UNA SCIATA VIRTUALE

pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Aprile, 2020 @ 1:37 pm

Detto altrimenti: dopo la bici e la vela, ecco lo sci ... (post 3849)

Si avvisano i Sigg. Lettori che a causa del virus siamo costretti a pubblicare post su fatti del passato. Le pubblicazioni sul presente riprenderanno non appena possibile.

La città di notte, a notte fonda intendo, è bellissima: la senti tutta tua! E’ una sensazione che provo quando mi capita di alzarmi molto presto, quando fa ancora buio, quando ad esempio devo  andare all’appuntamento con il pullman della Fiab diretto a qualche nostro ciclo-tour fuori regione. Esco in bicicletta, bagagli appresso e in quei due km che mi separano dal luogo dell’appuntamento rivedo gli analoghi momenti che viveva da ragazzo, a Genova, quando scendevo in strada alle 04,00 per andare al pullman che avrebbe portato noi, una cinquantina di amici, a sciare a Limone Piemonte, dalla mattina alla sera. Circa 200 km quasi tutti fuori autostrada all’andata, gli stessi al ritorno. In giornata. E la mattina dopo, a scuola, assonnati: “Lucatti, sei andato a sciare? Vieni qui che ti interrogo!”. Non credevo che avessi compiuto una cattiva azione.

Old style … but still going strong!
Dolomiti di Brenta

Da molti anni abito a Trento e ormai sono un VIP- Vecchietto In Pensione che d’inverno diventa un VIP-Vecchietto In Paganella. E veniamo alla sciata in Paganella, dunque, una sciata virtuale che però negli anni scorsi (senza virus) è stata reale anche fino al 21 aprile. Evvabbè … adda passà a nuttata!

Claudio, un mio amico co-VIP

Fra noi VIP c’è una sorta di gara: chi arriva primo ai tornelli della funivia di Andalo che aprono alle 08,30. Infatti le prime sciate sono le migliori: piste immacolate, gente poca, soprattutto nei mesi di dicembre e gennaio, che poi sono i miei preferiti, anche per  la migliore qualità della neve. Dice … ma fa freddo! Ma qua’ freddo, raga?  Intant non l’è pu’ i fredi di sti ani … e poi con le tute da sci d’ancoi (di oggi), così termiche … dai … Ma veniamo al dunque: arrivare prima degli altri? Loro arrivano alla 08,20? E tu anticipi alle 08,10 e così via. Io sono riuscito ad arrivare alle 07,30! Ed ecco il parallelo con la notte di cui dicevo prima.

Solo

Si fa così: si parcheggia l’auto nel posto migliore; si va subito ai tornelli e si piazzano gli sci in pole position per fissare il posto, tanto per far capire come stanno le cose! Si va la bar di fronte a fare una bella colazione e a leggere il giornale. Indi ci rientra anche una puntatina idraulica prudenziale al WC, così poi sulle piste non perderai tempo! Nel bar incontri e cominci a conoscere gli “uomini degli impianti”, le persone che li fanno funzionare, che controllano la salita e la discesa degli sciatori, che lavorano al freddo e al vento mentre tu ti diverti. Con alcuni siamo diventati amici: Michele, Ludo e altri. L’ altra faccia del mondo. Da loro noi Vip siamo definiti gli strazzapiste, cioè quelli che tracciano le prime scie sulle piste ancora immacolate.

Strangers in the night …

E sono arrivate le 08,00.

Sci e funivia diversa, ma l’orario è lo stesso!

Al che ritorni ai tornelli dietro i quali il personale dei vari rifugi sta caricando i rifornimenti per i locali in quota. Anche fra di loro amici, come Mirko, ad esempio, il gestore della Malga Zambana.

Pit- stop alla Malga Zambana

Ormai comincia ad arrivare qualche sciatore tuo “concorrente”: spesso ci si riconosce dalle tute che indossiamo, spesso ci si saluta anche se non sappiamo come ci chiamiamo: in ogni caso  si chiacchera amichevolmente. Ad un certo punto, quando mancano pochi secondi all’apertura, tutti noi sembriamo i piloti della F1 nella griglia di partenza: scatta il verde, tutti alle cabinovie! Obiettivo: salire sulla prima è una questione di principio! Se per disgrazia vi capita di riuscire a prendere solo la seconda, nessuna paura: alla stazione intermedia le cabine rallentano, le porte si aprono e voi potete scendere dalla vostra e prendere quella prima della “prima”!

L’Olimpica: prima di me nessuno

Arrivati in cima, una seggiovia vi porta sulla Cima Paganella a 2.200 metri. Sono le 08.40, il sole ha appena tinto di rosa le cime delle dolomiti di Brenta, le “mie” Dolomiti, quelle  che scalavo quando avevo una cinquantina di anni di meno!  La pista sembra un velluto tanto è ben battuta dai gatti delle nevi. Scatto una foto o mi butto? Mi butto! La pista olimpica è ancora in ombra. Pendenza media (da pista rossa), la si percorre tutta d’un fiato, una curva dopo l’altra. Arrivati in fondo … si riprende la seggiovia o ancora giù, per la pista nera fino al Dosson? Giù, diamine, che la “nera” appena battuta è fantastica! Arrivati al Dosson, altro dubbio: risalire salendo all’intermedia della funivia, oppure prendere la nuova funivia che porta alla selletta oppure, ancora, scendere ad Andalo per la “rossa”?  Siamo padroni non dico di tutte le piste, ma di ogni cunetta! E poi abbiamo il know how dell’evolversi della qualità della neve a seconda della stagione, dell’ora, dell’esposizione per cui siamo in grado di sciare sempre sulla neve migliore.

Questa volta con la nipotina Sara e famiglia!

Talvolta vado a sciare da solo. Vai da solo, mi chiede mia moglie?’ Si, rispondo, sarò solo per i primi cinque minuti! Infatti trovi sempre qualcuno con cui fare una discesa, un amico o anche uno sconosciuto che poi – è successo – incontri di anno in anno. A me poi piace molto indovinare la regione di provenienza dei turisti ascoltando il loro accento. Ad esempio, con Liguri, Toscani, Piemontesi, Napoletani, Romani, Siciliani, i Bolognesi non mi sbaglio mai. Posso confondere un Parmense con un Alessandrino, ecco, questo può accadere, con quella erre un po’ moscia entrambi. O anche un Umbro con un Machigiano. Quest’anno ho fatto amicizia con una simpatica famiglia calabrese: chissà che non ci si incontri anche al di fuori dello sci, al loro mare o fra i nostri laghi e le nostre montagne!

Se non è amore questo …

Per farla breve. Per circa 2-3 ore siamo noi i padroni – o quasi – delle piste (ricordiamo che siamo in dicembre e in gennaio). Una sosta alla Zambana o alla Lovara: chi beve un bianco, io no, niente alcool quando scio. Verso l’una siamo di nuovo a Trento: lascio in macchina gli sci, porto in casa gli scarponi, che stiano al caldo.

Mentre sto scrivendo, siamo quasi a metà marzo. Siccome che certi anni si scia già a fine novembre, mi piace pensare che mancano solo otto mesi alla ripresa!

Salomon Race: handle with care!

Alla prossima e … good skiing everybody!

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