VINDICATION, o i diritti delle donne

pubblicato da: admin - 8 marzo, 2010 @ 3:31 pm

180px-MaryWollstonecraftE’ entrato nel nostro costume festeggiare la donna con un giorno speciale, l’ 8 marzo, per ricordare le 129 operaie morte in un laboratorio tessile  negli Stati Uniti nel 19o8.  Volevano scioperare ma il “padrone” non lo permise e le chiuse a chiave non lasciando loro scansione0008 così via di fuga all’incendio scoppiato poco dopo.

Quanta strada ha fatta la donna per raggiungere pari diritti degli uomini! Forse finalmente,  almeno nel mondo occidentale, sembrano raggiunti.  Mi pare  perciò obbligatorio parlare di un’antesignana del “femminismo”, meglio dire di una giustizia necessaria, quale fu Mary Wollstonecraft la cui vita viene raccontata mirabilmente, in forma romanzata, da  Frances Sherwood.

In questo appassionante romanzo, intitolato appunto “Vindication”, si legge della vita e del pensiero di questa straordinaria donna nata nel 1759 e morta di parto a soli 38 anni.

Nasce in una famiglia povera e numerosa, il padre cambia spesso lavoro, gioca, beve ed è brutale con la moglie. Mary non sopporta queste palesi ingiustizie e difende la madre cominciando a chiedersi del perchè di queste situazioni accettate supinamente.

Frances Sherwood le fa dire a proposito degli uomini : “Odiarli? Non odio gli uomini. Odio la violenza. Odio, chi , essendo più forte, vessa chi è più debole. Le donne sopportano troppe cose per amore del matrimonio”

Sono considerazioni valide purtroppo anche oggi. Quante donne sopportano violenze fisiche e psicologiche soltanto per sentirsi sicure nel legittimato contratto matrimoniale, quando oggi, finalmente, potrebbero armarsi di coraggio e vivere indipendenti?

Un’amica infelice di Mary le confesserà ” Non sono coraggiosa come te, Mary. Io non so vivere tutta da sola al mondo, senza un uomo che mi protegga:”

Invece la  Woolstonecraft ce la fa, grazie soprattutto alla cultura che conquista da autodidatta. Legge molto e riesce a frequentare, grazie ad un’amica,  circoli intellettuali dove conosce persone importanti e le nuove idee dell’Illuminismo.  Finalmente riesce ad abbandonare la casa paterna e trovare lavoro come dama di compagnia da una signora di Bath dove impara anche le norme comportamentali degli ambienti della “buona società“.

Continua a leggere e a studiare acquisendo una buona conoscenza della storia, della politica e della cultura del tempo.  Dice : ” Chi ha mai detto che sia l’uomo il giudice unico della genialità, se la donna gode non meno di lui del dono della ragione?” Dopo un fallito tentativo di aprire una scuola, si mette a scrivere pensieri e riflessioni sull’educazione generale delle femmine, abbozzo del suo più famoso e importante libro “Vindication of the right of woman”,pubblicato dopo il 1792,  che è una critica all’educazione riservata alle donne rese incapaci dalla società del tempo di affrontare i problemi importanti della vita, perchè relegate in un ruolo “ridicolo e dannoso”, quasi di minorate psichiche.

Legge Rousseau, scrive un romanzo autobiografico dove sottolinea, come una vera romantica, l’importanza della fantasia, del sentimento religioso, del viaggio come metafora della crescita personale.

Cambia occupazioni, le vengono pubblicati alcuni scritti, frequenta  ancora salotti culturali dove conosce Blake, Fuessli e il filosofo William Godwin. Lavora quindi in una casa editrice dove traduce articoli degli illuministi francese, critica Rousseau che nell’ “Emile” scrive che le donne “dovevano piacere agli uomini , essere loro utili, …render loro piacevole la vita.” (ORRORE). Le vuole trasformare in “schiave civettuole per essere l’oggetto del desiderio dell’uomo che con lei si può svagare”.  Ma sono cambiate le cose oggidì?

Intanto scoppia la Rivoluzione francese e vengono stilate “Le Rivendicazioni dei diritti dell’uomo”. Pronta la Woolstonecraft risponde con il suo libro.

