COPRIPFUOCO, E DOPO?

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 19 Marzo, 2020 @ 6:03 am

Detto altrimenti: “Pensiamo alle prossime generazioni” (f.to Alcide De Gasperi)  (post 3804)

OGGI, 19 MARZO, S.GIUSEPPE, FESTA DEL PAPA’: AUGURI A TUTTI I GIUSEPPI E A TUTTI I PAPA’, ANCHE AI NON GIUSEPPI!

Coprifuoco col blog
Ieri hanno letto il post in ricorrenza di Ruggero Polito 83 “navigatori”, per una durata media di ognuna delle 162 letture della stessa pagina di 2 minuti e 17 secondi, equivalenti a quasi 6 ore di lettura! Segnalo il fatto a testimonianza dell’amore, della stima e del ricordo che tanti di noi hanno per questo nostro Amico.

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Anche al tempo dell’ultima guerra: si pensava ai caduti, alle loro famiglie, a difendere i vivi militari e civili, si combattevano le battaglie, si aveva una tattica per il momento ed una strategia per il futuro.

Il governo italiano si sta comportando egregiamente. E’ riuscito a non creare il panico (unica osservazione: male ha fatto a far aprire la borsa valori); sta facendo il possibile e con oculatezza si prepara a distribuire aiuti d’ogni sorta. La tattica del momento: arginare, porre le basi per il mantenimento della fiducia e della ricostruzione e – spero – anche per la riconversione! Solo che si sta finanziando tutto ciò con l’aumento dell’indebitamento pubblico e – anche per questa ragione – lo spread in un mese è balzato da 130 a 280 punti. Fino a quando ciò sarà possibile? Quo usque tandem … fino a qual livello? E domani cosa faremo, quando a riaprire sarà solo una percentuale delle ditte che stanno chiudendo?

Criticati comunque!

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Le opposizioni criticano che si doveva fare di più, che alcune scelte sono sbagliate etc.. Chiacchere. “Chiaccherare ‘un mette fatica” soleva dire il mi’ babbo toscanaccio doc! A Riva del Garda esprimono lo stesso concetto con altre parole: “A ciacere no se sgionfa done”, e non ve la traduco! Conoscete la favoletta del padre, figlio e asinello? Comunque procedessero nel cammino: entrambi a piedi o in sella o uno a piedi e l’altro in sella erano criticati dai passanti. E invece si potrebbe

  1. rivedere a livello statale, regionale, provinciale e comunale l’intero ordine delle priorità di investimento (a che posto collocare il piano shock di investimenti proposto da Italia Viva?) svincolando per legge anche i cosiddetti fondi vincolati da leggi precedenti a disposizione di priorità, se oggi non più tali;
  2. invitare l’UE e gli altri stati a fare altrettanto;
  3. non pensare solo alla tattica del momento o alla strategia della ricostruzione, ma anche alla strategia della riconversione del sistema UE;
  4. proporre la costituzione di una nuova costituente europea che prenda le mosse da una Sanità Europea e progredisca con “tutto” europeo: diritto del lavoro; sistema fiscale, bancario, finanziario, doganale, etc. fino all’esercito, verso la creazione degli SUE-Stati Uniti d’Europa;
  5. inasprire molto le pene per gli hakers, ovvero per gli “untori” dei sistemi SW: infatti, un coronavirus nelle reti mondiali del web sarebbe molto peggio di quello attuale sugli esseri umani.

Due parole sulla “riconversione”. Occorre iniziare dalla scuola: non solo capacità (che permette di fare i lavori esistenti) ma anche conoscenza (che permette di imparare i lavori nuovi del domani). E poi “riconversione” non vuol dire – ad esempio, per una banca – licenziare 5000 impiegati! La riconversione deve riguardare innanzi tuttto ogni singola persona e quindi ogni azienda: non l’azienda senza le persone!

Idee, proposte, ragionamenti, utopie le mie (utopia=obiettivo non ancora raggiunto)? Chissà … gutta cavat lapidem!

Commenti – Scrive Giovanni S.:Parole e pensieri assolutamente condivisibili ma purtroppo i leader che ci ritroviamo oggi a livello italiano e anche europeo temo non siano capaci di visioni politiche e strategie a lungo termine, quali quelle che occorrerebbero per affrontare i problemi del dopo virus richiamati nel tuo blog. E anche le istituzioni sembrano più condizionate dai problemi posti dall’oggi o addirittura dall’ ieri, che dalle prospettive e dagli scenari del domani e del dopodomani. Comunque sperare non è un reato, anche se spesso si traduce in una ennesima delusione, e quindi … continuiamo a sperare!”Rispondo: Giovanni, grazie dell’intervento. Tuttavia io sono ottimista e “attivo” perchè credo che alla lunga la gutta cavet (è congiuntivo, direbbe il rag. Fantozzi!) lapidem. E la mia gutta è il pensiero e la sua diffusione anche attraverso l’ “esserci” in una Politica attiva, che significa prendere posizione, esporsi, contribuire: io sono solo una gutta, ma siamo noi guttae che formiamo i rivi, i ruscelli, i mari, gli oceani!

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