TENTATIVI DI BOTANICA DEGLI AFFETTI, di Beatrice Masini

pubblicato da: Mirna - 17 agosto, 2013 @ 11:52 am

TENTATIVI DI BOTANICA DEGLI AFFETTI di Beatrice Masini

 

Ho gia’ scritto di questo belissmo romanzo che sto rileggendo in questi giorni di piena estate. Vi consiglio di leggerlo e di gustarlo.

Edizioni Bompiani. Anch’esso finalista del Premio Campiello.

Non voglio ripetere cio’ che ho gia’ scritto circa le emozioni e le suggestioni suscitate ( cercate nell’archivio blog digitando il titolo), ma voglio aggiungere altre sensazioni.

Tipo “la giornata perfetta”. Io trovo e riconosco – per me – alcune giornate perfette durante l’anno, sia a Trento che altrove. Che cosa le rendono perfette per me? Certamente la giusta temperatura, le ombre dolci, il sole morbido, la predisposizione della mente e del cuore ad essere tutt’uno con la Natura, con il Creato , forse profumi di fiori o voli lenti di farfalle , o semplicemente uno sguardo piu’saggio che ti fa sentire felice di essere vivo.

Ed ecco che la lettura (– ma di che cosa parlano coloro che non leggono libri ,maestri e compagni di vita? – ci chiedevamo Grazia ed io l’altro giorno –) ti ripresenta I tuoi pensieri o te li dirime.

Beatrice Masini , o meglio la sua Bianca, protagonista del romanzo  scrive di “giorni perfetti, cioe’ di quelli che” sembrano che non si bastano, tanta vita sembrano condensare dall’inizio alla fne: sono I giorni perfetti, col clima miracoloso che alterna fresco e tiepido secondo tu vada…sono I giorni in cui ogni cosa della natura sembra appena nata e insieme centenaria e ti guarda con questa sfida, tu, briciola d’esistenza…dicendoti che il resto c’e’ stato e ci sara’ e continuera’ a esserci  anche quando tu dovessi sparire…e invece di esserne frustrato provi un’intima gioia perche’ e’ cosi’ che e’ giusto…e’ il corso delle cose non umane che chiedono solo di essere contemplate e non capite…”

Cosi’pensavo poc’anzi sotto il sole del disteso mezzogiorno, un sole forte ( mi si e’ rotto l’ombrellone ieri l‘altro pr un folata di vento!!!) , un sole cocente, vivo che mi sembrava potesse sciogliermi le ossa e certi grumi di pensiero fossilizzati. Pensavo a questo romanzo che sembra cosi’ delicato nel titolo “botanico” ma che e’ permeato di una fisicita’ ancestrale e realistica pur  nella sua impalcatura ottocentesca.

E poi immersa nel sole pensavo alle mie due ultime giornate trascorse e mi son detta quasi ad alta voce: “ Ho avuto un bel ferragosto, anzi due giorni di festa”

E mi sembrava di risentire la voce di Msr. Dalloway che alla fine della sua serata si compiace e  finalmente si rilassa rassicurandosi “E’ stata una bella festa”.

Che distanza di tempo, spazio e ambiente. La’ la Londra post vittoriana dell’alta borghesia, qui una lettrice in pensione   in villeggiatura a Borzonasca che pero’- proprio grazie alla lettura e’ diventata un poco Mrs. Dalloway e tenta anche di essere Bianca ed “acquarellare!”

Si’, belli questi giorni di mezza estate. Piccoli progetti tutti riusciti. La passeggiata a Borzone con Grazia  e’ finita benissimo, nonostante la mia stanchezza e il male all’anca dell’inizio, poi il caffe’ nell’unico bar, la visione dell’Abbazia immersa nel verde d’oro di ulivi, clivi e fiori, le ortensie raccolte mi hanno galvanizzata  tanto che sembravo un’allodola  cinguettante.

Il pranzo quasi pronto per I nipoti, le pesche cotte  al forno all’amaretto e cacao buonissime.

Si’,  altrettanto bello il giorno dopo. Sempre con Grazia ,vero il Golfo Paradiso – ma come si fa a catturare tanta Bellezza? Non basta la macchina fotografica, forse un tela e  pennelli, o un quaderno per scrivere una poesia? O soltanto l’abbandonarsi grati all’azzurro celeste fermo come un campo eliso di mare, sussultare alla prepotenza delle bouganvilla, dei gelsomini, delle agavi carnose, del fruscio degli ulivi e delle palme …insomma quasi tristezza nel  non potersi tenere tanta bellezza.

E l’abbandono nell’angolo di paradiso di Renata, a Recco, dove dopo aver gustato trenette al pesto, tortino di zucchine e uno spettacolare  Clafoutis alle pesche – direi che anche un uno squisito dolce puo’ essere poesia –ci faceva sentire le protagoniste del romanzo della von Arnim “Uno splendido aprile” e il brusio che ci arrivava dalla spiaggia ci faceva declamare Montale “ Esterina, I tuoi vent’anni…”

Si’, due bellissime giornate che voglio concludere con il saluto del mattino a Miki, Emiliano e Valeria, davanti al porticciolo d iCamogli, tra “questo grappolo di case colorate “come ha scritto Miki ci siamo lasciati tra le bolle di sapone che riflettvano tutti I colori  e gli affetti dell’estate e di tutti  questi giorni  sospesi anch’essi in una bolla di “perfezione”.

 

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3 commenti
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  1. Sono stati giorni di riflessi di luce capaci di imprimersi lontano, in fondo, per poi rendersi indelebili attimi di bellezza, di quella originale, che non ha ritorni, se non la sua intensità. Wow!!!!
    All’ombra dei fiori di Jacaranda è lettura che concentra bellezza e levità, perfetto per le ore calde di questa stagione e, si alterna piacevolmente ai fratelli Burgess” della Strout, lettura originale, non menzognera, scuotente il pensiero.
    Bacissimi.

  2. Vorrei commentare l’idea di “giornata perfetta” con il detto di un famoso Maestro zen giapponese che sosteneva: “ogni giorno e’ un buon giorno”. E’ vero, spesso il mondo che ci circonda rende tutto piu’ facile, per il corpo con le temperature tiepide, per la mente con uno snodarsi sereno di eventi. Molto spesso non e’ cosi’. Ma noi possiamo rendere tutto sempre “giusto”, perfetto in ogni circostanza. “Il mondo e’ perfetto cosi’ come e’ ” – diceva un altro maestro del Rinzai zen giapponese. Certo e’ pur vero che ci sono momenti, attimi, giornate che si imprimono nella nostra mente con la forza dell’armonia, dell’equilibrio, della centratura. Gli amici, il paesaggio, la buona tavola, tutte cose stupende da assaporare. Per cui ringraziare intimamente. Ma anche la fatica, la stanchezza, le nuvole, il freddo meritano un ringraziamento. Perche’ siamo vivi e possiamo vivere pienamente ogni momento della nostra vita. Lettura del momento: “Zen quotidiano – Amore e lavoro” di Charlotte Joko Beck, maestra zen americana ed ex-pianista. Ubaldini editore – Roma. Un caro saluto a tutti.

  3. @Mirna– Ciao cara Mirna, sono contenta che tu stia bene nel tuo bel paese fiorito, e che tu abbia incontrato la famigliola della dolce Miki. Ma LA L’ETA’ DEL DESIDERIO non l’avete ancora letto? forza, che è proprio buono, e piacerebbe assai anche a Maria Teresa. Bacioni. Camilla