per lui era più importante il viaggio, che si svolgeva e finiva sulla nave e con la sua musica.
    Meno male che la tempesta sull’oceano si sia risolta senza danni per Mirna e Piero se no non avremmo avuto il piacere di conoscere la loro bella storia!

  8. È uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Poche pagine regalano tantissimo, e ad ogni rilettura i doni sono nuovi (la stessa sensazione che ho quando di tanto in tanto riapro ‘Il Piccolo Principe’).
    “Adesso so che quel giorno Novecento aveva deciso di sedersi davanti ai tasti bianchi e neri della sua vita e di iniziare a suonare una musica assurda e geniale, complicata ma bella, la più grande di tutte. E che su quella musica avrebbe ballato quel che rimaneva dei suoi anni. E che mai più sarebbe stato infelice.”
    Io ho nostalgia di libri così!

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