SOLSTIZIO D'INVERNO,quando la vita può ricominciare

pubblicato da: admin - 7 Marzo, 2010 @ 7:34 pm

DSCF0165scansione0007Ogni tanto occorre inframmezzare le letture con un dolce e piacevole romanzo di Rosamunde Pilcher. Il libro scorre veloce  tra le mani suscitando sentimenti positivi, suggerendo forza d’animo e speranza.

  I protagonisti  di Solstizio d’inverno sono due ultrasessantenni: Elfrida che appena rimasta vedova lascia Londra e si trasferisce in un villaggio dello Hampshire e Oscar, un musicista,  che perderà tragicamente la famiglia,  poco dopo.

Le due solitudini che combattono il dolore della scomparsa dei loro cari cercano di consolarsi a vicenda, ma si nota più coraggio in Elfrida che riesce a trovare serenità grazie al nuovo ambiente ed a una rete di amicizie positive.

Le donne si sa affrontano meglio il dolore quando si trovano improvvisamente senza il compagno di una vita. Forse siamo più coraggiose? O abituate a soffrire di più perchè portate per nostra indole a sopportare?

Uniti dal lutto da superare, presto però Elfrida ed Oscar riusciranno entrambi a ricominciare una vita insieme. Si trasferiranno in Scozia, incontreranno altre persone e altre storie.

Le ambientazioni sono sempre suggestive, dalla campagna inglese, ai pubs fioriti di petunie, dai salotti confortevoli con il caminetto acceso, alla Scozia prenatalizia. Insomma passione, delicate emozioni,  descrizioni piacevolissime, felicità che riappare.

Rosamunde Pilcher è nata nel 1924  in Cornovaglia, scenario di quasi tutti i suoi racconti, ma vive ora in Scozia. Ha scritto moltissimo e nel 2002 la Regina Elisabetta le ha conferito il riconoscimento OBE, Officer of the Order of British Empire. Dai suoi romanzi la televisione tedesca ha tratto gustosi telefilms che ogni tanto riusciamo a vedere anche noi. La bellezza sta proprio nei paesaggi stupendi della Cornovaglia o di altri parti della Gran Bretagna.

Il messaggio di questo Solstizio d’inverno è dunque che non si è mai troppo vecchi per ricominciare. Talvolta si può incontrare un altro partner con il quale condividere affetto, affinità, consonanze; ma non è sempre necessario per dare una svolta alla propria vita. Oppure?

Ci sono sessantenni che si sono rifatte una vita sentimentale appagante, altre che riescono a condurre una vita in dolce solitudine, ma colma di interessi, amicizie e un altro genere d’amore.

Talvolta è meglio essere soli, che sentirsi soli vicino a qualcuno che non ti capisce.

Che ne pensate?

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2 commenti
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  1. E’ noto che si nasce, si vive e si muore da soli. Non è dato conoscere la durata del percorso della nostra vita, non si sa chi si incontrerà per strada, nè tanto meno quando. Spesso il caso ci sceglie , ci si può imbattere allora in chi ha voglia di fare quattro passi con noi, oppure si può scegliere di andare avanti da soli. Penso comunque che vivere con qualcuno che non ti capisce per non sentirsi soli possa essere solo una punizione che ci si infliggerebbe inutilmente.

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