DEMOCRAZIA? SOLO UN POCO, GRAZIE …

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 2 Marzo, 2018 @ 3:10 pm

Detto altrimenti: “Ciao, democrazia, ciao …” direbbe Antonio Albanese     (post 3097)

Ho già chiarito che io non “faccio politica” bensì “faccio democrazia” o almeno ci provo. Scorrendo i programmi dei vari partiti, sono rimasto colpito da uno in particolare. Infatti, in tutti io cerco sempre il capitolo “democrazia” e in quello de quo agitur che non nomino per ragioni di riservatezza pre-elettorale, ho trovato il capitolo “Democrazia e giustizia”, nel senso che l’argomento democrazia è esaurito in poche righe: “Tutti innocenti fino alla sentenza passata in giudicato… imparzialità dei giudici … riequilibrare i poteri dello Stato … accorciare i tempi della giustizia”. Concordo, ma mi sembra un po’ pochino, un po’ semplicistico cavarsela così, sulla “democrazia” in un paese nel quale esiste una democrazia formale ed una (minore) democrazia sostanziale; nel quale molti Statuti sono impunemente violati (da quello post Albertino, ovvero la nostra Costituzione, a quelli di partiti politici e associazioni varie e chi più ne ha più ne metta); download (2)nel quale si tende a far regredire al suo primo significato storico il significato che nei secoli ha assunto in successione la parola “democrazia” (potere sul popolo; strapotere del popolo; potere del popolo); nel quale la “catena di trasmissione” della democrazia (volontà popolare) dal voto alle decisioni di governo è come un ruscello che sgorga acqua limpida alla fonte, acqua splendidior vitro, come quella della Fons Bandusiae di Orazio, ma che, durante il percorso, subisce derivazioni varie da parte di chi si prende la sua fetta di democrazia privata (tipo quella che a me  i diritti acquisiti si  e a te no; la legge è uguale per tutti tranne le eccezioni  e le violazioni di legge; etc.); altri vi riversano scarichi d’acqua non proprio limpida, ragion per cui chi sta a valle e vuole abbeverarsi, dei democrazia pura ne beve veramente ben poca.

Un giorno un amico mi disse: “Non voto per quel partito perché non è democratico al suo interno”. Concordai con lui e risposi: “Ma perchè … gli altri lo sono?” In sintesi: se si dovesse riscontrare in tutti i partiti una uguale o equivalente carenza di democrazia interna (ed esterna), allora la nostra scelta dovrebbe basarsi su altri aspetti. E non si pensi che io sia contro la democrazia, anzi! La reputo il migliore – anche se non ancora perfetto – sistema di governo, al cui interno una categoria di persone si destreggia traendone vantaggi personali, mentre un’altra – nella quale mi colloco io stesso – cerca di migliorarla anche a costo di apparire polemico.

Buona democrazia formale e sostanziale a tutte e a tutti!

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