ADDIO MONTI

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 10 Marzo, 2020 @ 3:13 pm

Detto altrimenti: sciator interruptus …  (post 3791)

“Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi ha sciato tra voi e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l’aspetto de’ suoi più familiari; nevi, delle quali distingue il fruscio, come il suono delle voci domestiche; piste sparse e biancheggianti sul pendìo, come file di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, costretto dal rischio di un virus, se ne allontana!” 

Il rischio del contagio coronavirus ha fatto chiudere anzitempo gli impianti di risalita. Lo so, le cose importanti sono altre, per carità! Poi, in un momento come questo! Ma lasciatemi scrivere anche un po’ di “frivolezze”, dai … tanto per alleggerire un po’ la tensione da virus. Oggi ho acceso il computer ed ho guardato il paesaggio che mostra la “Webcam a 360° …” posta sulla Cima Paganella: laggiù il Brenta; qui vicino i cavi della seggiovia già privi dei seggiolini; la pista olimpionica molto ben innevata e perfettamente battuta; qualche rara traccia di sci dipinta sul manto bianco da … evidentemente dagli addetti ai rifugi ed agli impianti.

La pista olimpionica, solo qualche giorno prima

A metà salita, un gatto delle nevi, probabilmente addetto al trasporto a valle delle merci deperibili del rifugio La Roda. Per il resto, il deserto. Sì, stringe il cuore essere privati così, improvvisamente, di tutto ciò, e dovere riporre in cantina sci e scarponi che invece aspettavano di potere dare almeno un ultimo saluto alle loro montagne di casa.

Laggiù il Brenta! Alla Paganella ho dedicato una poesia:
 “T’illumini d’immenso? Anch’io!”.

Lo stesso sentimento di privazione lo provavo da ragazzo quando, a Genova, alla fine di una stagione balneare che per noi durava fino a metà ottobre, mi sdraiavo nel bagnasciuga e abbracciavo i ciottoli levigati per un arriderci a qualche mese dopo, visto che a maggio noi ragazzi già si scalpitava di tuffarci in mare. Ma allora, almeno, l’ultimo bacio alla morosa – l’acqua del mare – lo potevo dare. Oggi invece la nuova morosa, la neve, mi è stata sottratta senza nemmeno poterle dare l’ultimo saluto. Ne’ posso più risalire a piedi fin sulla Cima Tosa, o scalare la Torre e il “Basso” come facevo oltre mezzo secolo fa: sapete, l’età ed una bronchitina cronica me lo sconsigliano. Ogni cosa a suo tempo.

E laggiù, il Garda! (Foto di un 3 aprile di qualche anno fa)

Ho provato a trasformare in foto un fermo immagine del filmato della webcam ma non si riesce. Quindi la foto che ho messo non è esattamente rappresentativa di questi momenti, ma almeno ricorda la cima Paganella che si protende verso la Valle dei Laghi. Alla prossima stagione sciistica, dunque, neve e montagne di casa!

“Camilotto Expert”: 35 anni molto ben portati!

E allora domani vedrò di dare una controllata ad una delle mie biciclette, diciamo … a quella da strada, storica, in previsione della prima sgambata che mi regalerò quando sarà possibile farla senza rischi di contagio!

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