QUALCUNO ME LA PUO’ SPIEGARE?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Dicembre, 2017 @ 5:42 am

Detto altrimenti: la legge finanziaria, intendo. Grazie                   (post 2988)

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Siamo sul finire della legislatura. Il Capo dello Stato, il Presidente Mattarella, sta per ricevere i Presidenti di Camera e Senato, quindi scioglierà le Camere e porrà i presupposti per nuove elezioni. Sul filo di lana, in Zona Cesarini direbbero gli appassionati di calcio, “non” è stata votata la legge sullo jus soli per mancanza del numero legale (!?) ed “è” stata votata la finanziaria che ammonta a 20 miliardi di euro (sulla vergogna dell’omissione mi sono espresso qualche post fa nel giorno del Natale).

Renato Cesarini, 1930, mezzala juventina, specializzato nel segnare goal negli ultimissimi minuti delle partite di calcio, sul filo di lana.

Ma veniamo a quei 20 miliardi. 20 miliardi solo? Ma … scusate … ma non sono stanziati, ogni anno, altri 25 miliardi per le spese militari? Allora vuol dire che la finanziaria è solo una legge di aggiustatura, di impiego delle somme disponibili (non precedentemente impegnate) o di quelle che si rendono disponibili a valere sull’aumento dell’indebitamento pubblico. Ed allora ecco che noi, cittadini comuni, non capiamo il vero significato della manovra, il suo peso specifico, il suo “valore relativo”(v. post del 16 dicembre scors0: “In valore assoluto e in valore relativo”).

Proviamo a rifare il ragionamento all’interno di un bilancio familiare. Ipotizziamo una situazione del genere: i due genitori guadagnano complessivamente €3000,00. Da qualche anno hanno stanziato €2000 al mese, per molti anni, per il noleggio a lungo termine di una lussuosa quanto inutile auto da fuori strada a disposizione del padre. Quindi, dando tacitamente per scontato che questo impegno non sia derogabile, riuniscono l’intera famiglia e alla presenza dei cinque figli discutono come distribuire nel mese i 1000 euro disponibili. imagesOrbene, poiché le necessità dei figli e della famiglia nel suo insieme sono molte, di fronte alle proteste ed alle necessità dei figli, i genitori decidono di aumentare di ulteriori 1000 euro il loro indebitamento bancario, peraltro già elevato. “No buono”, direte voi e anch’io con voi. Spero e mi auguro che l’esempio della famiglia possa aiutare a capire quale sia il mio giudizio verso la politica dei fondi impegnati e vincolati “a prescindere”, i quali spesso in un bilancio pubblico rappresentano la voce di gran lunga maggiore, per cui chi subentra al governo si trova a poter gestire somme marginali.

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Ma diciamola tutta, per amore di verità. Vi sono somme vincolate per ovvia necessità, quali quelle per il pagamento della struttura pubblica (gli impiegati pubblici nel caso dello Stato e il fitto e le bollette di casa, nell’esempio della famiglia), e queste vanno bene, salvo – nei due casi citati – rispettivamente razionalizzare e ridurre il costo dell’apparato e eventualmente cambiar casa.

Vi sono poi somme vincolate a progetti pluriennali: anche in questo caso esse sono legittimamente vincolate. Tuttavia esiste una motivazione in senso opposto, la quale imporrebbe di eventualmente rivedere il “piano dei vincoli” e “l’ordine delle priorità“, anche a costo di svincolare somme vincolate e modificare la pianificazione pluriennale.

Mi spiego iniziando dall’esempio della famiglia. Se due figli hanno bisogno dei denari per iscriversi all’università ed un terzo si ammala di una grave malattia, si imporrebbe la disdetta di quel contratto di noleggio auto per destinare diversamente quelle risorse. Se nello Stato cresce la massa dei disoccupati, le pensioni minime sono troppo basse, i danni idrogeologici sono rilevanti, potrebbe essere il caso di non destinare più – come invece sta avvenendo – 65 milioni di euro al giorno (al giorno!) agli armamenti ed investire quelle risorse in altre direzioni (per inciso: per la difesa idrogeologica si spendono 65 milioni di euro all’anno, non al giorno! E non sono significative le 1000 o 2000 casette per i terremotati che la TV continua a propinarci!)

In sintesi: occorre uscire dalla politica e dalla visione dei “fondi bloccati e intoccabili a prescindere”, delle “gestioni separate intoccabili a prescindere” (delle super pensioni da decine di migliaia di euro al mese, esistono!) per ricominciare secondo la tecnica dello zero base budget: riportiamo tutto e tutti a zero e ricominciamo a considerare una redistribuzione delle risorse secondo un ordine aggiornato delle priorità. Ordine aggiornato delle priorità, aggiornato, ripeto … altrimenti il legislatore e il governante non si comporterebbero come un buon padre di famiglia.

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