SIMBOLI -  1

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 24 Aprile, 2016 @ 6:40 am

Detto altrimenti: riflessioni su un libro appena iniziato      (post 2351)

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Nel 2004 Presidente della Corte Costituzionale

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Il libro: “Simboli al potere” di Gustavo Zagrebelsky (Giulio Einaudi editore). Il simbolo, quasi un “doppio semiconduttore”, ci consente di “tendere verso la conoscenza (una sorta di moto a luogo)” e che allo stesso tempo “tende a farci ricevere la conoscenza” (una sorta di essere ricevitori di), senza mai che nessuno dei due percorsi si compia interamente. L’Autore ci aiuta a comprendere quanto cerca di spiegarci: è come se guardassimo una realtà solo attraverso un cristallo deformante, cristallo che è per noi un simbolo.

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Tutto può essere un simbolo. Io ne ho avuto esperienza soprattutto in un caso. Ero stato nominato consigliere di amministrazione in una grande SpA. Dopo una prima riunione, l’azionista mi convocò e mi chiese cosa pensassi della sua società. Io avevo notato che in quella riunione mancava la “tensione” verso il risultato e lo espressi con poche parole: “Non colgo alcuna tensione”. L’azionista si rabbuiò e mi rispose: “Se non la coglie lei vuol dire che non c’è”. Due considerazioni (importante è la seconda!): 1) l’azionista mi aveva fatto un grande complimento, dimostrando di apprezzare il mio giudizio fondato sulla una esperienza gestionale di decine di anni; 2) la riunione alla quale io avevo partecipato era stata un simbolo, nel senso che da quel suo svolgersi mi era stato detto (ricezione) che al di là di essa la gestione della società non andava bene (ma quanto “non bene”?), e che io, se mai avessi “attraversato quella lente” (trasmissione)  ovvero, se fossi stato posto in grado non solo di “consigliare” da semplice consigliere di amministrazione, bensì di decidere da Presidente o Amministratore Delegato, avrei operato in modo totalmente diverso (ma quanto “diverso”?) inserendo nel sistema molta “tensione”.

Perdonate il riferimento personale, ma io stesso, fino ad oggi, non sapevo che quella riunione fosse (stata) un simbolo. L’ho citata perché mi ha fatto capire il senso delle prime pagine dello splendido libro che sto leggendo e che mi permetto di suggerirvi. Tornerò su di esso con altri post (Simboli 2, 3 etc.). Nel frattempo, buona domenica e buon 25 aprile a tutte e a tutti!