La sua vita sentimentale è abbastanza libera, ha una relazione con Fuessli, sebbene questi sia già sposato. Ha una figlia da un avventuriero che la farà soffrire tanto da portarla a una grave depressione. Ma il lavoro la aiuta a risollevarsi e finalmente ritrova William Godwin . Si innamorano, lei rimane incinta. Decidono di sposarsi anche se entrambi considerano il matrimonio un’inutile formalità.  Vivono in due case separate per conservare la propria indipendenza.

Purtoppo questa donna impavida, eccezionale per l’epoca, libera, onesta, muore il 30 agosto 1797 dando alla luce la sua seconda figlia Mary (come lei). Affranto dal dolore il marito scriverà: “Credo che non esistesse una donna uguale a lei nel mondo”.

Ma sapete chi era sua figlia? Mary Godwin Shelley, la creatrice di Frankstein!

Anche in questa speciale giornata di fredda primavera, colorata dal giallo delle mimose, noi donne siamo soddisfatte di ciò che abbiamo raggiunto? Io direi di sì, abbiamo pari diritti legali, di opportunità, di giustizia. Ma noi siamo pronte ad essere veramente libere?

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14 commenti
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  1. Certo, se pensiamo a quanta strada hanno fatto le donne in tutti i campi c’è da esserne contente. La politica resta comunque un mondo maschile… Quanti sindaci donna abbiamo?
    Un bellissimo libro della Woolf è ” Una stanza tutta per sè”, mi sembra ne abbiamo già parlato.Noi donne ne abbiamo sempre bisogno e la Woolf più che mai…

  2. Cara Mirna,
    è la prima volta che tento di scriverti ma, come ti ho detto alla riunione della BdT, sei diventata per me una compagnia preziosa, divertente e …illuminata!
    ” Illuminata ” come il titolo di un libro che volevo proporti io. E’ di Patrizia Carrano e racconta la storia di Elena Lucrezia Cornaro, la prima donna laureata nel mondo. Anche
    lei una donna eccezionale, sensibile, intelligente che cento anni prima di Mary
    ha lottato contro le tradizioni per seguire la sua più grande passione: lo studio.
    Un abbraccio e un grazie !

  3. Benvenuta carissima Rina, nel blog di letture e riflessioni.
    Appena letto il titolo del libro che mi consigli mi sono “illuminata” perchè sapevo di averlo visto da qualche parte in casa. Ho chiesto a mia figlia e lei me l’ha trovato immediatamente. E’ suo, ma io presto lo leggerò. Grazie del consiglio. Caramente.

  4. Questo e’ un tema che mi e’ particolarmente caro. Mi trovo – un po’ per educazione e un po’ per natura – ad aborrire tutte le discriminazioni di sesso (oltre alle mille altre che purtroppo conosciamo). Credo abbia tutto a che fare con i “ruoli”, ruoli che si sono affermati nei secoli, nei millenni, per ottimizzare di volta in volta la vita sociale. Purtroppo con i ruoli vengono affermate delle superiorita’ e qui sta l’errore. Il ruolo in se’ non porta problemi. Oggi in Occidente, le donne hanno il ruolo di madri professioniste realizzate. Ottimo. Gioiamone. Abbiamo svariate possibilita’ nel modellare la nostra vita. Non abbiamo quasi neanche piu’ bisogno di coraggio in quanto le strade sono aperte e senza troppi pregiudizi. Il coraggio dovevano averlo le donne come Mary, che dovevano “inventarsi” nuovi ruoli e soprattutto la possibilita’ di sceglierli. Oggi, in onore e gratitudine a tutte le donne che hanno sacrificato anche la loro vita per affermare il diritto ad esprimersi, ci basti avere consapevolezza nelle nostre vite e aiutare quelle donne che in altri paesi sono ancora “incatenate”.

  5. OHPS! Improvvisamente mi è partito il commento che stavo scrivendo…non so come mai. allora ripeto e continuo, nella speranza che venga cancellato il precedente.

    Penso invece che non tutti gli ambienti in questo Occidente siano favorevoli alla possibilità di realizzazione della donna. Molte di loro infatti ancora adesso lavorano per aiutare la famiglia e il desiderio di maternità viene spesso frustrato. Sono d’accordo comunque sul fatto che passi in avanti se ne siano fatti, grazie a donne intelligenti e coraggiose del passato e del presente, come spero del futuro.

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